Privacy: scattano le ispezioni del Garante
Miscellanea
15 Set 2016
 
L'autore
Massimiliano Palumbo
 


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Privacy: scattano le ispezioni del Garante

L’attività sarà svolta insieme al Nucleo speciale della Guardia di Finanza

 

Privacy, la guerra non si fa in riservatezza, ma si annuncia pubblicamente. Il Garante mette in guardia: «È stato varato il piano ispettivo per il secondo semestre 2016. Prevede nuovi ambiti di intervento. L’attività ispettiva verrà svolta anche in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza».

Sotto osservazione attività come telemarketing e giochi on line. Ma salta subito all’occhio che saranno monitorate anche attività apparentemente al di sopra di ogni sospetto come i «trattamenti dati effettuati dai patronati relativamente al 730 precompilato e alcuni sistemi informativi dell’Istat». E non basta. Massima attenzione anche verso l’attività dei call-center e delle società che si occupano di accertamento del recupero del credito.

Questa, quindi, la strategia per il futuro. Intanto il Garante fa sapere che «per quanto riguarda il primo semestre 2016 è stato registrato un significativo incremento dell’attività sanzionatoria.

 

I numeri. Le somme già riscosse dall’erario sono state pari a circa 1 milione e 900mila euro (con un aumento del 5% rispetto al primo semestre 2015). Oltre 2mila le sanzioni contestate (con un aumento del 44% rispetto al primo semestre dello scorso anno). Le segnalazioni all’autorità giudiziaria  sono state 37 (+ 85% rispetto al primo semestre 2015) e hanno riguardato soprattutto casi di mancata adozione delle  misure minime di sicurezza, le violazioni connesse al controllo a distanza dei lavoratori, l’inosservanza dei provvedimenti del Garante.

 

I soggetti controllati. Gli accertamenti, svolti anche con il contributo delle Unità speciali della Guardia di finanza, Nucleo speciale privacy, hanno riguardato  diversi settori. Ecco i soggetti delle indagini: «Le grandi banche dati pubbliche (Agenzia delle entrate, Inps); il trasferimento dei dati in Paesi extra Ue da parte delle multinazionali; le società di car sharing (in particolare sui dati di geolocalizzazione dei clienti); i Caf; il marketing telefonico; la profilazione effettuata dalle società di ricerca del personale; gli investigatori privati; le concessionarie di autovetture (sull’uso dei dati delle persone disabili)».

 

«Nel settore pubblico – continua il Garante – le criticità maggiori riscontrate sono quelle legate alla diffusione illecita di dati, soprattutto da parte delle amministrazioni comunali, mentre nel settore privato le violazioni più frequenti riguardano l’omessa o inidonea informativa ai clienti sull’uso dei dati, la mancata raccolta del consenso, l’inadeguatezza o la mancanza di misure minime di sicurezza, l’omessa notificazione al Garante».


 


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