Incidenti: se sbatti a pali o alberi da brillo rischi il carcere
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20 Set 2016
 
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Incidenti: se sbatti a pali o alberi da brillo rischi il carcere

Revoca della patente a chi provoca un incidente in caso di guida in stato di ebbrezza: l’incidente non richiede il coinvolgimento di un’altra auto.

 

La legge [1] prevede un’aggravante della pena e la revoca immediata della patente a chi, alla guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, provochi un incidente stradale: senonché, con una recente sentenza [2], la Cassazione ha chiarito che per «incidente» non si intende solo quello che coinvolge anche un’altra auto, ma qualsiasi tipo di impatto durante la guida, quindi anche quelli contro lampioni, pali della luce o cartelli stradali, alberi, siepi, auto parcheggiate, ecc.

Insomma, anche se l’automobilista si fa male da solo, senza danneggiare altre persone o altri conducenti subisce ugualmente l’aggravante.

 

Secondo la Cassazione, il concetto di incidente stradale è riconducibile a ciascun avvenimento che interrompa il normale svolgimento della circolazione stradale determinando un rischio anche semplicemente potenziale per l’incolumità della collettività. Non rileva quindi che l’auto non abbia, a conti fatti, provocato danni a cose o persone e si sia fermata sulla banchina che fa parte della strada senza invadere l’altra carreggiata.

 

Il concetto di incidente stradale abbracciato dalla giurisprudenza è dunque più ampio di quello che la parola assume nel linguaggio comune. Dunque si considerano ugualmente ricompresi negli incidenti stradali l’urto del veicolo contro un ostacolo e la sua fuoriuscita dalla sede stradale, essendo dunque sufficiente qualsiasi significativa turbativa del traffico stradale anche solo potenzialmente idonea a causare danni.

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 7 luglio – 14 settembre 2016, n. 38203

Presidente Romis – Relatore D’Isa

Ritenuto in fatto

P.E. ricorre per cassazione avverso la sentenza, indicata in epigrafe, del GIP del Tribunale di Trento, emessa a seguito di giudizio abbreviato, di condanna in ordine al reato di guida in stato di ebbrezza di cui al secondo comma dell’art. 186 del C.d.S. aggravato, ai sensi del comma 2 bis dello stesso articolo, per avere provocato un incidente stradale.

Con un unico motivo si denunciano violazione di legge, nella specie degli artt. 141, 161, 186 e 189 dei C.d.S., e vizio di motivazione relativamente alla sussistenza dell’aggravante dell’incidente stradale e ciò al fine dei rigetto della richiesta dell’applicazione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, evidenziando che il Tribunale non ha tenuto conto del fatto che l’asserito incidente non ha provocato danni a persone o cose, né collisioni con altri veicoli o arredo stradale, né uscita di strada, poiché l’auto guidata dal P. si è fermata sulla banchina che fa parte della strada, senza invadere la semicarreggiata opposta ed era ben visibile dagli altri guidatori da entrambi i sensi di marcia.

Considerato in diritto

Il ricorso va dichiarato inammissibile per la manifesta

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[1] Art. 186, co. 2-bis, cod. str.

[2] Cass. sent. n. 38203/16 del 14.09.2016.

 


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