Auto parcheggiata e urtata: l’assicurazione copre?
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14 Set 2016
 
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Auto parcheggiata e urtata: l’assicurazione copre?

Incidenti stradali: anche se l’auto è ferma ed è posteggiata a bordo della strada, l’assicurazione rc auto deve risarcire il danno.

 

Potrebbe capitare che la vostra auto venga danneggiata mentre è parcheggiata e ferma a bordo della strada perché un altro veicolo (una moto o un’altra auto) inavvertitamente, le va addosso. In questi casi, è legittimo chiedere il risarcimento del danno alla propria assicurazione?

La Cassazione a Sezioni unite ha chiarito [1] che la polizza rc-auto è operativa anche quando l’auto è ferma, purché si trovi sugli spazi addetti alla circolazione. In pratica il veicolo deve trovarsi sulla strada di uso pubblico o su aree ad essa parificata (ad esempio, il parcheggio di un supermercato aperto al pubblico).

 

L’operatività della polizza riguarda anche le operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata (ad esempio l’uscita o l’entrata da un parcheggio), nonché tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strada. Insomma, l’assicurazione non copre solo gli incidenti stradali avvenuti durante la circolazione in senso stretto (intesa come movimento fisico del mezzo), ma anche tutte le volte in cui l’auto, pur ferma, venga utilizzata o posizionata secondo gli scopi connessi alla circolazione medesima (quindi, ad esempio, anche nel caso in cui, ad auto ferma, si stia caricando il portabagagli con le valigie).

 

Attenzione però: la domanda di risarcimento andrà proposta alla propria assicurazione solo quando siano noti gli estremi dell’auto responsabile (la targa soprattutto). Diversamente bisognerà inoltrare la domanda al Fondo di garanzia vittime della strada (che si occupa dei risarcimenti per danni da auto fantasma) che, per i soli danni a cose, rimborsa a partire da una franchigia di 500 euro.

 

In tal caso, il danneggiato che agisca in causa, nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della strada, per ottenere il risarcimento dai danni subiti a causa di un sinistro provocato da un’auto non identificata, deve provare sia che l’incidente si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo, sia che questo è rimasto sconosciuto (si pensi al tamponamento avvenuto in ora notturna mentre tutti dormivano). A tal fine è sufficiente dimostrare che, dopo la denuncia dell’incidente alle competenti autorità di polizia, le indagini compiute o quelle disposte dall’autorità giudiziaria, per l’identificazione del veicolo investitore, abbiano avuto esito negativo. Insomma al danneggiato non può chiedersi l’onere di ulteriori indagini articolate o complesse, purché egli abbia tenuto una condotta diligente mediante formale denuncia dei fatti ed esaustiva esposizione degli stessi [2].


[1] Cass. S.U. sent. n. 8620 del 29.04.2015.

[2] Trib. Palermo sent. n. 907 del 12.02.2016.

 


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