Come ottenere la doppia cittadinanza
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18 Set 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Come ottenere la doppia cittadinanza

Per gli italiani all’estero è più semplice. Gli stranieri in Italia hanno dei vincoli. Molto dipende dagli accordi tra gli Stati. Ecco cosa serve.

 

Il lavoro o la famiglia portano qualche volta ad abbandonare l’Italia e a mettere radici in un altro Stato. Lo stesso vale per chi si trasferisce in Italia per gli stessi motivi. L’essere cittadino straniero altrove, però, comporta alcune noie burocratiche: non si può fare un concorso pubblico, si fa più fatica ad avere i documenti per avviare un’attività. La via più semplice, in questi casi, è quella di chiedere e ottenere la doppia cittadinanza, se chi ha lasciato il Paese d’origine vuole mantenere la propria bandiera non solo nel cuore ma anche nella carta d’identità.

Non sempre è possibile. Alcuni Paesi, anche all’interno dell’Unione Europea, vietano il doppio passaporto. Altri, invece, hanno stretto degli accordi con l’Italia che – a certe condizioni – consentono di averlo.

 

 

Doppia cittadinanza per gli italiani: cosa dice la legge

Il 16 agosto 1992 è entrata in vigore la legge che permette di acquistare una cittadinanza straniera senza perdere quella italiana [1]. In pratica, di ottenere una doppia cittadinanza. Le due uniche eccezioni sono: che l’italiano emigrato all’estero rinuncia alla propria cittadinanza o, come accennato poco fa, che ci siano degli accordi internazionali che vietano questa possibilità. Un esempio concreto, anche molto vicino all’Italia, quello della Spagna. Madrid concede il passaporto spagnolo a certe condizioni a patto che chi lo sollecita rinunci alle proprie radici. Tra la Spagna ed il resto del mondo (Italia compresa, ovviamente) non esiste alcun tipo di rapporto che consenta questa possibilità. Nonostante si tratti di due Paesi appartenenti all’Unione Europea.

In Italia le cose viaggiano diversamente. La denuncia da parte dello Stato italiano della Convenzione di Strasburgo del 1963 comporta che, dal 4 giugno 2010, i cittadini che si naturalizzano nei Paesi firmatari non perdano più la cittadinanza italiana. A seguito della denuncia di Svezia, Germania, Belgio, Francia e Lussemburgo, risultano attualmente firmatari l’Austria, la Danimarca, la Norvegia e i Paesi Bassi).

 

 

Doppia cittadinanza in Italia: per chi e come ottenerla

La cittadinanza italiana è basata principalmente sullo “ius sanguinis”, cioè sul diritto di sangue, grazie al quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano. Per questo motivo il figlio di genitori stranieri, anche se nato in Italia (il principio del “ius soli”), non diviene alla nascita cittadino italiano, a meno che si tratti di un apolide o di un figlio di ignoti abbandonato sul territorio italiano e di cui non si riesca ad individuare la cittadinanza. E’ possibile ottenerla anche per residenza (se si vive in Italia da almeno 10 anni) o per matrimonio, oltre che per adozione.

 

Altro vincolo per avere la cittadinanza italiana (e quindi ottenere la doppia cittadinanza) è quello di essere nato in un Paese con cui ci sono rapporti in merito. C’è, infatti, una lunga lista di Stati con cui non ci sono degli accordi ed i cui cittadini, acquisitata la cittadinanza italiana, perdono quella propria. Eccoli, in ordine alfabetico: Andorra, Bielorussia, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Botswana, Burundi, Camerun, Capo Verde, Cina Repubblica Popolare, Congo Repubblica Democratica, Congo Brazzaville, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Cuba, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Etiopia, Filippine, Gabon, Georgia, Ghana, Giappone, Gibuti, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Irlanda, Islanda, Kazakistan, Kenia, Kuwait, Liberia, Madagascar, Malesia, Mali, Mauritania, Mauritius, Messico, Mozambico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Ruanda, Senegal, Somalia, Spagna, Sri Lanka, Sudafrica, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Ucraina, Uganda, Venezuela, Zambia. In altri Stati come Brasile, Ecuador e Repubblica Ceca, ci sono delle condizioni particolari per avere il doppio passaporto.

