Mancata fattura, posso denunciare?
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13 Set 2016
 
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Mancata fattura, posso denunciare?

Che valore ha una denuncia anonima nei confronti di un soggetto che non emette fatture fiscali?

 

Di recente la Cassazione [1] si è occupata del valore che assume la denuncia di un anonimo circa la mancata fatturazione di una vendita o di una prestazione di servizi: secondo i giudici supremi, la denuncia anonima legittima l’avvio delle indagini all’esito delle quali il contribuente denunciato può essere condannato a pagare una multa che va da 1 a 2 volte l’imposta relativa all’imponibile non dichiarato o dichiarato in modo irregolare.

 

Tuttavia, la presentazione di una denuncia anonima non consente alla Guardia di finanza di effettuare perquisizioni, sequestri e intercettazioni, né costituisce da sola un grave indizio di evasione fiscale che consente all’Agenzia delle Entrate di richiedere al giudice l’accesso al domicilio fiscale del contribuente, per sottoporlo a verifica fiscale. Perché tali poteri possano essere esercitati nei confronti del soggetto denunciato è necessario che, a seguito della denuncia anonima, vengano raccolti altri gravi indizi di colpevolezza.

Già in passato la Cassazione [2] aveva detto che una denuncia anonima di mancata emissione della fattura non può giustificare l’avvio di atti tipici di indagine e quindi non consente di procedere a perquisizioni, sequestri e intercettazioni telefoniche. Si tratta di atti che implicano e presuppongono l’esistenza di indizi della commissione di un reato.

 

Dunque, la Suprema Corte sembra aver dimenticato quella che, sino ad oggi, è stata la regola generale in ambito penale secondo la quale – come abbiamo già spiegato nell’articolo Si può fare una denuncia anonima? – la segnalazione alla polizia o ai carabinieri, inviata da un soggetto che vuol rimanere anonimo non ha alcun valore e non legittima l’avvio di indagini.

 

Proprio in ambito fiscale, tuttavia, non capita raramente che l’Agenzia delle Entrate riceva segnalazioni anonime per presunte irregolarità ed evasioni poste in essere da commercianti. A questo punto è verosimile pensare che, dopo la sentenza in commento che sdogana le denunce anonime, l’Agenzia delle Entrate possa – dopo una preliminare valutazione circa la fondatezza dei fatti evidenziati nell’esposto – decidere di approfondire le indagini e avviare le opportune misure, anche di tipo sanzionatorio, senza però arrivare a perquisizioni, sequestri o accessi al domicilio fiscale. Per questi tipi di provvedimenti è infatti necessario che vi sia l’autorizzazione della Procura della Repubblica, la quale a sua volta viene rilasciata solo in presenza di gravi indizi.

 

Se nel giudizio non viene prodotta la richiesta per ottenere dalla Procura della Repubblica l’autorizzazione all’accesso domiciliare, l’accertamento è nullo, perchè il giudice tributario è nell’impossibilità di verificare la sussistenza dei gravi indizi di violazioni alla normativa tributaria, necessari per il rilascio di tale provvedimento.


[1] Cass. sent. n. 34450/2016 del 4.08.2016.

[2] Cass. sent. n. 34450/2016.

 


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