Dopo quante contestazioni scatta il licenziamento?
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13 Set 2016
 
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Dopo quante contestazioni scatta il licenziamento?

Infrazioni disciplinari e licenziamento per recidiva: il dipendente più volte richiamato dall’azienda rischia il posto di lavoro?

 

Tante piccole infrazioni al codice disciplinare possono portare al licenziamento? E, soprattutto, dopo quante contestazioni da parte dell’azienda il dipendente recidivo perde il posto di lavoro? A queste domande aveva parzialmente risposto la Cassazione con una sentenza della scorso agosto (leggi “Licenziamento per tante piccole e non gravi infrazioni”) arrivando alla conclusione che si può mandare a casa il lavoratore che commette numerose violazioni disciplinari, anche se ognuna di esse, singolarmente presa, non riveste la gravità tale da giustificare il licenziamento. Ma, come diceva giustamente Totò, “è la somma che fa il totale”.

 

Con una sentenza di ieri , invece, la Suprema Corte [1] fa i conti della serva e chiarisce il numero preciso di infrazioni superato il quale scatta il licenziamento “per recidiva”. In particolare si perde il posto di lavoro a partire dalla quarta mancanza, all’interno dello stesso anno, per la quale sia prevista la sospensione. L’azienda dovrà allora contestare la nuova specifica mancanza precisando che la stessa realizza la recidiva oltre la terza volta nell’anno solare rispetto a tre mancanze precedenti e solo allora potrà intimare il licenziamento, sempre che non decida di irrogare una sanzione diversa.

 

 

Licenziamento senza preavviso

Secondo la Cassazione, che ha analizzato il contratto collettivo del settore terziario, il licenziamento è irrogabile dopo la quarta contestazione infra-annuale per la quale sia prevista la sospensione. In questi casi è legittimo il licenziamento in tronco, ossia quello senza preavviso, poiché irrogato per una giusta causa [2].

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 17 marzo – 12 settembre 2016, n. 17912
Presidente Venuti – Relatore Berrino

Svolgimento dei processo

Si controverte del licenziamento intimato il 27/3/2012 dalla società Billa Aktiengesellschaft a L. G., direttore di supermercato, a causa di recidiva oltre la terza volta per mancanze punite con la sospensione ai sensi dell’art. 225 del CCNL delle Aziende del terziario, distribuzione e servizi.
Con sentenza dei 14/2/2013 – 26/4/2013 la Corte d’appello di Torino, nell’accogliere l’impugnazione dei L., ha rilevato che in difetto di contestazione di una nuova infrazione il datore di lavoro non avrebbe potuto riesaminare le precedenti mancanze, per le quali aveva già consumato il proprio potere disciplinare dopo aver irrogato le sanzioni della sospensione dalla retribuzione e dal servizio, e non avrebbe potuto, pertanto, applicare per quelle stesse infrazioni, sia pure unitariamente considerate ai fini della recidiva, una più grave sanzione di carattere espulsivo. Per la cassazione della sentenza ricorre la società Billa Aktiengesellschaft con un solo motivo.
Resiste con controricorso G. L..

Motivi della decisione

Con un solo motivo la ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione

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[1] Cass. sent. n. 17912/16 del 12.09.2016.

[2] Art. 225 del contratto collettivo nazionale di lavoro delle Aziende del Terziario, distribuzione e servizi.

 


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