Colpo di frusta: sintomi e risarcimento
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20 Set 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Colpo di frusta: sintomi e risarcimento

Nausea, mal di testa, vertigini. A volte si avvertono solo dopo qualche giorno l’incidente. Ma bisogna farsi visitare subito. Altrimenti niente soldi.

 

È la conseguenza più comune di un tamponamento. E, a volte, la più sottovalutata, perché i sintomi si fanno sentire nel tempo. Il colpo di frusta (in linguaggio tecnico “distorsione del rachide cervicale”) è un trauma che provoca dei danni ai legamenti ed ai muscoli del collo, cioè ai tessuti molli, e che, a lungo termine, può sfociare in cefalee, capogiri ed altri disturbi.

Non si tratta, dunque, di una semplice scusa per ottenere un risarcimento dopo un incidente stradale, ma di un vero e proprio trauma fisico da non sottovalutare.

 

 

Colpo di frusta: i sintomi

Dopo un colpo di frusta, i muscoli ed i legamenti della zona cervicale subiscono un violento stiramento. Tutta la muscolatura circostante si irrigidisce per bloccare i movimenti e consentire la guarigione dei tessuti danneggiati.

I sintomi possono comparire nell’arco di alcuni giorni. Mai fidarsi, dunque, del fatto che, al momento dell’incidente, non si sente alcun dolore. A distanza anche di qualche ora o di pochi giorni si possono avvertire i sintomi del colpo di frusta, cioè: nausea, disturbi della vista, dolore cervicale, mal di testa, vertigini o capogiri. Malesseri che si possono trascinare anche per un tempo lungo, sia perché il trauma è stato particolarmente forte, sia perché la zona era già compromessa da qualche problema non avvertito ed il trauma non ha fatto altro che farlo emergere. Normalmente, questi disturbi dovrebbero scomparire dopo una ventina di giorni con l’aiuto di analgesici, antinfiammatori ed il classico collarino.

In alcuni casi, però, i sintomi del colpo di frusta e le conseguenze del trauma che lo ha provocato si protraggono per più tempo, a causa dell’eccessiva rigidità dei muscoli cervicali. Si avvertono disturbi come dolore nella zona del collo, cefalea e vertigini. Se i muscoli restano rigidi a lungo, questa situazione può provocare discopatia o artrosi, visibili attraverso un esame radiologico.

 

 

Cosa fare dopo un colpo di frusta

Come detto, spesso i sintomi del colpo di frusta dopo un tamponamento non si avvertono nei minuti successivi all’incidente, ma soltanto qualche ora o qualche giorno dopo. A scopo di prevenzione, e a scanso di equivoci, conviene, dunque, recarsi non appena possibile al pronto soccorso e, se i sintomi si presentano e persistono, è cosa buona e giusta farsi visitare da uno specialista per capire la reale entità del colpo di frusta e l’eventuale terapia: di norma consiste nel risposo, nel limitare i movimenti della zona cervicale e nell’uso del collare secondo la prescrizione medica (l’utilizzo eccessivo potrebbe aggravare la situazione).

 

 

Il risarcimento del colpo di frusta

Ottenere il risarcimento dopo avere avvertito i sintomi di un colpo di frusta in seguito ad un incidente non è così semplice come sembra, ma nemmeno un’impresa titanica se, superato lo spavento, si seguono alcune procedure.

La prima: chiamare un’ambulanza o, alla peggio, andare quanto prima dal medico di base per farsi visitare. A quel punto ci saranno tre giorni di tempo a disposizione per compilare la richiesta di risarcimento del colpo di frusta in quanto danno di lieve entità da far pervenire alla propria compagnia di assicurazioni, allegando tutta la documentazione sanitaria (analisi, radiografie, esiti delle visite, spese per la riabilitazione, ecc. temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito). In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per «danno biologico permanente». Cioè, carta canta. Altrimenti, per quanto si possa urlare dal dolore, niente soldi.

E la legge dice qualcosa in merito? Sì. Ci sono due norme introdotte dal governo Monti a proposito del risarcimento delle lesioni lievi, cioè quelle che incidono tra lo 0% ed il 9% di invalidità permanente [1]. Dicono esattamente lo stesso che stabilisce il codice privato delle assicurazioni. Carta canta o niente soldi.


 


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