Cosa rischio se abbandono il cane?
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13 Set 2016
 
L'autore
Alessio Fortuna
 


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Cosa rischio se abbandono il cane?

Come evitare di incorrere nel reato di abbandono di animali domestici.

 

L’abbandono degli animali domestici è purtroppo una pratica piuttosto diffusa, specie all’approssimarsi dei periodi di vacanza. È bene sapere, però, che oltre ad essere un comportamento deplorevole, si tratta di una condotta punita dal codice penale con l’arresto fino ad un anno ovvero, a discrezione del giudice, con il pagamento di una somma di denaro che va da un minimo di mille a un massimo di diecimila euro.

La legge punisce allo stesso modo chiunque detiene ristretti animali in condizioni incompatibili con la loro natura, se da questo fatto derivino gravi sofferenze [1]. Ad esempio, in caso di volatili in gabbia si potrà configurare il reato se lo spazio è troppo ristretto e non permette un adeguato movimento, tanto da determinare una lesione alle ali. Analogamente, lasciare il cane in auto troppo a lungo, specie sotto il sole, può configurare le gravi sofferenze idonee ad applicare il reato e determinare la responsabilità del proprietario.

Di seguito un elenco di FAQ per aiutare a chiarire l’articolo del codice penale ed evitare gravi conseguenze penali.

 

Cosa si intende per abbandono di animali?

La legge adotta una nozione piuttosto ampia di abbandono, arrivando a comprendervi tutte quelle condotte che, incidendo sulla sensibilità psico-fisica dell’animale, gli procurano dolore e afflizione. Vi rientrano, pertanto, non soltanto il distacco volontario, ma qualsiasi trascuratezza, disinteresse o mancanza di attenzione, nonché tutti quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali per la loro manifesta crudeltà. Pertanto è stato considerato abbandono tenere ristretti degli animali domestici in un luogo privo di adeguato ricovero, denutriti e circondati dai loro escrementi [2], ovvero disinteressarsi della ricerca del cane smarrito [3].

Cosa si intende per animali domestici?

Vi sono compresi tutti gli animali, anche esotici o selvatici, che essendo nati o cresciuti in cattività non sono più in grado di garantirsi la sopravvivenza senza l’aiuto dell’uomo.

La responsabilità riguarda solo il padrone dell’animale domestico?

No. Il reato può essere commesso non soltanto dal proprietario degli animali, ma da chiunque li detenga anche occasionalmente. Il giudice ha riconosciuto come responsabile il soggetto che al momento dell’accertamento si occupava dell’azienda nella quale gli animali erano stati rinvenuti [4].

Se affido il cane ad un canile privato rispondo di abbandono?

Solo qualora si sospendano i pagamenti o non si riprenda l’animale quando richiesto, se sia concretamente prevedibile – per l’inaffidabilità o la mancanza di professionalità del canile affidatario – che questa situazione determini l’abbandono del cane da parte del canile [5].

Che differenza c’è tra l’abbandono e il maltrattamento di animali?

Si tratta di reati differenti. Maltrattare gli animali, ossia causargli senza alcuna ragione e per mera crudeltà lesioni o sevizie, è un reato diverso e più grave rispetto all’abbandono. Per questa ragione la legge prevede per questa ipotesi l’arresto da tre a diciotto mesi ovvero una multa che va da 5.000 a 30.000 euro [6].

A chi mi rivolgo per la denuncia?

Innanzitutto occorre accertarsi che l’animale sia effettivamente in stato di abbandono, per evitare di provocare un falso allarme ed incorrere nel reato di calunnia. Per far questo occorre premunirsi di raccogliere quante più prove mediante contributi fotografici, video o testimonianze che attestino lo stato di sofferenza dell’animale.

Dopo aver fatto gli opportuni accertamenti, ci si può rivolgere presso gli uffici di polizia municipale, forestale o presso una caserma dei carabinieri per chiederne l’intervento. Prima, però, può essere utile rivolgersi alle associazioni che si occupano di tutela degli animali come ad esempio l’Ente Nazionale Protezione Animali o la LAV, ovvero ad un avvocato, per chiedere consigli o avere assistenza nello sporgere la denuncia.

Posso denunciare per abbandono di animali il vicino che lascia il cane abbaiare in continuazione?

Occorre valutare se l’animale si trova in stato di reale abbandono, ossia se ricorrono comportamenti improntati ad indifferenza o inerzia da parte del proprietario verso i bisogni dell’animale. Si configura reato di abbandono se passano diversi giorni senza che nessuno accudisca il cane, o se lo spazio a disposizione è molto angusto. Altrimenti, sarà possibile procedere con una querela per disturbo alla quiete pubblica [7], che punisce chiunque non impedisca gli strepiti degli animali causando disturbo alle occupazioni o al riposo delle persone. È però necessario, in questo caso, che il latrare del cane abbia determinato un disturbo generalizzato, che coinvolga più persone. Se il fastidio è arrecato solo a voi, però, il reato non si configura e sarà possibile solamente chiedere un risarcimento del danno secondo le norme del codice civile [8]. In tal caso si dovrà dimostrare che il rumore superi una certa soglia di tollerabilità, diversa per il giorno e per le ore notturne, e rispettivamente pari a 5 dB e 3 dB. Per far questo si può chiedere l’intervento dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPA) che deve effettuare i rilievi tecnici per misurare l’entità dei rumori e provare così il danno alla salute.

È considerato abbandono lasciare degli animali in spazi aperti?

Si, qualora sia tale da determinare per gli animali condizioni non compatibili con la loro natura. Ad esempio, è stato ritenuto abbandono di animali la detenzione di cavalli di razza maremmana allevati allo stato brado, ai quali non veniva assicurata alcuna cura o assistenza neanche quando le condizioni ambientali e climatiche non permettevano che gli esemplari si approvvigionassero autonomamente per vie naturali, tanto da cadere in stato di forte denutrizione e disidratazione [9].

Lasciare a casa gli animali quando si parte per le vacanze configura l’ipotesi di abbandono?

Si. Quando si parte per una vacanza il padrone deve preoccuparsi di garantire che qualcuno provveda ad occuparsi dell’animale in sua assenza. È stato, infatti, ritenuto idoneo a configurare il reato l’abbandono durante il periodo estivo di un animale, atteso che la legge tutela gli animali in quanto autonomi esseri viventi, dotati di propria sensibilità psico-fisica, e come tali capaci di avvertire il dolore causato dalla mancanza di attenzione ed amore legato all’abbandono [10]. Pertanto, sarà necessario provvedere non soltanto che l’animale abbia un’adeguata scorta di cibo e acqua, ma anche premunirsi che non venga lasciato solo troppo a lungo.


[1] Art. 727 cod. pen.

[2] Cass. ord. n. 46560/2015.

[3] Cass. sent. n. 18892/2011.

[4] Cass. sent. n. 6415/2006.

[5] Cass. sent. n. 12852/2013.

[6] Art. 544-ter cod. pen.

[7] Art. 659 cod. pen.

[8] Art. 844 cod. civ.

[9] Cass. sent. n. 2852/2013 Ud.

[10] Cass. sent. n. 11056/2000.

 

 


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