Tuning: alzare lo stereo dell’auto a palla è reato
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15 Set 2016
 
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Redazione
 


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Tuning: alzare lo stereo dell’auto a palla è reato

Disturbo all’occupazione e il riposo delle persone per chi fa il cosiddetto tuning, alzando eccessivamente il volume dello stereo della macchina.

 

Volume delle casse alzato al massimo, il livello di bassi simile a quello di una discoteca: ma è solo un’auto parcheggiata in mezzo a una piazza che ascolta musica elettronica. È il cosiddetto car tuning, un’abitudine purtroppo assai diffusa, specie nei piccoli centri dove l’intento del proprietario dell’auto è solo quello di mettersi in evidenza o di sottolineare le doti del proprio impianto stereo. Di fatto, però, il car tuning è un reato e a ricordarlo è una recente sentenza della Cassazione [1]. Certo, un reato minore in termini di “onta sociale”, quello di disturbo all’occupazione e riposo delle persone [2], punito di norma solo con una sanzione economica (nel peggiore dei casi fino 309 euro), anche se la norma prevede anche l’arresto fino a tre mesi.

 

Come si punisce il car tuning? Molto facile: basta una soffiata alla polizia da parte di chi abiti nelle vicinanze, del titolare di un negozio sul luogo del “misfatto” o di altre persone che passeggiano nelle adiacente. L’intervento di un rappresentante delle forze dell’ordine stilerà poi il verbale che sarà la “prova provata” dell’illecito. Le testimonianze dei passanti, dei molestati e del poliziotto sono quindi più che sufficienti – secondo la sentenza – per giungere a una sentenza di condanna.

 

Ma non solo. Non tengono neanche le due giustificazioni più tipiche dell’imputato:

  • come dimostrare che sia stato davvero lui ad alzare il volume dello stereo? È noto, infatti, che la responsabilità penale è solo personale e nessuno può rispondere di un comportamento posto in essere da un’altra persona. Così è necessaria anche la prova dell’effettiva condotta incriminata. Che, tuttavia, secondo i giudici, può essere sufficientemente e genericamente descritta dai testimoni;
  • come dimostrare che il volume è effettivamente tanto alto da disturbare il riposo delle persone se non è intervenuto alcun perito a quantificare, in termini di decibel, la propagazione del rumore? Anche in questo caso, ai giudici bastano le testimonianze delle persone molestate e dell’agente di polizia, che evidentemente sono più che sufficienti per arrivare a una sentenza di condanna.

[1] Cass. sent. n. 38155/2016.

[2] Art. 659 cod. pen.

 


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Commenti
16 Set 2016 Oreste Parlatano

Suggerisco una maggiore attenzione all’uso corretto della lingua italiana, l’espressione “a palla” può risultare incomprensibile a chi non suole usare termini gergali.