Cartelle annullate se Equitalia non prova la notifica con atti originali
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19 Set 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Cartelle annullate se Equitalia non prova la notifica con atti originali

Per la prova della notifica non basta l’estratto di ruolo né la documentazione in fotocopia: Equitalia deve esibire gli originali delle cartelle e delle relate di notifica o avvisi di ricevimento.

 

Se il contribuente contesta la notifica delle cartelle esattoriali, Equitalia è tenuta a fornire la prova della regolarità depositando in giudizio le cartelle in originale e le relative relate o avvisi di ricevimento.

 

La mancata esibizione degli originali impedisce al giudice di accertare la sussistenza e correttezza del procedimento notificatorio e può comportare l’annullamento delle cartelle impugnate.

 

È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia [1].

 

La legge [2] prevede l’obbligo in capo ad Equitalia di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione di notifica o l’avviso di ricevimento e di esibirli in caso di richiesta del contribuente, in modo da dimostrare la correlazione tra cartella e notifica. Il Consiglio di Stato [2] ha però precisato che Equitalia ha un preciso onere, improntato a diligenza, di conservare la copia della cartella di pagamento anche oltre i cinque anni e fino a quando il credito non viene recuperato, in modo da avere la prova documentale legittimante l’attività di riscossione.

 

Nel caso in cui il contribuente impugna le cartelle per vizio di notifica, Equitalia deve esibire le cartelle e le relative relate o avvisi di ricevimento. Tale documentazione deve però essere in originale in quanto le semplici fotocopie prive dell’attestazione di autenticità, non garantiscono la corrispondenza agli originali e dunque non provano la notifica. Non basterebbe neppure, ai fini probatori, l’estratto di ruolo informale in quanto si tratta di atto di parte non idoneo a dimostrare la veridicità delle informazioni in esso contenute.

 

In mancanza di valida prova della notifica, il giudice, non potendo accertare l’effettiva comunicazione della cartella  al destinatario o comunque la sua conformità alle norme di legge, non può neppure accertare la legittimità degli importi richiesti al contribuente. Di conseguenza, egli può annullare le cartelle stesse, condannando Equitalia alle spese di lite.

 


[1] CTR Lombardia, sent. n. 3831/1/2016.

[2] Art. 26 D.P.R. 602/1973.

[3] Cons. di Stato sent. n. 5410/2015.

 


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