Co.co.co. e partite Iva hanno diritto a ferie e permessi?
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21 Ott 2016
 
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Noemi Secci
 


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Co.co.co. e partite Iva hanno diritto a ferie e permessi?

Svolgimento di collaborazioni e di attività di lavoro autonomo: è possibile fruire di assenze retribuite, come ferie e permessi?

 

Niente ferie, permessi o riposi per i co.co.co. e le partite Iva. Chi svolge, difatti, un’attività di lavoro autonomo opera in maniera totalmente indipendente e non ha vincoli relativi all’orario di lavoro o alla sede in cui l’attività deve essere svolta. L’obbligazione del lavoratore autonomo, o libero professionista, è un’obbligazione di risultato: ciò vuol dire che chi lavora in proprio non è vincolato all’organizzazione del committente, cioè di chi conferisce l’incarico, ma ha piena libertà riguardo ai mezzi ed alle tempistiche. L’unico vincolo è costituito dal termine entro il quale il lavoro deve essere consegnato o l’attività deve essere svolta.

Lo stesso vale anche per i lavoratori parasubordinati, cioè per chi presta l’attività in qualità di co.co.co. (collaboratore coordinato e continuativo): anche per i collaboratori non può essere previsto un particolare orario di lavoro, in quanto costituirebbe un indice di etero-organizzazione dell’attività e comporterebbe la riconduzione della collaborazione al lavoro subordinato.

Per questi motivi, per i lavoratori autonomi ed i co.co.co. non sono previsti né ferie, né permessi o riposi: la loro previsione, difatti, implicherebbe la sottoposizione del lavoratore al rispetto di un orario di lavoro, dunque non si tratterebbe più di lavoro autonomo o collaborazione, ma di lavoro subordinato «mascherato» da una di tali forme.

Vero è che, in alcuni casi, può essere previsto lo svolgimento dell’attività lavorativa, o può essere richiesta la presenza del collaboratore o professionista, in un determinato luogo e ad una determinata ora: questo, però, non comporta automaticamente che il lavoratore debba attenersi a un orario, ma rientra nel collegamento funzionale che può esserci tra l’attività del collaboratore o del professionista e l’attività del committente. Un conto, cioè, è doversi attenere a un vero e proprio orario lavorativo (ad esempio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13), un conto è concordare la propria presenza per lo svolgimento di una determinata attività (pensiamo al caso del consulente del lavoro che deve svolgere, in un dato giorno e ad un dato orario, la formazione sulla sicurezza dei lavoratori di un’impresa cliente).

Conseguentemente, anche in queste ipotesi il collaboratore o professionista non ha diritto alle ferie, né ai permessi e ai riposi, in quanto, nonostante la presenza concordata, l’attenersi a un determinato orario non è un elemento caratterizzante dell’attività, che deve essere normalmente svolta con tempi e luoghi decisi dal lavoratore: se così non fosse, parleremmo di lavoro subordinato.

 

 

Ferie, permesse e riposi

Nel caso in cui venga però accertato, in base agli indici di subordinazione, che il lavoratore autonomo o il co.co.co. sia, in realtà, un dipendente di fatto, tra le varie problematiche che si pongono davanti al datore di lavoro per il rapporto irregolare emerge anche il dover risarcire il lavoratore per ferie, permessi e riposi non goduti.

Ricordiamo che, per la generalità dei dipendenti, in base al decreto sull’orario di lavoro [1] sono previsti:

  • dei riposi giornalieri minimi pari a 11 ore al giorno;
  • un orario di lavoro massimo pari a 48 ore settimanali (da conteggiare come media in 4 mesi);
  • un riposo settimanale pari a 24 ore (che sommato col riposo giornaliero minimo fa totalizzare complessivamente 35 ore), da conteggiare come media in 14 giorni;
  • 4 settimane di ferie all’anno (delle quali 2 settimane devono essere fruite, possibilmente in maniera consecutiva, nello stesso anno di maturazione e in maniera consecutiva e le ulteriori 2 settimane vanno fruite entro 18 mesi dall’anno di maturazione);
  • i contratti collettivi, poi, prevedono dei permessi retribuiti, come i cosiddetti permessi ex-festività (pari normalmente a 32 ore annue)ed i rol (permessi-riduzione orario di lavoro, normalmente pari ad 88 ore annue); ulteriori permessi sono previsti dai contratti per particolari situazioni, come gravi problemi familiari, effettuazione di visite mediche, permessi-studio o formazione;
  • inoltre i portatori di handicap grave secondo la Legge 104 usufruiscono di 3 giornate di riposo retribuito mensile, frazionabili a ore.

[1] D.lgs n.66/2003.

 


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