Quali diritti ha un disoccupato?
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22 Set 2016
 
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Noemi Secci
 


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Quali diritti ha un disoccupato?

Naspi, Asdi, Dis-Coll, Assegno di ricollocazione, mobilità, incentivi all’assunzione, formazione e orientamento: le prestazioni a cui ha diritto il disoccupato.

 

Non solo ammortizzatori sociali come l’indennità di disoccupazione o la mobilità: le misure attualmente fruibili dai lavoratori disoccupati non sono delle semplici elemosine, ma sono finalizzate alla formazione e alla ricollocazione nel mercato del lavoro. Così, chi percepisce la Naspi, l’Asdi o la Dis-Coll (nuove tipologie di indennità di disoccupazione) deve frequentare i corsi di formazione e partecipare alle attività previste dal centro per l’impiego nel patto di servizio, pena la perdita dei sussidi e dello stato di disoccupazione.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza su come si acquista lo stato di disoccupazione, quali diritti ha il lavoratore privo d’impiego e quali sono i comportamenti che possono far perdere i benefici.

 

 

Stato di disoccupazione

Lo stato di disoccupazione si acquista per la perdita involontaria dell’impiego, a prescindere dalla durata del rapporto lavorativo e dalla causale del licenziamento: non ha dunque importanza che il rapporto lavorativo sia cessato per un licenziamento disciplinare o per giusta causa o, ancora, durante il periodo di prova. Il lavoratore acquista comunque lo stato di disoccupazione. Lo stato di disoccupazione non si acquista, però, nel caso di risoluzione consensuale (a meno che non sia conseguente a una procedura conciliativa) e in caso di dimissioni: fanno eccezione le sole dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità.

È considerato alla pari del lavoratore disoccupato anche l’inoccupato, cioè chi non ha mai svolto attività lavorativa. Inoltre, con la riforma degli ammortizzatori sociali, è considerato disoccupato anche il disoccupato parziale, cioè chi svolge un’attività lavorativa subordinata o una collaborazione con reddito inferiore a 8.000 euro annui, o un’attività di lavoro autonomo con reddito inferiore a 4.800 euro annui: tali attività, difatti, non determinano la perdita dello stato di disoccupazione.

Perché lo stato di disoccupazione possa essere fatto valere, però, è necessario che il lavoratore si rechi presso il centro per l’impiego a rendere la Did, dichiarazione di immediata disponibilità: si tratta di una dichiarazione con la quale il disoccupato conferma di rendersi disponibile per nuove attività lavorative e per le attività di formazione, orientamento e ricerca di lavoro organizzate dai servizi per l’impiego. Inoltre, al lavoratore viene fatto firmare il patto di servizio, un progetto che prevede delle attività personalizzate, finalizzate a ricollocare il disoccupato.

La Did può essere resa anche telematicamente, in sede di richiesta all’Inps dell’indennità di disoccupazione; a breve potrà essere resa anche all’interno del portale dell’Anpal, la nuova agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

 

 

Naspi

Se il lavoratore in stato di disoccupazione può far valere almeno 13 settimane contribuite negli ultimi 4 anni e 3 giornate di lavoro nell’anno, ha diritto alla Naspi.

La Naspi è la nuova indennità di disoccupazione, di durata pari alla metà delle settimane contribuite e di ammontare pari al 75% della retribuzione imponibile media mensile degli ultimi 4 anni (sino a 1.195 euro, se l’imponibile medio è superiore, l’indennità Naspi deve essere così determinata: 75% di 1.195 euro, più il 25% della differenza tra 1.195 euro ed il maggior importo, sino ad un limite massimo erogabile di 1.300 euro).

La Naspi non si perde in caso di nuova occupazione subordinata o parasubordinata che comporti un reddito annuo inferiore a 8.000 euro, anche se a tempo indeterminato, o per un’attività di lavoro autonomo che comporti dei compensi inferiori a 4.800 euro annui. Tuttavia, in questi casi la Naspi viene ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito. Lo stesso avviene anche per le attività di lavoro occasionale accessorio, se l’importo retribuito con i voucher supera i 3.000 euro annui (in caso contrario non è operata alcuna riduzione della Naspi).

 

 

Dis-Coll

La Dis-Coll è la nuova indennità di disoccupazione valida per i lavoratori parasubordinati, o co.co.co.

La Dis-coll può essere richiesta alla cessazione del contratto di collaborazione, purché il lavoratore possieda lo stato di disoccupazione ed almeno:

  • 3 mesi di contributi nell’anno precedente al termine della collaborazione;
  • un mese di contributi nell’anno in cui termina il contratto;
  • in alternativa, è sufficiente un rapporto di collaborazione di almeno un mese nell’anno in corso, che preveda un compenso pari alla metà della contribuzione minima mensile.

L’indennità è pari al 75% dell’imponibile medio mensile (eccetto le ipotesi di superamento di determinate soglie), ed ha una durata massima di 6 mesi.

 

 

Asdi

L’Asdi è l’assegno di disoccupazione che spetta per un massimo di 6 mesi a chi ha “esaurito” la Naspi, in presenza di determinati requisiti. L’interessato, in particolare, oltre ad aver terminato la fruizione della Naspi:

  • deve possedere lo stato di disoccupazione e aver sottoscritto col centro per l’impiego il patto di servizio;
  • non deve aver richiesto la Naspi anticipata in un’unica soluzione;
  • deve far parte di un nucleo familiare con almeno un minorenne (anche non figlio del richiedente), oppure deve avere almeno 55 anni di età;
  • non deve possedere i requisiti per l’assegno sociale, la pensione anticipata o di vecchiaia;
  • deve avere un Isee non superiore a 5.000 euro;
  • non deve aver percepito Aspi o Mini Aspi (le vecchie indennità di disoccupazione) sino al 31 dicembre 2015;
  • non deve aver percepito 20 mesi di Asdi nel quinquennio precedente;
  • non deve aver percepito 6 mesi di Asdi nell’anno precedente.

