Case popolari: a chi spettano e come funziona il punteggio
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18 Set 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Case popolari: a chi spettano e come funziona il punteggio

I requisiti per avere un alloggio agevolato sono contenuti in un bando pubblicato dal Comune, che stila una graduatoria in base alla situazione dei richiedenti.

 

Le case popolari, o alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono gli immobili di proprietà dello Stato assegnati in base ad un punteggio ai cittadini in difficoltà economica che non hanno i mezzi per potersi permettere una casa a prezzo di mercato. Il canone di locazione, infatti, è agevolato. Tra i potenziali destinatari ci sono:

  • cittadini con reddito basso (stabilito da Comune a Comune nell’apposito bando di assegnazione);
  • cittadini con status di disabilità;
  • genitori single con figli a carico;
  • giovani coppie;
  • cittadini senza fissa dimora.

Quindi, per poter ottenere il punteggio necessario per richiedere una casa popolare, il cittadino non deve avere alcun diritto di proprietà, di usufrutto, di abitazione o di uso su qualsiasi tipo di alloggio (o parte di immobile).

 

Il bando che contiene i requisiti per l’assegnazione delle case popolari è rivolto ai soli cittadini che risiedono nel Comune interessato e viene pubblicato dalle amministrazioni locali ogni 4 anni circa sul proprio sito Internet o su quello dell’Ente che gestisce gli alloggi. Alla domanda di richiesta occorre allegare almeno questi documenti:

  • fotocopia di un documento di identità;
  • certificato Asl riguardante gli eventuali componenti invalidi del nucleo familiare;
  • certificato Asl sulla tipologia dell’attuale residenza;
  • certificato Isee.

Sarà ogni singolo Comune a richiedere attraverso il bando altra documentazione se lo ritiene opportuno.

 

 

Case popolari: come funziona il punteggio

Le singole amministrazioni locali, attraverso la pubblicazione del bando, definiscono i requisiti per ottenere una casa popolare, variabili da Comune a Comune. Chi ritiene di possedere tali requisiti, può presentare il modulo di richiesta, che verrà trasmesso alla Commissione di assistenza alloggi. A seconda di quanto stabilito dal bando, la Commissione stila una graduatoria in cui ad ogni richiedente viene assegnato un punteggio. Tale punteggio aumenta o diminuisce in base ai requisiti necessari per ottenere una casa popolare. Ci sono, ad esempio, dei punteggi specifici per ogni singolo requisito. Più numerosi sono i requisiti, più alto sarà il punteggio.

 

La graduatoria viene, poi, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione di appartenenza. Contemporaneamente, ogni richiedente riceve una comunicazione sulla sua posizione in base al punteggio ottenuto. A seconda della disponibilità del Comune, la casa popolare verrà assegnata ai richiedenti con il punteggio più alto, cioè ai cittadini inseriti nei posti più alti della graduatoria. Quelli, cioè, che teoricamente hanno più bisogno. Chi, invece, rimane escluso perché non ci sono degli alloggi disponibili, mantiene il suo punteggio ed il posto in graduatoria. Resta, dunque, in una lista di attesa e può vedere soddisfatta la sua richiesta quando si libera una casa popolare o quando ne vengono costruite delle altre.

 

In caso di decesso dell’assegnatario, la casa popolare potrà essere occupata da un parente solo se appartiene allo stesso nucleo familiare del defunto. Se, cioè, mantiene i requisiti per poter usufruire dell’alloggio. Requisiti che verranno, comunque, verificati dall’amministrazione comunale.

 

L’assegnatario della casa popolare può anche arrivare ad acquistare l’immobile in due modi: tramite il riscatto dell’alloggio attraverso i canoni di affitto e a seconda di quanto concordato con il Comune. Il locatario ha diritto di prelazione rispetto ad altri soggetti interessati. Il secondo modo di acquistare una casa popolare è tramite asta, a condizione che l’immobile non sia abitato, che il bando lo consenta e che ci siano dei requisiti minimi per procedere all’acquisto all’incanto a prezzi vantaggiosi.


Autore immagine: Pixabay

 


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