Limite di età per l’accesso a liste professionali, posso fare ricorso?
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16 Set 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Limite di età per l’accesso a liste professionali, posso fare ricorso?

Se per essere ammessi a una lista professionale  sono previsti dei requisiti di età discriminatori è possibile ricorrere?

 

Molti avvisi pubblicati dagli Enti locali (specialmente dalle Agenzie Regionali per il lavoro) consentono l’iscrizione a particolari liste professionali, come la lista dei mediatori interculturali, dalle quali gli Enti pubblici attingono per successivi bandi di selezione e per incarichi di collaborazione.

Talvolta, però, capita che questi  avvisi contengano dei requisiti, personali o professionali, che risultano discriminatori, come dei limiti di età irragionevoli e non giustificabili dalla richiesta di particolari parametri fisici o dalla vicinanza all’età per il collocamento a riposo.

In questi casi, pur non trattandosi di un’ esclusione da un concorso pubblico, devono essere comunque applicati i principi generali di non discriminazione nell’accesso all’impiego e di parità di trattamento nel lavoro, come stabilito dalla direttiva in materia del Consiglio Europeo [1] e dalla nota sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2013 [2].

Difatti, anche se l’inclusione nella lista professionale non comporta automaticamente l’assunzione presso un ente o il conferimento di un incarico, costituisce senza dubbio una condizione di accesso all’impiego, in quanto solo gli operatori inclusi nella lista possono essere selezionati nei successivi bandi ed ottenere incarichi lavorativi. Peraltro, nemmeno il superamento di una procedura di concorso determina una successiva assunzione nella totalità dei casi.

 

 

Discriminazione nell’accesso alle liste professionali

L’esclusione dalla lista comporta dunque, giocoforza, l’esclusione dall’accesso all’impiego; poco importa che nell’avviso sia specificato che la creazione della lista non ponga in essere nessuna procedura selettiva, non comporti l’attribuzione di punteggi e non dia luogo alla formazione di alcuna graduatoria di merito. Ciò che conta è che l’iscrizione alla lista, avendo questa la funzione di banca dati da cui individuare i soggetti qualificati per l’affidamento di incarichi di collaborazione, costituisca un requisito indispensabile per la partecipazione alle successive selezioni previste dal progetto.

Di conseguenza, nel caso in cui l’avviso per l’iscrizione alla lista professionale contenga dei requisiti discriminatori, questo è senza dubbio impugnabile, anche se non si tratta di un bando di concorso, in quanto è una procedura a evidenza pubblica indispensabile per l’accesso a determinati impieghi.

 

 

Bandi e concorsi con requisiti discriminatori: entro quando impugnarli?

Nel caso in cui un bando di concorso o una procedura a evidenza pubblica contengano dei requisiti discriminatori, o lesivi degli interessi dei concorrenti, per l’impugnazione non si deve attendere l’emanazione del provvedimento che esclude il candidato dalla procedura.

Secondo la giurisprudenza [3], difatti, in questi casi non è possibile ricorrere direttamente contro il provvedimento di esclusione, ma l’avviso deve essere immediatamente ed autonomamente impugnato. Un eventuale successivo ricorso proposto contro il solo provvedimento di esclusione è inammissibile, in quanto questo risulta essere un atto meramente consequenziale all’avviso e totalmente vincolato nel contenuto [4].

Il termine per proporre ricorso (che deve essere proposto al Tar, Tribunale amministrativo regionale) è piuttosto breve: bisogna infatti notificare il ricorso all’autorità che ha emanato il provvedimento entro un limite di 60 giorni dalla data in cui l‘avviso è stato comunicato.

 


[1] Cons. UE, Dir. N. 78/2000.

[2] C. Giust. UE, sent. n. C-416/13.

[3] Cons. St., sent. n. 946/2015.

[4] Cons. St., sent. n. 1785/2011.

 


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