 

Veniamo ora alla procedura per avere la cittadinanza italiana, cioè come ottenere la doppia cittadinanza se si è in possesso dei requisiti necessari. La domanda deve essere assolutamente presentata per via telematica: dal 18 giugno 2015, infatti, non è più permesso consegnarla su modelli cartacei. Il richiedente deve registrarsi sul portale dedicato (https://cittadinanza.dlci.interno.it), compilare la domanda ed inviarla insieme a:

  • l’estratto dell’atto di nascita, completo di tutte le generalità. Le donne che hanno cambiato cognome dopo il matrimonio, devono presentare il certificato sia con il cognome da nubile sia con quello da sposata, altrimenti, devono allegare anche il certificato di matrimonio. Il tutto, tradotto e legalizzato dalla Rappresentanza diplomatica o consolare del Paese di origine, o apostillato per i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja ;
  • il certificato penale del Paese di origine e di eventuali altri Paesi in cui hanno residenza. Questo documento scade dopo sei mesi dalla legalizzazione e deve essere sempre tradotto e legalizzato oppure apostillato come l’atto di nascita;
  • il titolo di soggiorno, il certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o apolide, oppure l’eventuale attestato di iscrizione anagrafica per i cittadini comunitari;
  • la ricevuta del pagamento del contributo di 200 euro [2] versato in un ufficio postale sul conto corrente 809020 intestato a “Ministero dell’Interno DLCI – cittadinanza”.

 

Verranno richiesti altri documenti che possono essere autocertificati:

  • lo stato di famiglia;
  • la data del primo ingresso in Italia;
  • il certificato di residenza di tutti i Comuni in cui il richiedente è stato residente nei tempi necessari per ottenere la cittadinanza (vedi sotto), indicando giorno, mese e anno dei vari trasferimenti da un Comune all’altro (basta chiederlo ai vari uffici dell’anagrafe comunale). I tempi richiesti di residenza sono:
    • 10 anni per i cittadini extracomunitari;
    • 4 anni per i cittadini Ue;
    • 5 anni per apolidi o rifugiati;
    • 5 anni successivi all’adozione per i maggiorenni accolti da cittadini italiani;
  • redditi percepiti negli ultimi tre anni e regolarmente dichiarati ai fini fiscali;
  • marca da bollo da 16 euro.

 

No, non è finita. Per avere la cittadinanza italiana e, quindi, poter ottenere la doppia cittadinanza, a seconda dei casi potrebbero essere anche chiesti:

  • il certificato di cittadinanza italiana del genitore o dell’ascendente in linea diretta fino al II° grado;
  • tutto ciò che riguarda la prestazione di servizio alle dipendenze dello Stato, anche all’estero;
  • una sentenza di adozione;
  • un certificato che riconosca lo status di apolide o di rifugiato.

 

Tutti questi documenti, se fosse il caso, dovranno essere tradotti da un’autorità consolare, nel Paese di origine o in Italia, oppure da un traduttore ufficiale del Tribunale competente.

 

La Prefettura, dopo aver consultato la Questura, invierà il fascicolo al Ministero dell’Interno, il quale chiederà un parere al Consiglio di Stato. In caso di parere positivo, il Viminale emanerà il decreto con cui verrà concessa la cittadinanza al richiedente (il quale potrà, così, ottenere la doppia cittadinanza), con la firma del presidente della Repubblica. Decreto che, poi, tornerà indietro prima alla Prefettura e, infine, al Comune di residenza dell’interessato. Il quale avrà 6 mesi di tempo per prestare giuramento.


[1] Legge 91/1992

[2] Legge n. 94/2009.

 


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