Agenzia immobiliare senza mandato pubblica annuncio: cosa fare?
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8 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Agenzia immobiliare senza mandato pubblica annuncio: cosa fare?

Annuncio di vendita di un bene immobile pubblicato da un’agenzia senza autorizzazione: che cosa può fare il privato per difendersi?

 

Hai scoperto che la tua casa è stata messa in vendita su un sito web o in un giornale di annunci immobiliari senza che tu l’abbia autorizzato, o abbia conferito un incarico di vendita all’agenzia? Purtroppo simili comportamenti scorretti sono piuttosto diffusi, ma esistono dei rimedi che si possono mettere in atto per difendersi.

 

 

Rimozione dell’annuncio non autorizzato

La prima cosa da fare è inviare immediatamente una raccomandata all’agenzia immobiliare che ha pubblicato l’annuncio non autorizzato, chiedendone l’immediata rimozione.

Se l’annuncio è stato pubblicato in un sito web, per accelerare le tempistiche di cancellazione è opportuno che ti rivolga all’amministratore del sito, chiedendo la rimozione dell’annuncio; è consigliabile, a tal fine, che ti procuri i documenti utili a dimostrare che sei tu il proprietario dell’immobile. A quel punto l’amministratore del sito potrebbe chiedere chiarimenti all’agenzia che ha pubblicato l’annuncio, ma questa, non potendo esibire alcun incarico firmato da te, o delega, non potrebbe giustificare la situazione. Il soggetto responsabile della violazione resta comunque l’agenzia immobiliare, in quanto tutti i siti di annunci richiedono la compilazione di form in cui si dichiara di possedere l’autorizzazione alla pubblicazione di dati, documenti ed immagini relativi all’immobile oggetto dell’annuncio.

 

 

Garante della privacy: reclamo, ricorso e segnalazione

Nel caso in cui né l’agenzia né l’amministratore del sito rimuovano l’annuncio, puoi rivolgerti all’Autorità Garante della privacy, attraverso un reclamo. Il reclamo è un atto circostanziato con il quale si denuncia al Garante una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Il reclamo può essere proposto:

  • quando non si è ottenuta una tutela soddisfacente dei propri diritti, a seguito di preventiva richiesta in tal senso;
  • quando si vuole promuovere una decisione del Garante su una questione di sua competenza.

Nel reclamo devono essere indicati:

  • i fatti e le circostanze su cui il reclamo si fonda;
  • le disposizioni che si presumono violate;
  • le misure richieste (in questo caso, la rimozione dei dati e delle immagini del proprio immobile da ogni forma di pubblicità);
  • gli estremi identificativi del titolare, del responsabile del trattamento dei dati (se conosciuto) e di chi fa la domanda.

A seguito del reclamo, l’Autorità Garante, dopo aver svolto un’istruttoria preliminare e un eventuale procedimento amministrativo, adotta un provvedimento, come la rimozione dei dati dal sito di annunci o il blocco del trattamento dei dati non autorizzato da parte dell’agenzia.

Il reclamo, però, non è gratuito: bisogna pagare 150 euro a titolo di diritti di segreteria (è necessario allegare al reclamo la ricevuta del versamento), non rimborsabili.

 

Puoi anche decidere di inviare al Garante una semplice segnalazione, finalizzata a sollecitare l’attività di controllo: la segnalazione è gratuita e non richiede particolari formalità. Deve comunque riportare gli elementi utili per consentire al Garante di assumere un’eventuale decisione qualora ritenga che, nel caso riportato, si sia verificata una violazione della normativa in materia di protezione dei dati personali.

 

Infine, puoi inoltrare un ricorso, ma soltanto se l’agenzia fa un uso illecito del tuo nome [1]; il ricorso al Garante, nel dettaglio, può essere presentato nelle seguenti ipotesi:

  • il titolare o il responsabile del trattamento dei dati, se esistente, non ha dato seguito alla richiesta inoltrata;
  • il decorso dei termini della richiesta espone l’interessato ad un pregiudizio imminente ed irreparabile.

Anche per il ricorso è necessario pagare 150 euro a titolo di diritti di segreteria (è necessario allegare al ricorso la ricevuta del versamento). Inoltre, il Garante può condannare la parte soccombente alle spese, liquidate in misura forfettaria e pari a 500 o 1.000 euro, a seconda della complessità del procedimento.

 

 

Azione giudiziale

Puoi infine decidere di far causa all’agenzia immobiliare che ha pubblicato un annuncio non autorizzato per il risarcimento del danno. Tuttavia, devi dimostrare di aver effettivamente subito dei pregiudizi a seguito della pubblicazione dell’annuncio.

 

 

Richiesta di rifusione delle spese per la pubblicazione dell’annuncio non autorizzato

Se ciò che ti preoccupa, a seguito della pubblicazione dell’annuncio senza autorizzazione, è la possibilità che l’agenzia ti chieda di rifondere le relative spese, puoi stare tranquillo: non avendo firmato alcun incarico, le spese restano a totale carico dell’agenzia, che da te non può pretendere nulla.

 

 

Conclusione dell’affare a seguito della pubblicazione dell’annuncio non autorizzato

È diverso il caso in cui tu concluda un contratto di affitto, o una vendita, a seguito dell’intervento dell’agenzia, anche se non hai firmato alcun mandato o, meglio, incarico di mediazione. La mediazione, difatti, non necessita di un apposito incarico, ma si realizza quando il mediatore (soggetto privo di vincoli ed in posizione di imparzialità tra le parti) mette in relazione le parti e la sua condotta determina la conclusione dell’affare [2].

In pratica, anche se non hai firmato alcun contratto, l’agenzia può pretendere da te la provvigione: è sufficiente che provi che la conclusione dell’affare è connessa  all’attività degli agenti per l’avvicinamento dei contraenti, con la conseguenza che anche la semplice attività indirizzata al reperimento dell’altro contraente, o all’indicazione specifica dell’affare, dà diritto alla provvigione, sempre che, però, l’attività costituisca il risultato utile della condotta posta in essere dal mediatore.

 


[1] Art. 7 Cod. Civ.

[2] Art. 1754 Cod. Civ.

 


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