Se ho il gratuito patrocinio l’avvocato può chiedermi soldi?
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16 Set 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Se ho il gratuito patrocinio l’avvocato può chiedermi soldi?

L’avvocato che chiede denaro al cittadino che ha ottenuto il gratuito patrocinio viola il codice deontologico e commette il reato di truffa contro lo Stato.

 

I cittadini che hanno bisogno di un avvocato, ma che non hanno le possibilità economiche per pagarlo (perché hanno un reddito che non supera gli € 11.528,41), possono presentare una richiesta di Patrocinio a spese dello stato [1] e, se questa viene accolta, non dovranno pagare nulla all’avvocato di fiducia, neanche un minimo rimborso spese!

 

 

 

Chi può chiedere il gratuito patrocinio?

 

Il gratuito patrocinio può essere richiesto:

  • da tutti i cittadini italiani e stranieri (purché abbiano un regolare permesso di soggiorno) con reddito inferiore ad € 11.528,41;
  • dagli enti e dalle associazioni che non esercitano attività economica e che non hanno fini di lucro.

 

La richiesta può essere presentata personalmente o attraverso il proprio difensore.

 

Badate bene che per poter ottenere il gratuito patrocinio:

  • si può avere un solo avvocato di fiducia;
  • il reddito va calcolato sommando anche i redditi degli altri familiari conviventi (moglie, figli o genitori che vivono ancora con voi e che magari percepiscono una pensione) e, nei soli procedimenti penali, al reddito massimo (di € 11.528,41) vanno aggiunti € 1.032,91 per ciascun familiare convivente.

 

 

Cosa devo scrivere nella richiesta e quali documenti servono?

 

La richiesta (in carta semplice) va firmata da voi e deve indicare:

  • nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
  • una attestazione relativa ai redditi percepiti nell’anno precedente alla domanda sia da lui che dai familiari conviventi;
  • una dichiarazione con la quale vi impegnate a comunicare se, per caso, negli anni successivi, il vostro reddito aumenta (tanto che non avete più diritto a farvi pagare l’avvocato dallo Stato);
  • i dati del procedimento in cui volete chiedere il patrocinio a spese dello Stato (la vostra controparte, la descrizione del processo ed i motivi, di fatto e di diritto, per cui è iniziato).

 

Sarà importante specificare bene tutto ciò che sia utile a valutare se la vostra richiesta è fondata; solo in questo caso lo Stato riterrà che valga la pena pagare il vostro avvocato per difendervi. Se, al contrario, avete iniziato una causa (questo soprattutto nel campo del diritto civile) senza avere alcuna possibilità di vittoria, la richiesta potrebbe essere rigettata.

 

 

A chi va presentata la richiesta?

 

Se devi difenderti in un procedimento civile (ad es. per una separazione), la richiesta va presentata al Consiglio dell’ordine degli avvocati; se sei stato accusato di un reato (sei indagato, imputato o parte lesa del reato)  devi presentarla nella cancelleria del giudice davanti al quale pende il processo.

Se la richiesta viene rigettata puoi proporre ricorso, entro venti giorni, al Presidente del tribunale o al Presidente della Corte d’ appello ai quali appartiene il giudice che ha emesso la decisione (decreto) [2].

 

 

Se la richiesta viene accolta devo pagare qualcosa all’avvocato?

 

Assolutamente no!

Se sei stato ‘ammesso’ al gratuito patrocinio qualsiasi attività necessaria per il processo sarà gratuita ovvero a carico dello Stato.            

Sarai difeso ed assistito da un tuo legale di fiducia senza costi aggiuntivi [3], anche perché :

  • le fotocopie degli atti presenti nel fascicolo saranno rilasciate (a te o al tuo legale) gratuitamente;
  • potrai nominare (anche) un consulente qualora fosse necessario (e sempre senza ulteriori spese).

 

 

Cosa posso fare se l’avvocato insiste che devo pagare?

 

Se  sei stato ammesso al gratuito patrocinio, come abbiamo già detto, il tuo difensore che sarà pagato interamente dallo Stato e che, quindi, non potrà chiederti ulteriori compensi.

 

Se per caso non fosse così e l’avvocato insistesse dicendo che è suo diritto avere un anticipo o anche solo delle spese in attesa che lo stato lo paghi, potrai segnalare il suo comportamento al Consiglio dell’ordine degli avvocati e alla Procura della repubblica.

Da un lato, infatti, la sua richiesta di soldi sarà punita con una sanzione disciplinare; dall’altro sarà punita penalmente perché è truffa contro lo Stato.

 

Commette il reato di truffa, infatti, l’avvocato che, approfittando del reddito basso del proprio cliente, utilizzi la dichiarazione del suo assistito (operando il ‘raggiro’ richiesto dalla legge) [4] per farsi pagare la fattura sia dallo Stato che dal cliente stesso (seppur magari solo in parte), realizzando così un profitto ingiusto [5].


In pratica

Se sei ammesso al gratuito patrocinio e l’avvocato ti dice che devi dargli anche dei soldi:
– puoi segnalarlo al Consiglio dell’ordine degli avvocati del Foro al quale è iscritto e sara’ aperto nei suoi confronti un procedimento disciplinare;
– puoi denunciarlo alla Procura della repubblica per truffa ai danni dello Stato.

[1] Decr. Pres. Rep. N. 115 del 30.05.2002.

[2] Art. 99 Decr. Pres. Rep. N. 115 del 30.05.2002.

[3] Art. 85 Decr. Pres. Rep. N. 115 del 30.05.2002; Cass. Sez. Un. Civ., sent. n. 9529 del 19.4.2013.

[4] Artt. 640 e 640 bis c.p.

[5] Cass. Pen., sent. n. 20186 del 19.2-16.5.2016.

 


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