Trasferimento insegnante illegittimo se troppo distante
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17 Set 2016
 
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Trasferimento insegnante illegittimo se troppo distante

Buona scuola: non bisogna dimenticare le difficoltà economiche che incontra un docente nell’assegnazione di una sede troppo lontana dall’attuale residenza.

 

Stop al trasferimento dell’insegnante, appena stabilizzato grazie al decreto «Buona scuola», in una sede eccessivamente lontana da quella di residenza: questo perché l’assegnazione a un istituto scolastico troppo distante dall’abitazione del resto della famiglia può comportare difficoltà di vario tipo, non da ultimo di natura economica, per il pubblico dipendente. È quanto chiarito dal giudice del lavoro del tribunale di Trani. Si tratta di una delle prime pronunce scaturite dalla mole di ricorsi avviati a seguito dei recenti trasferimenti.

 

Come noto, il decreto «Buona scuola» ha regolarizzato la posizione di migliaia di docenti precari, inserendoli all’interno dell’organico di ruolo: insomma, non più supplenti, ma insegnanti con contratto ordinario. Senonché, ad immettere tutto questo personale, il Ministero si è trovato con grosse difficoltà di assegnazione di sede, laddove in Italia esiste già un forte sbilanciamento del numero di docenti in favore del sud. Così, sta piovendo – facile da prevedere – un enorme numero di ricorsi contro i trasferimenti.

 

Nel caso di specie, una professoressa pugliese aveva fatto ricorso contro l’assegnazione a Udine. Il giudice, invece, accogliendo le sue richieste, ha condannato l’Ufficio scolastico regionale pugliese a collocare il docente «in organico di una delle sedi disponibili nell’ambito territoriale della Puglia o di altra sede elencata nelle preferenze espresse».

 

Secondo il provvedimento in commento, è illegittima l’assegnazione in una sede distante, rispetto a quelle indicate nelle preferenze dal docente stesso, per violazione del principio dello scorrimento della graduatoria: principio che – riportiamo le parole dell’ordinanza del magistrato – «vincola l’amministrazione, in quanto anche la procedura di mobilità ha natura concorsuale di impiego basata su una graduatoria … Non vanno sottaciute le gravi difficoltà anche di natura economica derivanti alla docente dall’assegnazione di una sede di servizio incompatibile con l’attuale residenza».

 

Deve pertanto essere dichiarata illegittima con un provvedimento d’urgenza [2] l’assegnazione del docente di scuola primaria in un territorio diverso da quello indicato nelle preferenza della domanda di trasferimento nel rispetto del principio dello scorrimento della graduatoria palesemente violato rispetto al merito del punteggio attribuito. Infatti è illegittima la condotta dell’amministrazione scolastica se non fornisce alcuna motivazione in merito alle ragioni del trasferimento; mentre sussiste una urgente esigenza di tutelare subito il diritto del docente nei casi in cui l’ingiusto trasferimento integra gli estremi del pregiudizio grave e irreparabile per la vita personale, familiare e di relazione del docente.

 

Si apre così una nuova crepa nella Buona Scuola dopo le polemiche sulle decisioni del Miur nell’assegnazione dei docenti in mobilità: proprio la condotta del Ministero – che nel corso del processo non giustifica con una valida motivazione le ragioni del trasferimento a una sede così lontana – fa scattare il provvedimento di aggiudicazione a diverso istituto scolastico, più vicino al luogo di residenza del docente. L’amministrazione neppure invoca un errore materiale per spiegare come mai altri colleghi della ricorrente hanno ottenuto sedi più vicine a casa nonostante punteggi in graduatoria più bassi.


[1] Trib. Trani ord. n. 28744/2016 del16.09.2016.

[2] Ex art. 700 cod. proc. civ.

 


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