Traslochi: se qualcosa si rompe di chi è la responsabilità?
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20 Set 2016
 
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Redazione
 


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Traslochi: se qualcosa si rompe di chi è la responsabilità?

Ditte di traslochi: fragili o non fragili, gli oggetti devono essere maneggiati con cura dal trasportatore, altrimenti è tenuto a risarcire il danno al cliente.

 

Per evitare brutte sorprese, chi si rivolge a una ditta di traslochi deve innanzitutto verificare che questa sia assicurata poiché, in caso di rottura di oggetti e di insolvenza della società, sarà difficile recuperare i soldi per il risarcimento.

L’attenzione va poi posta alle clausole contrattuali: spesso queste prevedono la responsabilità della ditta di traslochi solo per i danni conseguenti al trasporto e non, invece, per le operazioni di imballaggio, montaggio e smontaggio. Se così dovesse essere, meglio sarà sottoscrivere preventivamente una assicurazione che copra anche tali rischi.

 

La ditta di traslochi è tenuta, secondo la perizia richiesta a chi esercita tale tipo di attività, a sapere cosa è fragile e cosa non lo è, al fine di prendere le opportune precauzioni. Ciò a prescindere dalle segnalazioni fatte preventivamente dal proprietario. Questo significa che se si rompe un vaso di porcellana perché non “trattato” senza la dovuta cura, la ditta è tenuta al risarcimento anche se il cliente non aveva avvisato gli addetti al trasporto della delicatezza dell’oggetto.

 

Diversa però è l’ipotesi in cui il danno si produce per falsità o incorrettezza delle informazioni riferite dal cliente. Si pensi a un oggetto tecnologico che, per una questione di intrinseco funzionamento noto solo ai tecnici del settore, va trasportato in determinate posizioni o condizioni di imballaggio. In tale ipotesi, se il cliente non comunica le suddette precauzioni alla ditta di trasporto, quest’ultima non può essere responsabile. Infatti ad essa non si possono richiedere conoscenze tecniche che vanno oltre le normali cognizioni di un esercente tale tipo di attività.

 

In sintesi, la ditta di trasporti deve, in generale, risarcire tutti i danni procurati dai propri dipendenti nel momento di trasporto degli oggetti e, se lo prevede il contratto, anche per le operazioni di imballaggio, montaggio e smontaggio. Per i prodotti fragili, l’obbligo di risarcimento scatta solo se la delicatezza dell’oggetto poteva essere conosciuta o conoscibile alla ditta, secondo l’esperienza comune degli addetti al settore. Diversamente, se la rottura dell’oggetto dipende da un deficit informativo del cliente, quest’ultimo non può richiedere alcun risarcimento del danno.

 

Non in ultimo, la ditta di trasporti non risponde dei danni se l’imballaggio è effettuato dal cliente stesso.


In pratica

Come è facile intuire, il trasportatore è responsabile per i danni da questi provocati alla merce, anche se è sempre bene verificare che il contratto includa anche le operazioni di imballaggio, montaggio e smontaggio.

 

Per quanto riguarda le cose fragili, è giusto aspettarsi che la ditta comprenda da sé cosa è fragile e cosa non lo è. Ma solo nei casi in cui ciò sia intuibile usando la normale diligenza.

 

Invece, laddove la fragilità dell’oggetto dipenda da elementi che implicano cognizioni tecniche sottratte alla conoscenza media – si pensi a un oggetto elettronico nascosto in un involucro a forma di libro – la ditta non è responsabile.

 


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