Redditometro auto: cosa incide sul calcolo
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13 Set 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Redditometro auto: cosa incide sul calcolo

L’acquisto di un auto cade sotto la lente del Fisco: al redditometro non sfugge nulla e redditi non dichiarati saranno smascherati. Quali voci alimentano gli indicatori?

 

Come molti sapranno, il redditometro è uno strumento utilizzato dal fisco per ricalcolare il reddito imponibile: controllando le spese del contribuente, si riesce a capire in che misura il reddito di ciascuno di noi può essere tassato. Tradotto significa che non conviene acquistare auto o case, se poi non si possono giustificare con i propri redditi. Secondo il ragionamento del Fisco, se il contribuente ha potuto permettersi certi beni, e quindi determinate spese, avrà dovuto pur finanziarle in qualche modo. Se il reddito dichiarato non è congruo rispetto al tenore di vita, il Fisco, per conseguenza, presume che il contribuente abbia percepito redditi in nero. Il redditometro è lo strumento che permette questa valutazione.

 

Si può, allora, capire facilmente che l’acquisto di un veicolo può incidere pesantemente ai fini della ricostruzione del reddito minimo presunto: ciò a causa dei pesi che sono attribuiti alle diverse autovetture in relazione ai cavalli fiscali, cioè alla cilindrata.

Cerchiamo di capirne di più.

 

 

Redditometro auto: quali parametri considera?

Dunque, il redditometro viene alimentato anche dal possesso delle auto.

 

Nell’ottica del Fisco, ciò che conta sono i cavalli fiscali (KW) della vostra auto o moto: la cilindrata, quindi, ma anche altri fattori come il tipo di alimentazione (se a benzina o a gasolio) o la tipologia di autoveicolo (campers o autocaravans o motocicli di cilindrata superiore ai 350 cc).

 

In passato, la lente del Fisco si concentrava sulle auto sopra i 21 cavalli fiscali, in quanto considerate auto di lusso con costi di acquisto e spese  di manutenzione, assicurazione e bolli particolarmente elevati (un esempio può essere una Porsche Cayman) che implicavano necessariamente un alto reddito per chi le acquistava. Il nuovo redditometro (valevole dalle annualità di imposta 2011) pone l’accento sui KW confrontandoli con quelli medi attribuibili al nucleo familiare in base alla sua composizione e alla sua ubicazione sul territorio italiano: in altre parole, i nuovi indicatori per la comparazione fra le spese sostenute e i redditi percepiti tengono conto di una spesa media Istat relativa anche ai mezzi di trasporti del nucleo familiare, a sua volta raccolti in una tabella dei KW per zona geografica e tipologia familiare. La casistica del redditometro valuta, quindi, anche per l’automobile una serie di 55 tipologie familiari suddivise in 11 categorie base e in 5 aree geografiche. Questo significa che se il contribuente rientra, per esempio, nella categoria “Persona sola con meno di 35 anni” e risiede nel “Nord Ovest” la potenza media dei mezzi di trasporto del suo nucleo familiare è presumibilmente di 63,0 KW (85,6 CV). Se, invece, il nucleo familiare preso in considerazione dall’Agenzia è una “Coppia con due figli” abitante al “Centro” i KW medi salgono a quota 164,3 (223 CV).

 

 

Redditometro auto: perchè aumentano le auto in leasing?

Proprio per sfuggire alla lente dei controlli, negli ultimi anni, è aumentato il numero di coloro che prendono in leasing auto da società con sede legale in Germania o in Paesi dell’Est: così facendo, si pensa di aver trovato la soluzione al problema dal momento che le auto in questione non rientrano nella lente del redditometro. Si dimentica, però che oggi non è più così, in quanto vengono effettuati dei controlli anche sui conti correnti bancari. Per cui eventuali operazioni di noleggio e leasing vengono facilmente smascherate, incrociando i relativi dati.

 

 

Redditometro auto: quale altre voci alimentano i moltiplicatori?

Da segnalare che, nell’area trasporti, il redditometro raccoglie tutti i mezzi di trasporto quali:

  • barche,
  • imbarcazioni,
  • yacht,
  • barche a vela (la cui spesa varia in funzione di lunghezza e anno di immatricolazione),
  • motocicli,
  • caravan.

 

Senza timore di essere ripetitivi, si ribadisce che sono compresi nella lista sia i mezzi di trasporto comprati che quelli presi a noleggio, ma anche quelli acquistati per i figli.

 

Nell’area di spesa rientra anche tutto ciò che riguarda:

  • bollo di mezzi di trasporto,
  • Rc auto,
  • assicurazione per furto e incendio,
  • pezzi di ricambio,
  • olio, lubrificanti,
  • carburanti,
  • manutenzione (tutti questi dati vengono desunti da quanto dichiarato all’Anagrafe Tributaria).

 

Verranno inserite in questa categoria anche le spese risultanti per tram, autobus, taxi e altri mezzi di trasporto pubblico in base alla spesa media Istat della tipologia del nucleo familiare.


 


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