Multe: che succede se cambio la residenza?
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18 Set 2016
 
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Multe: che succede se cambio la residenza?

La multa è illegittima se notificata al vecchio indirizzo anche se l’automobilista non ha comunicato il cambio di residenza al Pra.

 

«Che succede se, dopo aver cambiato residenza, la polizia municipale mi notifica una multa al vecchio indirizzo?». La contravvenzione è valida o può essere annullata? Un problema non di pochi: sono numerosi, infatti, gli automobilisti che hanno ricevuto una multa alla precedente residenza e non sono mai riusciti a recuperarla perché lì ormai non ci vive più nessuno. Ciò nonostante, il dubbio è lecito perché, quando si fa il cambio di residenza, ci si limita a comunicare il nuovo indirizzo al Comune e non certo si pensa al Pra, il pubblico registro automobilistico: eppure è a quest’ultimo che si interfacciano i vigili quando devono trovare l’indirizzo del trasgressore sulla base della targa del suo mezzo.

 

Arrivano però buone notizie dal tribunale di Napoli [1]: secondo i giudici partenopei, il cittadino, nel momento in cui cambia residenza, non è tenuto a comunicare il nuovo indirizzo al Pra, ma solo al Comune. Spetta poi a quest’ultimo rendere noto il trasferimento al pubblico registro automobilistico; infine, successivamente, interverrà la Motorizzazione civile che dovrà mandare a casa del proprietario dell’auto il tagliando per aggiornare l’indirizzo sul libretto di circolazione. Tale trafila è possibile, comunque, a patto che, quando il cittadino compila il modulo all’anagrafe del Comune, indichi la targa della propria auto o della moto: adempimento che consente all’ente locale di trasmettere d’ufficio la predetta variazione di residenza al Pra. Se non lo fa, allora è necessario che questi comunichi il cambio di residenza anche al Pubblico registro automobilistico.

 

Sono quindi nulle le multe notificate al vecchio indirizzo se l’automobilista contravvenzionato, al momento in cui ha sbrigato le pratiche burocratiche per il cambio di residenza, si è limitato ad andare in Comune e, in quella sede, abbia indicato gli estremi del proprio veicolo. Non esiste alcuna norma che imponga al proprietario del mezzo la comunicazione del cambio di residenza al Pra. È piuttosto il Comune a doverlo fare, una volta avviata la pratica amministrativa.

Che, poi, evidentemente per fatto della pubblica amministrazione, la carta di circolazione e il Pra non risultino aggiornati è un problema che non tocca il conducente. Il quale, quindi, non è tenuto a pagare una multa spedita alla vecchia abitazione.

 

La sentenza in commento ripercorre le stesse soluzioni già indicate dalla Cassazione [2], sicché sul punto non vi sono più dubbi: sono nulle le multe notificate al vecchio indirizzo di residenza: quando il cittadino fa il cambio residenza all’anagrafe e chiede l’aggiornamento della banca dati Pra è il Comune che deve provvedere d’ufficio alla comunicazione online. Anche il Ministero degli interni, in una sua circolare, ha chiarito che risulta sufficiente riempire il modulo all’anagrafe indicando gli estremi che identificano il veicolo e che consentono così al pubblico registro automobilistico di aggiornare la carta di circolazione: l’automobilista che ha adempiuto a tali oneri, recandosi in Comune, non ha più alcun obbligo a carico.


La sentenza

Cass. sent. n. 16185/2009

REPUBBLICA ITALIANA           Ud. 27/05/09

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO  R.G.N. 10183/2005

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

ha pronunciato la seguente:

Sentenza

Sul ricorso proposto da:

F.E.,  rappresentata e  difesa  dall’avv.  BONICALZI

Maria  Cristina  e  presso di lei elett.te dom.ta in  Gallarate,  Via

Torino n. 2;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ALBESE CON CASSANO; BIPIELLE RISCOSSIONI S.P.A.;

– intimati –

avverso  la  sentenza  del  Giudice  di  pace  di  Erba  n.  252/2004

pubblicata il 14 gennaio 2005;

udita  la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del  27

maggio 2009 dal Consigliere Dott. Carlo DE CHIARA;

udito per la ricorrente l’avv. PICCAROZZI, per delega;

udito  il  P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale  Dott.

RUSSO Rosario, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La  sig.ra  F.E. propose opposizione a  cartella  di

pagamento  di  Euro  1.086,42  a titolo  di  sanzioni  amministrative

pecuniarie per violazioni del codice della strada, notificatale dalla

Bipielle  Riscossioni 

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[1] Trib. Napoli sent. n. 597/16 del 19.01.2016.

[2] Cass. sent. n. 16185/2009.

 


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