Cosa è la pena edittale
Lo sai che?
15 Set 2016
 
L'autore
Alessio Fortuna
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Cosa è la pena edittale

Conoscere le sanzioni penali e i loro criteri di scelta.

 

La pena è una misura sanzionatoria che ha il duplice scopo di garantire l’osservanza della norma ed al contempo reprimere comportamenti elusivi per disincentivare ulteriori violazioni.

La pena edittale non è nient’altro che la pena prevista dalla legge per un determinato reato.

Oggi, alla primordiale funzione di castigo che vedeva la pena come una vendetta privata – esemplare la cd. legge del taglione “occhio per occhio, dente per dente” – si è sostituita una funzione rieducativa consacrata nella Costituzione del 1948 [1]. Pertanto, il giudice nell’applicare la pena dovrà tener conto del percorso di risocializzazione del condannato, essendo di fatto vietato imporre un trattamento che sia solo afflittivo o contrario al senso di umanità.

Il codice penale distingue la pena in principale e accessoria, detentive e pecuniarie.

Sono pene principali:

  • Ergastolo – pena detentiva
  • Arresto – pena detentiva
  • Reclusione – pena detentiva
  • Multa – pena pecuniaria
  • Ammenda – pena pecuniaria [2].

 

Il criterio che differenzia una pena da un’altra è quantitativo, ossia: per le pene detentive, tranne l’ergastolo che consiste nel carcere a vita, la reclusione va da una carcerazione minima di quindici giorni fino ad un massimo di ventiquattro anni, l’arresto da cinque giorni fino tre anni. Per le pene pecuniarie, invece, si va dai cinquanta ai 50mila euro per la multa, ai minimo 10 e massimo 10mila euro per l’ammenda.

A seconda che si applichi una tipologia di pena si avrà un delitto, ipotesi di reato più grave punito con ergastolo, reclusione e multa, ovvero una contravvenzione, forma di reato più lieve sanzionata con l’arresto e l’ammenda.

Le varie tipologie di pena possono essere applicate, se previste, cumulativamente: ad esempio nel delitto di furto concorre la pena detentiva della reclusione (da sei mesi a tre anni) con la pena pecuniaria della multa (da euro 154 a euro 516) [3].

Gli articoli di legge prevedono differenti metodi di quantificazione della pena: alcune norme prevedono una cosiddetta “forbice edittale”, ossia la previsione di un minimo e di un massimo di pena (ad esempio da uno a cinque anni di reclusione). Altre norme prevedono, invece, formule differenti, imponendo un tetto minimo o massimo di pena (ad esempio l’omicidio è punito con la reclusione non inferiore nel minimo ad anni ventuno, l’omissione di soccorso con la multa fino ad un anno).

Dal lato pratico, spetta al giudice quantificare la pena da applicare. Per far questo dovrà effettuare una valutazione che tenga conto di tutta una complessa serie di elementi che vanno dalle modalità con le quali il condannato ha compiuto l’azione criminosa fino alla personalità e alla condotta del reo prima, durante e dopo il fatto [4].

Alle pene principali il codice penale affianca le pene accessorie, che si affiancano a quelle principali e possono comportare, ad esempio, l’interdizione o la sospensione da un pubblico ufficio (un incarico pubblico) o da una professione, la decadenza o la sospensione della potestà genitoriale [5].


[1] Art. 27 Cost.

[2] Art. 17 cod. pen.

[3] Art. 624 cod. pen.

[4] Artt. 133 e 133 bis cod. pen.

[5] Art. 19 cod. pen.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti