Permesso di soggiorno per le vittime di violenza
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8 Ott 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Permesso di soggiorno per le vittime di violenza

Il permesso di soggiorno per motivi umanitari è quello introdotto per la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Quando viene rilasciato?

 

Nell’ambito della prevenzione e della lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento la possibilità di rilascio di uno specifico permesso di soggiorno per motivi umanitari [1].

 

 

Permesso di soggiorno per vittime di violenza: quando?

In particolare, la legge stabilisce che il permesso in questione può essere rilasciato nelle ipotesi in cui, nel corso di operazioni di polizia o di indagini della magistratura per uno dei delitti commessi sul territorio nazionale in ambito di violenza domestica, siano accertate situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero ed emerga un concreto ed attuale pericolo per la sua incolumità: tale pericolo deve presentarsi come conseguenza della scelta di sottrarsi alla medesima violenza o per effetto delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini (ad esempio, quando la vittima denuncia il colpevole) [2].

 

In ipotesi di questo genere, il questore, con il parere favorevole dell’autorità giudiziaria che sta procedendo o dietro proposta di questa, rilascia uno speciale permesso di soggiorno il cui obiettivo è proprio quello di consentire alla vittima di sottrarsi alla violenza.

 

Lo stesso vale quando le situazioni di violenza o abuso emergano nel corso di interventi assistenziali dei servizi sociali specializzati nell’assistenza delle vittime di violenza oppure da centri antiviolenza.

 

Tale tutela è stata estesa [3] anche alle vittime dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù e di tratta degli esseri umani [4], prevedendo anche un programma di emersione, assistenza e integrazione sociale che garantisca adeguate condizioni di alloggio, di vitto e di assistenza sanitaria.

 

Permesso di soggiorno per vittime di violenza: cos’è la violenza domestica?

Per violenza domestica la legge intende uno o più atti, gravi e non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva. Ciò indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.

 

 

Permesso di soggiorno per vittime di violenza: rinnovo, conversione e revoca

Il particolare, il permesso di soggiorno per motivi umanitari ha durata annuale ed è rinnovabile finché perdurino le esigenze umanitarie che ne hanno giustificato il rilascio.

 

Tale documento consente l’accesso al lavoro del titolare ed è convertibile in permesso per lavoro: si ricorda che per conversione si intende la modifica delle motivazioni che stanno alla base del rilascio, ad esempio da permesso per motivi di studio a permesso per lavoro subordinato o autonomo[5].

 

Per quanto riguarda la revoca del permesso di soggiorno, essa avviene:

  • in caso di condotta incompatibile con le finalità dello stesso, segnalata dal procuratore della Repubblica o dai servizi sociali o comunque accertata dal questore,
  • quando vengono meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio.

 

 

Permesso di soggiorno per vittime di violenza: e l’autore della violenza?

Nei confronti dello straniero condannato, anche con sentenza non definitiva, per uno dei delitti commessi in ambito di violenza domestica, possono essere disposte la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione.


[1] La nuova fattispecie di permesso di soggiorno per le vittime di violenza domestica di cui all’articolo 18 bis Testo Unico Immigrazione è stata introdotta dalla legge n. 119 del 15.10.2013, convertendo e integrando il testo del dispositivo inserito all’articolo 4 del decreto-legge n. 93 del 14.08.2013.

[2] In particolare, la norma trova applicazione quando siano accertate situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero ed emerga un concreto ed attuale pericolo per la sua incolumità per uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 582, 583, 583 bis, 605, 609 bis e 612 bis del codice penale :

572 Maltrattamenti contro familiari e conviventi

582 Lesioni personali

583 Circostanze aggravanti

583 bisPratiche di mutilazione degli organi genitali femminili

605 Sequestro di persona

609 bis Violenza sessuale

612 bis Atti persecutori

o per uno dei delitti previsti dall’articolo 380 del codice di procedura penale commessi in Italia in ambito di violenza domestica, come conseguenza della scelta di sottrarsi alla medesima violenza o per effetto delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari o del giudizio.

[3] Tale estensione è avvenuta ad opera dell’art. 8, d. lgs. n. 24del 04.03.2014.

[4] Artt. 600 e 601 cod. pen.

[5] Art. 14, co. 1, lett. c), e 3 del D.P.R. n. 394 del 31.08.1999.

 

 


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