Multe nulle: Equitalia ti paga le spese della causa
Lo sai che?
18 Set 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Multe nulle: Equitalia ti paga le spese della causa

Addebito delle spese processuali alla parte soccombente: Equitalia e il Comune vengono condannati in solido per le notifiche illegittime della cartella di pagamento.

 

Se la multa viene annullata perché ti arriva a casa la relativa cartella di pagamento di Equitalia senza che, prima di ciò, alcun verbale ti sia mai stato consegnato, le spese sostenute per fare il ricorso te le pagano sia Equitalia che il Comune. Questo perché il primo è responsabile personalmente nell’aver omesso la spedizione della multa al conducente; la seconda perché, invece, prima di inviare la cartella di pagamento, è tenuta a verificare che tutti i precedenti atti del procedimento siano stati rispettati, ivi compresa la notifica della contravvenzione. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].

 

Non è raro vedere bussare a casa il postino con una cartella di pagamento di Equitalia, ma, prima di essa, non aver mai ricevuto alcun invito “bonario” di pagamento. È vero: andando allo sportello di Equitalia si può chiedere l’estratto di ruolo e comprendere, da esso, a cosa è dovuta la cartella e la relativa intimazione. Ma ciò non basta: al contribuente vanno sempre notificati tutti gli atti del procedimento amministrativo, ivi compreso il cosiddetto atto prodromico, ossia quello che ha dato il via alla cartella.

 

Ebbene, in tali casi, il contribuente può fare ricorso, anzi “deve” farlo: se infatti lascia scadere i termini, la cartella, per quanto palesemente illegittima, diventa definitiva e va pagata! Dunque, occhio ai 30 giorni di scadenza in caso di multa, ai 60 giorni in caso di accertamento fiscale, ai 40 in caso di avviso di pagamento dell’Inps.

 

Quel che oggi dice la Cassazione riguarda, però, le cosiddette spese processuali per il ricorso contro la cartella. In questo caso, a pagare i costi della causa e dell’avvocato al cittadino saranno sia Equitalia, sia il Comune. Entrambi sono responsabili. Si parla, a riguardo, in gergo tecnico, di condanna in solido. In altre parole, il cittadino può chiedere i soldi indifferentemente all’uno o all’altro soggetto: un indubbio vantaggio se si considera la liquidità di Equitalia rispetto alle spesso disastrate casse comunali.

 

Cittadini quindi più garantiti: se messi alle strette e costretti a presentare ricorso contro la cartella non preceduta da nessuna richiesta di pagamento, il rimborso dei costi della causa dovrebbe essere ormai scontato.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 8 giugno – 16 settembre 2016, n. 18175
Presidente Petitti – Relatore Picaroni

Ritenuto che il sig. C.R. ricorre, con un unico motivo, per la cassazione della sentenza del Tribunale di Ro­ma, depositata il 6 novembre 2014, che ha confermato la sta­tuizione sulle spese di lite contenuta nella sentenza del Giu­dice di pace di Roma n. 12819 del 2013;
che il Giudice di pace aveva accolto l’opposizione propo­sta dal sig.R. avverso la cartella di pagamento emessa da Equitalia Gerit s.p.a., di pagamento di sanzioni amministrati­ve per violazione del Codice della strada, aveva condannato alle spese l’Ente impositore, indicato nel Comune di Roma an­ziché in quello di San Felice Circeo, e compensato le spese tra l’opponente e l’agente di riscossione;
che il Tribunale, previa correzione della indicazione dell’Ente impositore, confermava la compensazione delle spese tra l’opponente e l’agente di riscossione sul rilievo che l’opposizione era stata accolta per mancanza di prova della notifica del verbale di accertamento, che era imputabile esclusivamente all’Ente impositore;
che il ricorso è stato notificato a Equitalia Sud spa e a Roma Capitale;
che gli intimati non hanno svolto difese;
Considerato

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 18175/2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti