Se scoppia o non si apre l’airbag chi risarcisce?
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19 Set 2016
 
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Redazione
 


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Se scoppia o non si apre l’airbag chi risarcisce?

Spetta alla casa automobilistica che ti ha venduto l’auto rimborsare i danni conseguenti all’improvviso scoppio dell’airbag o alla mancata apertura in occasione di un incidente stradale.

 

Incidenti stradali: e se a provocare i danni maggiori fossero proprio le misure che dovrebbero, invece, prevenirli? Parliamo dell’airbag: oggi le auto ne hanno ben più di uno e, oltre a quello posizionato dentro lo sterzo del conducente, c’è anche quello per il passeggero davanti e, a volte, quelli laterali e in corrispondenza dei sedili posteriori.

In caso di incidente stradale, l’apertura immediata degli airbag può salvare la vita; ma, allo stesso modo, un difetto di funzionamento può invece comprometterla. È il caso, ad esempio, dell’improvvisa apertura non necessaria (anticipata dal classico e fragoroso scoppio) o il caso in cui, nonostante un urto, il dispositivo di sicurezza non si metta in funzione. Che succede in questi casi? Chi paga il risarcimento?

 

La risposta è contenuta in più pronunce della giurisprudenza e, da ultimo, della stessa Cassazione [1]. In generale, il codice del consumo stabilisce la responsabilità del venditore e del costruttore per i prodotti difettosi. Questo significa che il danneggiato dall’improvviso scoppio o dalla mancata apertura dell’airbag deve inoltrare la richiesta di risarcimento alla casa automobilistica che ha venduto il mezzo difettoso. Quest’ultima non potrà scaricare la colpa su altri soggetti (ad esempio, la ditta che ha eseguito la revisione dell’auto). In ogni caso – secondo una sentenza del 2015 della Cassazione – il conducente deve rivolgersi alla concessionaria che gli ha venduto l’auto. Difatti, l’acquirente, il cui bene abbia un difetto di conformità, deve rivolgersi al rivenditore che è l’unico soggetto responsabile (in forza del contratto) nei suoi confronti, a prescindere dal fatto che il difetto dipenda da un altro soggetto della catena distributiva (ad esempio il produttore). In altri termini, è il venditore che deve rispondere direttamente e personalmente alle richieste del consumatore, facendosi carico di ogni eventuale onere.

Nel caso in cui l’incidente stradale abbia un esito infausto per il conducente, con conseguente decesso di questi, la richiesta di rimborso dovrà essere effettuata dai suoi eredi.

 

 

I danni al conducente dell’auto

Per poter avanzare la richiesta di risarcimento alla casa automobilistica il conducente deve dimostrare due importanti presupposti:

  • il difetto di funzionamento dell’airbag: ossia lo scoppio improvviso pur in assenza di un urto dell’auto oppure la mancata apertura laddove invece l’airbag doveva funzionare;
  • che, qualora correttamente funzionante, l’airbag avrebbe evitato i danni (o salvato la vita) all’automobilista. In buona sostanza, bisogna dimostrare che la causa dei danni è stata proprio il difetto di funzionamento dell’airbag e non, invece, altri fattori come, ad esempio, l’eccesso di velocità dell’automobilista. Se, infatti, dovesse saltare fuori che, pur funzionando l’airbag, il conducente avrebbe ugualmente riportato i medesimi danni (invalidanti o mortali che siano) la causa automobilista non sarà tenuta a risarcire alcunché.

È chiaro che, per dimostrare tale circostanza, sarà necessario valersi di una apposita perizia, redatta da un tecnico competente del settore infortunistica stradale. Egli ricostruirà la dinamica del sinistro, la velocità e le lesioni riportate.

 

 

Responsabilità del conducente per l’airbag difettoso

Il risarcimento del danno per il difetto di funzionamento dell’airbag spetta a prescindere dalla eventuale responsabilità del conducente per l’urto o l’incidente stradale (al massimo, il giudice potrà accordare un concorso di colpa). In altre parole, il risarcimento della casa automobilistica scatta anche se l’automobilista ha violato il codice della strada, purché – come detto – egli dimostri che l’airbag lo avrebbe salvato dai conseguenti danni.

 

 

Responsabilità della casa automobilista per l’airbag difettoso

La legge stabilisce, in capo al produttore dell’airbag, una responsabilità oggettiva, ossia un obbligo di risarcimento a prescindere da una eventuale sua colpa o malafede; questi è infatti tenuto a indennizzare le lesioni per il solo fatto che sia provato il difetto di funzionamento dell’airbag.

Il produttore si esonera da ogni colpa solo se dimostra che l’unica causa del danno è stata la condotta dell’automobilista e che, quindi, anche se correttamente funzionante, l’airbag non lo avrebbe comunque salvato.

 

Per stabilire per quanto tempo dura la responsabilità del venditore (la concessionaria) e del produttore (la casa automobilistica) bisogna leggere il libretto di manutenzione del veicolo consegnato all’automobilista: in esso viene specificato dopo quanto tempo è consigliabile sostituire l’airbag (di norma dopo massimo quindici anni). Pertanto è corretto pensare che il venditore debba aspettarsi che il compratore fornisca una garanzia della funzionalità dell’airbag per una durata almeno pari a quella riportata nel libretto.

 

 

Se l’auto è a motore spento e l’airbag non funziona

Attenzione: se l’auto viene urtata da ferma e con motore spento, l’airbag non è attivo perché collegato con l’impianto elettrico del mezzo. Infatti, se “la chiave non è inserita” e il pannello elettrico non è attivo, l’airbag non può funzionare. In tal caso, la causa automobilista non ha alcuna responsabilità.

 

 

I danni al passeggero per l’airbag difettoso

Il passeggero viene sempre risarcito, in caso di sinistro stradale, dall’assicurazione del conducente, e ciò a prescindere dal fatto che quest’ultimo sia o meno responsabile nell’incidente, abbia o meno violato il codice della strada o che l’airbag abbia funzionato correttamente o abbia mostrato dei difetti di funzionamento.


La sentenza

Cass. sent. n. 14/2010

 

Fatto

La Corte:

atteso che gli A. citarono in giudizio la Opel Italia s.p.a.

per il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della morte di A.D. per la mancata apertura (nel corso di un incidente) dell’airbag del quale era dotata la vettura sulla quale viaggiava la vittima;

che la domanda è stata accolta dal Tribunale di Tortona, con sentenza poi confermata dalla Corte d’appello di Torino, la quale ha spiegato (con motivazione congrua e logica, priva di vizi giuridici):

che, con riferimento al D.P.R. n. 224 del 1978, art. 5 l’onere probatorio a carico del danneggiato si esaurisce nella dimostrazione di aver subito un danno causalmente connesso con l’uso del prodotto;

che era provato in atti (attraverso l’esperita CTU) il collegamento causale tra e lesioni subite dalla vittima e l’omesso funzionamento dell’airbag;

che propone ricorso per cassazione la Opel Italia a mezzo di due motivi e resistono con controricorso gli A..

Osserva:

che i due motivi di ricorso, benchè formalmente censuranti la violazione di legge ed il vizio della motivazione, si risolvono nella esposizione di circostanze di fatto e di esiti istruttori, inammissibilmente tendenti ad ottenere, in sede di legittimità, una nuova valutazione del merito della controversia;

che, dunque, il ricorso deve essere respinto, con condanna della ricorrente a rivalere la controparte delle spese sostenute nel giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 5.200,00, di cui Euro 200,00 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 19 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 4 gennaio 2010

[1] Cass. sent. n. 14/2010. La casa automobilistica risponde dei danni subiti dal conducente del veicolo in conseguenza del mancato funzionamento dell’airbag nel corso di un incidente stradale. Ai fini del risarcimento è necessario e sufficiente che il danneggiato dimostri di aver subito un pregiudizio causalmente connesso con l’uso del prodotto difettoso.

 


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