Posso fare a meno del commercialista?
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20 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Posso fare a meno del commercialista?

Apertura della partita Iva: è obbligatorio affidare a un professionista la tenuta della contabilità e gli adempimenti fiscali, previdenziali e amministrativi?

 

Avere una partita Iva aperta non comporta l’obbligo di affidare la contabilità e gli adempimenti amministrativi, fiscali e previdenziali a un commercialista o a un consulente del lavoro. La legge, infatti, consente al contribuente, imprenditore o libero professionista, di effettuare ogni pratica per conto proprio, dall’apertura dell’attività all’invio della dichiarazione dei redditi; fanno eccezione le società obbligate alla revisione legale dei conti e, in generale, gli enti obbligati a dotarsi di una particolare organizzazione.

Tuttavia gli adempimenti contabili, fiscali, lavorativi e previdenziali sono molto complicati anche per i semplici professionisti e comportano il possesso di conoscenze specifiche; le differenze in merito alle pratiche da effettuare, comunque, cambiano notevolmente a seconda della tipologia di attività e del regime fiscale scelto. La differenza è evidente, ad esempio, tra un professionista senza collaboratori aderente al regime agevolato forfettario ed un imprenditore in regime di contabilità ordinaria con dipendenti.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza sugli adempimenti che il professionista e l’imprenditore possono effettuare per conto proprio, dall’apertura della partita Iva alla dichiarazione dei redditi.

 

 

Apertura della partita Iva

Il lavoratore autonomo, o libero professionista, che non si rivolge ad un intermediario, non deve pagare nulla per aprire la Partita Iva: la richiesta della Partita Iva, difatti, può essere inoltrata tramite il canale Fisconline, qualora si disponga di Pin per l’accesso ai servizi dell’Agenzia delle Entrate, o recandosi presso l’Ufficio territoriale dell’Agenzia più vicino. Non sono dovuti bolli o diritti di segreteria.

La compilazione del modello per la richiesta della partita Iva (modello AA9), tuttavia, non è semplicissimo da compilare; il modulo contiene 9 quadri, dal quadro A al quadro I, nei quali vanno indicati:

  • i dati relativi al soggetto d’imposta (dati identificativi, residenza anagrafica o, se diverso, domicilio fiscale);
  • i dati relativi all’attività (data inizio, codice attività, indirizzo, volume d’affari presunto, volume presunto degli acquisti intracomunitari, eventuale opzione per regimi fiscali agevolati-come quello dei Minimi ed il Forfettario-, e se si tratta di attività di commercio elettronico);
  • i dati identificativi del titolare;
  • i dati di un eventuale rappresentante fiscale;
  • eventuali dati relativi a operazioni straordinarie: cessione e donazione d’azienda, affitto dell’unica azienda, cessione e donazione di ramo d’azienda, affitto d’azienda, modificazione di società in ditta individuale, successione ereditaria;
  • i soggetti depositari e luoghi di conservazione delle scritture contabili;
  • le informazioni inerenti eventuali ulteriori attività esercitate oltre alla principale (codice Ateco attività, volume d’affari presunto, opzione per la contabilità separata, altri luoghi in cui vengono esercitate le attività e/o conservate le scritture contabili);
  • gli eventuali dati relativi alla presunzione di cessione o al rapporto di rappresentanza;
  • ulteriori informazioni in sede di inizio attività, come l’indirizzo di posta elettronica, il sito web, il numero di telefono-fax, ed i dati relativi all’immobile in cui si esercita l’attività (estremi contratto di locazione o di comodato, titolarità dell’immobile, dati catastali).

La dichiarazione termina con lo spazio per un’eventuale delega alla presentazione, la firma del dichiarante, ed eventuale impegno alla presentazione telematica da parte di un intermediario.

La richiesta di attribuzione, una volta compilata attraverso l’apposito software, deve essere controllata (tramite gli appositi moduli di controllo, che si trovano nella medesima sezione del Portale dell’Agenzia delle Entrate), autenticata ed inviata, con gli strumenti messi a disposizione nel sito per gli utenti abilitati a Fisconline.

 

La procedura è più complessa nel caso in cui l’attività da avviare sia d’impresa: in questo caso, deve essere inviata la Comunicazione Unica alla Camera di commercio, che contiene, oltre alla richiesta di apertura della partita Iva appena vista, ulteriori moduli da inoltrare al Registro delle imprese ed all’Inps ed eventuali moduli da inoltrare all’Inps e all’Inail, in caso di avvio attività con dipendenti (in caso di dipendenti, peraltro, è necessario inoltrare le comunicazioni di assunzione ai servizi per l’impiego della propria regione con una differente procedura).

La Comunica può contenere anche la Duaap (Dichiarazione Unica Autocertificativa per la realizzazione di un intervento relativo ad Attività Produttive) da inoltrare al Suap (sportello per le attività produttive) del Comune in cui ha sede l’impresa (si può comunque scegliere di inviarla separatamente).

