Auto venduta: per evitare le multe basta il passaggio di proprietà
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20 Set 2016
 
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Auto venduta: per evitare le multe basta il passaggio di proprietà

Basta il passaggio di proprietà senza trascrizione al Pra per evitare le sanzioni conseguenti all’uso o all’abbandono dell’automobile.

 

Più tutela per chi vende la propria auto se l’acquirente, nonostante l’avvenuta firma dell’atto di compravendita, non provvede poi alla trascrizione del passaggio di proprietà al Pra: con una sentenza di poche ore fa, la Cassazione [1] ha chiarito che il precedente proprietario del mezzo è esonerato da qualsiasi responsabilità per il non corretto uso dell’automobile fatto dal nuovo titolare anche se questi non ha provveduto a regolarizzare la cessione al Pra. Ma procediamo con ordine.

 

La legge stabilisce che, entro 60 giorni dalla firma dell’atto di vendita (firma che deve essere autenticata da un pubblico ufficiale, sia questi il funzionario del Comune o un notaio), il passaggio di proprietà dell’automobile deve essere registrato al Pra. A tale adempimento deve provvedere l’acquirente: in difetto, scattano per quest’ultimo le sanzioni. Tuttavia, il vecchio proprietario può diventare il parafulmine di tutte le multe per violazioni del codice della strada e delle omissioni di pagamento del bollo auto commesse dal nuovo titolare. Questo perché il modo più rapido e diretto che le autorità hanno per verificare il nome del proprietario di un mezzo è proprio quello di accedere al pubblico registro automobilistico e controllare il nome e cognome del titolare. Lo stesso problema si può porre, ad esempio, se l’auto viene abbandonata in una discarica senza essere rottamata: di tale condotta potrebbe risponderne il precedente titolare se il nuovo non ha comunicato la cessione al Pra.

 

E invece la Cassazione getta un’ancora di salvezza a chi vende la propria auto e scopre dopo che l’acquirente non ha trascritto il passaggio del mezzo al pubblico registro automobilistico. Infatti – ricordano i giudici – il trasferimento della proprietà di un autoveicolo si realizza per effetto della semplice firma dell’atto di vendita. Invece, la trascrizione dell’atto al Pra non è una condizione di validità o di efficacia del trasferimento, ma soltanto un mezzo di pubblicità volta a risolvere eventuali conflitti nel caso in cui lo stesso veicolo venga contemporaneamente ceduto, dal venditore, a più soggetti: in tal caso prevale chi per prima ha trascritto il proprio acquisto.

 

In definitiva, il venditore può dimostrare la propria estraneità ai comportamenti illeciti posti dal nuovo titolare del mezzo (multe, omesso versamento del bollo, reati e illeciti amministrativi posti con l’automobile ceduta) provando che il comportamento contestato è stato posto dopo la firma dell’atto di vendita. Ma per evitare che il problema si ripresenti puntualmente anche in futuro, può effettuare la procedura amministrativa con cui – assumendo l’iniziativa che spettava invece all’acquirente – comunicare al Pra il trasferimento di proprietà. In alternativa, può andare dal giudice di Pace a far dichiarare la cosiddetta perdita del possesso.


[1] Cass. sent. 38823/16 del 20.09.16.

 


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