Come chiudere una partita Iva
Lo sai che?
20 Set 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Come chiudere una partita Iva

In caso di cessazione della propria attività è necessario richiedere la chiusura della partita Iva, pena pesanti sanzioni: ecco come fare.

 

Per chiudere una partita Iva è necessario dichiarare la cessazione della propria attività all’Agenzia delle entrate. A tal fine occorre compilare un apposito modello da presentare entro trenta giorni dalla cessazione stessa.

Dove trovare il modulo utile

Esistono due modelli per la dichiarazione di cessazione attività:

  • il modello AA9/12, per le persone fisiche (imprese individuali e lavoratori autonomi);
  • il modello AA7/10, per i soggetti diversi dalle persone fisiche (enti, società, associazioni).

Entrambi possono essere scaricati gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle entrate o da quello del ministero dell’Economia e delle finanze. I moduli sono stampabili anche in bianco e nero.

Entro quando inviare la dichiarazione e come compilarla

La predetta documentazione, compilata dal titolare della partita Iva da chiudere o dal suo legale rappresentante, va presentata entro trenta giorni dalla cessazione dell’attività. Per quanto riguarda la compilazione, dopo aver inserito il proprio codice fiscale, occorre barrare la casella “cessazione attività”, avendo cura di inserire il numero di partita Iva e la data effettiva di fine attività. La casella deve essere barrata anche dal rappresentante fiscale nominato dal soggetto non residente in Italia [1], ovvero da quest’ultimo nel caso in cui abbia dichiarato di voler direttamente assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti in materia di imposta sul valore aggiunto [2].

 

Bisogna poi compilare le restanti parti del documento e numerarne le pagine in ordine progressivo. É importante sottolineare che in caso di chiusura di un’attività con contemporanea prosecuzione di altre è necessario contrassegnare la casella “variazione dati” (e non quindi quella relativa alla cessazione).

Come presentare la dichiarazione all’Agenzia delle entrate

La documentazione può essere presentata secondo diverse modalità. In particolare, per i contribuenti obbligati all’iscrizione nel registro delle imprese, è necessario provvedere alla Comunicazione unica per via telematica o tramite supporto informatico. Invece, per coloro che non sono tenuti alla suddetta iscrizione, la presentazione del modello può avvenire:

  • in duplice esemplare, direttamente presso qualunque ufficio dell’Agenzia delle entrate, a prescindere dal domicilio fiscale del contribuente e anche tramite persona delegata (munita di delega, documento di riconoscimento proprio e del contribuente);
  • in unico esemplare a mezzo posta o raccomandata: in questo caso va allegata copia di un proprio documento di riconoscimento. Il tutto va spedito a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate, a prescindere dal domicilio fiscale del contribuente. Ai fini della decorrenza del termine di trenta giorni dalla cessazione, vale la data di spedizione;
  • per via telematica direttamente dal contribuente o mediante soggetti incaricati della trasmissione telematica: in questo caso, però, ai fini del termine finale si considera il giorno di effettiva ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate.

Quali sono i costi da sostenere

Per i soggetti non obbligati all’iscrizione nel registro delle imprese non vi sono costi da sostenere. Per coloro che vi sono obbligati, invece, è necessario pagare 17,50 euro (marca da bollo). Il pagamento va effettuato entro i consueti trenta giorni dalla cessazione dell’attività, altrimenti si va incontro ad una sanzione di 37 euro.

Chiusura d’ufficio della partita Iva inattiva

L’Agenzia delle entrate, esaminando i dati e la documentazione presenti nell’anagrafe tributaria, può individuare i soggetti che, pur avendo cessato l’attività, non hanno provveduto a presentare l’apposita dichiarazione. In questo caso l’ente provvede ad inviare una comunicazione agli interessati, avvisandoli di aver aperto la pratica di cessazione ufficiosa e invitandoli al pagamento della sanzione prevista per l’omessa dichiarazione, ridotta di un terzo (172 euro).

 

Entro trenta giorni da tale comunicazione, il contribuente che abbia rilevato errori ed inesattezze nell’indagine svolta può fornire le delucidazioni necessarie all’Agenzia delle entrate. Tuttavia, se non si forniscono spiegazioni valide sul perché non si è provveduto a dichiarare la chiusura dell’attività, l’ente procede alla cessazione d’ufficio irrogando una sanzione da 516 a 2.065 euro.


[1] Art. 17, terzo comma, DPR 663/1972.

[2] Art. 35 ter DPR 663/1972.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti
21 Set 2016 massimiliano berni

Buongiorno
Ho provato a ricercare nel sito dell’agenzia delle entrate ma sembra non esservi nessun modello AA7/12….
Come fare?

 
Emanuele Carbonara
21 Set 2016 Emanuele Carbonara

Buongiorno, il modello è AA7/10

 
21 Set 2016 vincenzo alaimo

Buonasera, dopo la chiusura eventuali lavori occasionali possono essere svolti con la r.a. ? In presenza di una buona opportunità di lavoro momentaneo, è possibile aprire una p.i. provvisoria ??

 
Emanuele Carbonara
23 Set 2016 Emanuele Carbonara

Buongiorno,
se la prestazione rientra nei parametri legali (massimo 30 giorni in un anno con uno stesso committente, massimo 5000 euro lordi di compensi totali in un anno) la ritenuta d’acconto per una collaborazione occasionale è possibile. Non esiste una partita Iva provvisoria: occorre aprirla e chiuderla.