L’assegno ammonta al 75% della Naspi.

Come avviene per la Naspi, anche l’Asdi è ridotto in misura pari all’80% del reddito, in caso di nuova attività lavorativa comportante introiti inferiori a 8.000 euro (se dipendente o co.co.co.), a 4.800 euro (se autonoma), o superiori a 3.000 euro (se retribuita con i voucher).

 

 

Assegno di ricollocazione

L’assegno di ricollocazione è un sussidio indipendente sia dalla Naspi che all’Asdi, perché non si tratta di un semplice sostegno del reddito, ma di una misura di politica attiva del lavoro. L’assegno è erogato sotto forma di voucher e consente di fruire dei servizi pubblici e privati per trovare una nuova occupazione.

Possono beneficiare del voucher di ricollocazione tutti i disoccupati da almeno 4 mesi: significa che l’ultimo rapporto di lavoro deve essere terminato almeno 4 mesi prima della data di decorrenza dell’assegno. I disoccupati, poi, devono essere beneficiari della Naspi, ossia della nuova indennità di disoccupazione e devono dunque:

  • aver già presentato la Did, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • aver firmato il patto di servizio.

Il patto di servizio, però, durante il periodo di erogazione del voucher viene sospeso: nel caso dell’assegno di ricollocazione, sono infatti responsabili delle attività di riqualificazione e di ricerca di un nuovo lavoro le agenzie o i centri per l’impiego che seguono i lavoratori, in quanto sono questi enti, non i disoccupati, i destinatari finali della prestazione.

L’ammontare dell’assegno, erogato sotto forma di voucher, dipende dal profilo di occupabilità del beneficiario e va da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 4.000 euro.

Il disoccupato può decidere se spendere il voucher nel proprio centro per l’impiego o in un’agenzia per il lavoro accreditata dalla Regione di residenza. Dopo aver scelto l’agenzia o l’ente che si occuperà di assisterlo nella ricerca di un nuovo impiego, il lavoratore viene affiancato da un tutor o da un consulente ed inserito in un percorso finalizzato a trovare una nuova occupazione.

 

 

Mobilità

La mobilità è l’indennità che spetta al lavoratore disoccupato a seguito di una procedura di licenziamento collettivo e dell’iscrizione nelle liste di mobilità.

Il trattamento è pari al 100% della Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs) per i primi 12 mesi, e all’80% per i periodi successivi. Sul trattamento sono accreditati i contributi figurativi.

La durata della mobilità cambia a seconda della Regione, dell’età del lavoratore e dell’anno in cui avviene la cessazione del rapporto, da un minimo di 12 a un massimo di 48 mesi. Dal 2017 il trattamento sarà sostituito dalla nuova disoccupazione Naspi.

 

 

Incentivi per l’assunzione di disoccupati

Il disoccupato da oltre 6 mesi (inteso come soggetto privo di un contratto a tempo indeterminato, ossia di lavoro stabile, da almeno 6 mesi), se assunto a tempo indeterminato, comporta, per il datore di lavoro, l’esonero parziale dal versamento dei contributi Inps per un massimo di 24 mesi. In particolare, lo “sconto” previsto sui contributi è pari al 40%, con un tetto massimo di 3.250 euro annui.

Il disoccupato da oltre 12 mesi con almeno 50 anni di età, se assunto a tempo indeterminato, comporta, per il datore di lavoro, l’esonero al 50% dal versamento dei contributi per un massimo di 18 mesi (12 mesi se assunto a tempo determinato). Lo stesso vale per le donne disoccupate da almeno 24 mesi, o da almeno 6 mesi, se residenti in zone svantaggiate o occupate in settori caratterizzati da un alto tasso  di disparità uomo-donna.

Il disoccupato che percepisce la Naspi, se assunto, comporta per il datore di lavoro la fruizione di un incentivo pari al 20% dell’indennità residua.

L’assunzione a tempo indeterminato del lavoratore iscritto nelle liste di mobilità comporta infine, per l’azienda, il versamento dei contributi con l’aliquota ridotta prevista per gli apprendisti, ed un incentivo pari al 50% dell’indennità residua spettante al lavoratore.

 

 

Perdita delle indennità e dello stato di disoccupazione

Lo stato di disoccupazione e l’eventuale indennità si perde se:

  • il lavoratore si assenta per 3 volte alle convocazioni o agli appuntamenti previsti nel patto di servizio (alla prima assenza il trattamento mensile è decurtato di ¼, alla seconda è decurtata una mensilità);
  • il lavoratore si assenta per 2 volte alle iniziative di orientamento attivate nei suoi confronti (alla prima assenza si perde una mensilità d’indennità);
  • il lavoratore è rioccupato come lavoratore dipendente a tempo indeterminato con reddito superiore a 8000 euro annui, o in una nuova attività di lavoro autonomo con introiti annui superiori a 4800 euro;
  • il lavoratore raggiunge i requisiti utili alla pensione;
  • il lavoratore acquisisce il diritto alla pensione o all’assegno ordinario d’invalidità (ma può optare per l’indennità di disoccupazione, se più favorevole);
  • il lavoratore inizia un’attività subordinata, autonoma o d’impresa senza comunicarlo all’Inps entro 30 giorni (col modello Asdi- Com), a meno che la durata del rapporto sia inferiore ai 6 mesi o che il rapporto sia comunicato dal datore di lavoro con modello Unilav.

 


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