Per la Comunica sono dovuti bolli e diritti di segreteria, oltre al diritto annuale per l’iscrizione alla Camera di commercio – Registro delle Imprese.

 

Non è, ad ogni modo, solo l’imprenditore a dover pagare diritti annuali: anche il professionista iscritto ad albi o elenchi deve pagare il relativo costo d’iscrizione ed il diritto annuale, differente a seconda della categoria.

 

 

Iscrizione all’Inps o alla cassa professionale

Chi opta per la gestione in proprio degli adempimenti, deve poi iscriversi alla propria gestione previdenziale, che sarà:

  • la Cassa previdenziale professionale, qualora il contribuente sia un professionista e la categoria alla quale il appartiene abbia un ente apposito (ad esempio, gli avvocati hanno la Cassa Forense);
  • la Gestione separata dell’Inps, qualora la categoria professionale non preveda una Cassa specifica;
  • una delle gestioni Inps dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti…), nel caso in cui il contribuente sia un imprenditore.

L’iscrizione all’Inps avviene tramite Comunica, oppure, nel caso della Gestione separata, attraverso un’apposita comunicazione online che può essere inoltrata attraverso il sito dell’Istituto; nel caso in cui il contribuente debba iscriversi presso una cassa professionale, le modalità cambiano a seconda dell’ente.

Sulla base delle dichiarazioni dei redditi, poi, il contribuente è tenuto a calcolare la contribuzione dovuta, a saldo e in acconto ed a effettuare i pagamenti periodici tramite modello F24 (o tramite le differenti modalità previste dalla specifica cassa).

 

 

Tenuta della contabilità e adempimenti fiscali

La tenuta della contabilità ha un grado di complessità notevolmente differente a seconda delle dimensioni e del regime fiscale prescelto.

Il caso più semplice è quello del regime Forfettario: i contribuenti aderenti a tale regime, difatti, sono obbligati soltanto a conservare e a numerare le fatture e non sono tenuti a dichiarazioni periodiche, esclusa la dichiarazione dei redditi. Sono esclusi dall’Iva, dall’Irap e dagli Studi di settore.

I contribuenti in contabilità semplificata, invece, sono obbligati, oltreché alla numerazione e alla conservazione delle fatture, alla tenuta dei registri Iva (acquisti, vendite, corrispettivi, beni ammortizzabili) ed ai seguenti adempimenti periodici:

 

  • dichiarazione dati Iva (dal prossimo anno assorbita dall’autonoma dichiarazione Iva);
  • liquidazione Iva periodica;
  • dichiarazione Iva (che attualmente può essere autonoma o effettuata all’interno del modello Unico);
  • spesometro (comunicazione relativa alle operazioni attive e passive);
  • dichiarazione dei redditi-modello Unico (e pagamento delle relative imposte in acconto e a saldo);
  • dichiarazione Irap (se ne ricorrono i presupposti) e pagamento dell’imposta in acconto e a saldo;
  • studi di settore;
  • eventuali ulteriori adempimenti, come la dichiarazione Intrastat, dipendono dalla tipologia di attività esercitata.

Notevolmente più complessi sono gli adempimenti per le imprese in contabilità ordinaria, obbligate, oltre ai registri Iva, alla tenuta di ulteriori libri, come il libro giornale ed il libro degli inventari; inoltre, tali imprese sono obbligate alla redazione del bilancio annuale.

 

 

Assunzione di lavoratori dipendenti

Gli adempimenti aumentano se il professionista o l’imprenditore ha alle sue dipendenze dei lavoratori; in questo caso deve provvedere:

  • alla tenuta del libro unico del lavoro;
  • alla comunicazione di assunzione (Unilav) presso il centro per l’impiego ed alla redazione del contratto di lavoro;
  • alle comunicazioni e alle dichiarazioni da rendere all’Inps in merito al diritto ad eventuali incentivi o agevolazioni contributive (oltre a quelli inerenti all’iscrizione o alla modifica dell’azienda con dipendenti- Inps DM);
  • alla redazione dei cedolini paga ed alle registrazioni obbligatorie nel libro unico del lavoro;
  • al pagamento di ritenute e contributi mensili tramite modello F24;
  • alla dichiarazione mensile di contribuzioni e retribuzioni con modello Uniemens;
  • all’autoliquidazione ed ai pagamenti periodici all’Inail;
  • alla redazione della Certificazione Unica (Cu, modello che sostituisce il vecchio Cud);
  • alla dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770).

 

In definitiva, fare a meno del consulente e del commercialista è possibile, se non si possiedono conoscenze professionali specifiche, solo per un lavoratore autonomo con un regime contabile semplificato (in ogni caso è necessario possedere comunque delle conoscenze di base, anche informatiche). Se l’attività è più complessa, o si decide di assumere anche un solo dipendente, per fare a meno del professionista bisogna possedere un notevole grado di competenza ed esperienza in ambito fiscale, contabile, previdenziale e giuslavoristico.


 


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