Pezzi di ricambio: se il meccanico ne monta uno non originale
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21 Set 2016
 
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Redazione
 


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Pezzi di ricambio: se il meccanico ne monta uno non originale

Se non c’è stato un accordo preventivo con il cliente proprietario dell’auto l’officina deve utilizzare pezzi di ricambio originali o può usare anche altre marche?

 

Immaginiamo che una persona porti la propria auto dal meccanico per sostituire un pezzo dell’auto o del motore che si è rotto. La spesa è accettabile e il proprietario affida il lavoro al meccanico.

Tempo dopo, si accorge che il pezzo di ricambio utilizzato non è “originale”: chiede pertanto all’officina che sia rifatto il lavoro senza dover pagare la manodopera (già pagata in occasione del precedente intervento), ma il meccanico si rifiuta.

Di chi è la colpa?

 

Del proprietario dell’auto? che avrebbe dovuto chiedere in maniera esplicita al meccanico la sostituzione con un pezzo originale?

 

O del meccanico? che avrebbe dovuto, in assenza di un accordo col cliente, sostituire il pezzo difettoso solo con uno originale?

La soluzione c’è…

Ed è una sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Suprema Corte, se l’officina intende sostituire un componente dell’auto con altro non originale lo deve sempre concordare prima col cliente e ottenere da questi l’autorizzazione. Di conseguenza si presume che il ricambio utilizzato sia originale.

 

Pertanto, nel caso in cui il meccanico abbia utilizzato di sua iniziativa un pezzo non originale, senza essere autorizzato dal cliente, sarà tenuto, a richiesta di quest’ultimo, a sostituirlo con uno originale, senza far pagare altri costi di manodopera. Ovviamente, il cliente dovrà corrispondere l’eventuale differenza di prezzo che vi è tra i due pezzi.

 

 

[1] Cass. sent. n. 1179/2014.

 


 


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