Come agire se un inquilino non paga le spese condominiali
Lo sai che?
15 Ott 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Come agire se un inquilino non paga le spese condominiali

Sono molti gli inquilini che non pagano le spese condominiali: vediamo quali sono le quelle a cui sono obbligati e cosa deve fare il proprietario in caso di mancato pagamento.

 

Quando, nell’ambito di un condominio, un immobile viene concesso in locazione (cioè in affitto), all’affittuario spetta per legge il pagamento delle spese condominiali [1].

 

Vediamo nel dettaglio come tali spese devono essere ripartite tra inquilino e proprietario e cosa fare nel caso in cui il primo non provveda al pagamento.

 

 

Spese condominiali: chi paga?

È la legge che stabilisce quali sono le voci di spesa che spettano all’inquilino; nel dettaglio sono quelle per:

  • il servizio di pulizia;
  • il funzionamento e l’ordinaria manutenzione dell’ascensore;
  • la fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria: in tali ipotesi, però, se il proprietario vuole ottenere una maggiore garanzia in merito al pagamento, potrà ricorrere alla voltura delle utenze: si tratta del passaggio del contratto di fornitura all’inquilino, senza che l’erogazione di luce o acqua venga interrotta);
  • lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine;
  • per la fornitura di altri servizi comuni (ad esempio, il servizio di ordinaria manutenzione dei giardini);
  • per il servizio di portineria nella misura del 90% (fermo restando che, in tal caso, proprietario e conduttore possono accordarsi sulla parte di competenza di ciascuno).

 

Il proprietario (e non l’amministratore condominiale) deve chiedere all’affittuario il pagamento delle spese condominiali di sua spettanza: quest’ultimo deve avere a disposizione due mesi di tempo dalla richiesta per provvedere al versamento delle relative somme. Ciò in quanto egli, prima di pagare, ha il diritto che gli vengano specificate in modo preciso le spese addebitategli e i criteri usati per la ripartizione; non solo: può anche prendere visione dei documenti che giustifichino le spese sostenute (come le delibere dell’assemblea condominiale con cui siano stati approvati i bilanci consuntivi e preventivi e le fatture o altri documenti equivalenti).

La legge consente, comunque, alle parti di accordarsi diversamente: ad esempio, potranno stabilire che tutte le spese siano poste a carico dell’affittuario.

 

 

Spese condominiali: a chi pagarle?

Una volta stabiliti gli importi da pagare, l’inquilino dovrà versare la sua parte esclusivamente nei confronti del proprietario di casa e non nei confronti dell’amministratore. Solo nel caso in cui l’affittuario non provveda, entra in gioco l’amministratore che potrà richiedere il pagamento delle spese condominiali al proprietario dell’appartamento (e soltanto a lui): ciò in quanto quest’ultimo è l’unico responsabile nei suoi confronti.

 

Spese condominiali: che succede se l’inquilino non paga?

Dunque, se l’inquilino non paga, a rispondere è il proprietario nei confronti del condominio (essendo comproprietario delle parti comuni e, quindi, tenuto al pagamento per manutenzione e consumo). Ciò significa che, anche se è l’inquilino a non pagare, l’amministratore è obbligato a rivolgersi al padrone di casa e riscuotere forzosamente le quote condominiali nel termine massimo di 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio gestionale a cui si riferiscono le spese non pagate (a meno che l’assemblea non lo esoneri espressamente da tale obbligo).

 

Quindi, in sintesi: in caso di mancato pagamento l’inquilino è responsabile di inadempimento contrattuale (cioè di non aver rispettato quanto previsto nel contratto di affitto) nei confronti del proprietario e non del condominio. Spetta al proprietario, poi, rivalersi sull’inquilino, che chiaramente è tenuto a rimborsare le spese condominiali ordinarie pagate al suo posto dal padrone di casa. L’affittuario, entro 60 giorni dalla richiesta del proprietario, dovrà provvedere a effettuare il pagamento.

 

Se l’inquilino continua a non pagare le rate condominiali, per una somma superiore a due mensilità di canone, il proprietario ha la facoltà di sfrattarlo [2].


[1] L. n. 392 del 27.07.1978 (Legge sulle locazioni degli immobili urbani).

[2] Art. 5, l. n. 392 del 27.07.1978.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti