Enti locali: il decreto che sblocca le assunzioni
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19 Set 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Enti locali: il decreto che sblocca le assunzioni

Più opportunità per insegnanti, educatori di asilo e vigili del fuoco. Meno sanzioni per il mancato rispetto del Patto di Stabilità. Triplicati i turn-over.

 

Insegnanti, educatori di asili nido e vigili del fuoco. Sono le categorie interessate dal decreto del Governo che sblocca le assunzioni negli Enti locali [1], ormai sgravati dal Patto di Stabilità. Gli interessati sono i piccoli Comuni che hanno un organico scarno e gli Enti dei territori in cui vanno ricollocati gli esuberi delle Province.

 

 

Le novità sulle assunzioni del decreto Enti locali

Grazie al decreto approvato dal Governo, possono tornare ad assumere gli Enti locali delle Regioni in cui sia stato ricollocato almeno il 90% degli esuberi delle Province.

Inoltre, è previsto un piano triennale per consolidare le posizioni di insegnanti ed educatori degli asili nido comunali. In sostanza, i dirigenti a termine verranno esclusi dal calcolo sul tetto di spesa per i contratti a termine in cui erano finiti per decisione della Corte dei Conti. Mentre, per quanto concerne gli asili nido, il piano straordinario di assunzioni viene esteso ai Comuni che non hanno rispettato il Patto di Stabilità.

Il decreto che sblocca le assunzioni negli Enti locali interessa anche, come detto, i vigili del fuoco: si prevede l’assunzione di 193 unità e l’allargamento degli organici di 400 posti.

Altra novità importante del decreto Enti locali è il turn-over nei comuni più piccoli, cioè quelli che hanno una popolazione tra 1.000 e 10.000 abitanti: passa dal 25% al 75% delle uscite.

Per quanto riguarda i Comuni nati da una fusione tra due o più Enti, vengono ampliate le deroghe che prima erano previste soltanto nel caso in cui la spesa del personale fosse più bassa del 30% rispetto alle uscite correnti. In altre parole, a questi Comuni è garantito il turn-over al 100% a prescindere dall’entità del rapporto tra spesa del personale e quella corrente.

Il decreto Enti locali stabilisce anche per i Comuni che hanno sforato il Patto di Stabilità una riduzione delle sanzioni, in particolare del 70% di quella pecuniaria. Viene, invece, eliminata la sanzione prevista per le città metropolitane.


In pratica

Ecco in sintesi i punti del decreto Enti Locali:

 

si riaprono le assunzioni negli Enti Locali delle Regioni in cui sia stato ricollocato almeno il 90% degli esuberi delle Province;

– i dirigenti a contratto escono dai calcoli per il tetto di spesa dei contratti a termine, in cui erano rientrati a seguito di una pronuncia della Corte dei Conti;

– il piano straordinario delle assunzioni negli asili nido si estende ai Comuni che hanno sforato il Patto di Stabilità nel 2015;

– gli spazi di turn-over si triplicano, dal 25 al 75%, nei Comuni fra mille e 10mila abitanti che in rapporto alla popolazione abbiano organici più leggeri di quelli fissati per gli enti in dissesto;

– viene cancellato l’obbligo di ridurre progressivamente l’incidenza della spesa di personale sulle uscite correnti. Ai Comuni frutto di fusione vengono estese le deroghe già previste dalla manovra 2015 per i soli casi in cui la spesa di personale fosse inferiore al 30% delle uscite correnti.

[1] Dl 113/2016.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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