Cosa si può chiedere con un decreto ingiuntivo?
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14 Set 2016
 
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Cosa si può chiedere con un decreto ingiuntivo?

Non solo somme di denaro, ma anche oggetti specifici o cose fungibili: le possibilità per il creditore di ricorrere al procedimento per decreto ingiuntivo sono ampie.

 

A torto si ritiene che, nel ricorso per decreto ingiuntivo, il creditore possa richiedere al debitore solo somme di denaro. Invece non è così e il codice di procedura civile prevede anche altre due ipotesi tutt’altro che rare. È ampio il ventaglio delle situazioni in cui, piuttosto che affidarsi a una causa lunga e costosa, si può presentare al giudice la richiesta dell’immediata emissione di un ordine di pagamento o di consegna di un oggetto. L’importante è avere una prova scritta del proprio credito.

 

È proprio questo il decreto ingiuntivo, che viene emesso a seguito di un procedimento rapido e semplificato, durante il quale il debitore non viene neanche citato (salvo poi ricevere la notifica del decreto stesso e potersi opporre nei successivi 40 giorni).

 

Il codice di procedura civile [1] consente di chiedere un decreto ingiuntivo se si è creditori:

  • di una somma liquida di danaro
  • di una determinata quantità di cose fungibili
  • della consegna di una cosa mobile determinata.

Vediamo ciascuna di queste singole ipotesi.

 

 

Decreto ingiuntivo per cose mobili determinate

Con un ricorso per decreto ingiuntivo un soggetto può chiedere al giudice di ingiungere ad un altro soggetto la consegna di una cosa mobile determinata (ossia specifica) come ad esempio la consegna di determinati documenti o un oggetto prestato, dato in leasing, affidato in custodia per breve tempo. Si pensi al caso del condomino che chiede all’amministratore l’esibizione di alcuni verbali o documenti di spesa e quest’ultimo glieli neghi. Si pensi al socio di una Srl che voglia controllare la contabilità e gli venga inibito l’accesso ai dati. È anche l’ipotesi di Mario che abbia prestato a Giovanni la propria auto, un oggetto prezioso o un cellulare e questi faccia di tutto per non restituirglielo.

 

Può ricorrere al decreto ingiuntivo chi voglia chiedere la consegna del bene oggetto di un contratto di vendita a rate con riserva di proprietà in cui l’acquirente non ha pagato il prezzo. È possibile ottenere, con decreto ingiuntivo, anche la consegna di determinati documenti riferibili a diritti di credito, quali ad esempio le comunicazioni bancarie periodiche, posto che il diritto del cliente alla consegna dei documenti relativi al suo contratto ha natura di diritto soggettivo.

 

Il decreto ingiuntivo tutela colui che acquista un bene e lo paga in anticipo, ma poi il venditore non glielo vuol più consegnare. Si pensi al caso di Antonio che acquisti su internet un orologio o uno strumento musicale usato; o al caso di Giovanna che abbia pagato un abito presso un atelier, chiedendo alcuni ritocchi sartoriali e, dopo alcuni mesi, non riesca ad ottenere il vestito.

 

 

Decreto ingiuntivo per una quantità di cose fungibili

Il decreto ingiuntivo può essere richiesto se il credito ha ad oggetto anche una quantità di cose fungibili: sono cose fungibili quelle che possono essere sostituite con altre come, ad esempio, combustibili, materie prime, prodotti alimentari ed agricoli (una cassetta di frutta), ecc.

 

Se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione il creditore deve offrire elementi che facciano presumere l’adempimento della controprestazione o l’avveramento della condizione.

 

Il creditore deve tuttavia richiedere una somma di denaro che è disposto ad accettare in mancanza della prestazione in natura, a definitiva liberazione del debitore.

 

 

Decreto ingiuntivo per somme di denaro

Il creditore di una somma di denaro può chiedere la condanna al pagamento di una somma di denaro a condizione che sia:

  • liquida: la somma deve cioè essere precisata nel suo importo senza necessità di conteggi o di aggiunte (se non meramente strumentali);
  • esigibile: il credito deve essere scaduto (altrimenti il decreto ingiuntivo deve essere revocato). L’esigibilità deve sussistere per lo meno al momento della scadenza del termine per proporre opposizione.

 

Può chiedere il decreto ingiuntivo chi ha emesso una fattura e non ha ricevuto il relativo pagamento da parte del cliente; chi ha prestato dei soldi e non ne ha ottenuto la restituzione; chi ha ricevuto un assegno o una cambiale che sono stati protestati (non c’è neanche bisogno di decreto ingiuntivo, ma si può procedere direttamente con il pignoramento, se si agisce, per l’assegno, entro sei mesi dall’emissione o, per la cambiale, entro tre anni).

 

Il padrone di casa che chiede al giudice la convalida di sfratto per morosità può chiedere il decreto ingiuntivo anche per i canoni di locazione non ancora scaduti.

 

Può infine ricorrere al decreto ingiuntivo la parte che chiede la restituzione del prezzo relativo all’acquisto di un bene risultato difettoso.

 

 

Quando non si può chiedere un decreto ingiuntivo

Non si può ricorrere al decreto ingiuntivo se qualcuno è stato derubato o spossessato di una propria cosa mobile: difatti il presupposto del decreto ingiuntivo è un diritto di credito e non il diritto che nasce dalla violazione di un diritto di proprietà o di un altro diritto reale [2].

 


[1] Art. 633 cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 3690/1974

 

Autore immagine: 123rf com

 


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