Il OneCoin è una truffa o la nuova cryptovaluta del futuro?
Tech
22 Set 2016
 
L'autore
Giovanni Garro
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Il OneCoin è una truffa o la nuova cryptovaluta del futuro?

Il OneCoin è una nuova cryptovaluta che promette facili guadagni ma molti pensano che sia solo una truffa basata sullo Schema Ponzi.

 

Molti avranno sentito parlare del OneCoin, la nuova cryptovaluta che promette facili guadagni a chi ci investe. Già le frasi “facile guadagno” e “sicuro investimento” dovrebbero essere un campanello d’allarme. Al Mondo nessuno regala nulla, non ci sono scorciatoie e qualsiasi investimento comporta sempre un certo rischio. In genere questo rischio è maggiore quanto più alto è il margine di guadagno. Nonostante questo, sono già migliaia le persone che attratte dal facile guadagno hanno deciso di investire i loro soldi nel OneCoin.

 

Il OneCoin viene spacciato come una nuova moneta virtuale che, al pari del Bitcoin, dovrebbe far guadagnare facilmente le persone che ci investono. A supporto di questa tesi, i suoi sostenitori utilizzano una serie di argomentazioni, facendo leva proprio sulla storia del Bitcoin, ma soprattutto sull’avidità delle persone contattate. A chi non piacerebbe dare una svolta alla propria vita e trovarsi in banca un bel gruzzoletto di quattrini senza alcuno sforzo?

 

Tra queste argomentazioni c’è ad esempio il fatto che il OneCoin è una moneta giovane e che quindi ha ampi margini di crescita mentre il BitCoin, dopo aver raggiungo l’apice, ha cominciato a registrare un certo declino.

 

Per attirare le persone nella rete vengono organizzati dei meeting dove dei tizi, magari con accento straniero che fa sempre più presa tra i partecipanti, raccontano la loro esperienza personale elogiando i vantaggi del OneCoin e come in pochissimi mesi il loro conto in banca sia cresciuto di diversi zeri a fronte di un piccolo investimento. A supporto di queste tesi, vengono mostrati video e millantate esperienze nei più grandi istituti di credito da parte della sua ideatrice, una certa Ruja Ignatova di origini bulgare.

 

Come si fa a resistere alla tentazione di staccare un piccolo assegno con la promessa di duplicare o triplicare l’investimento nel giro di pochi mesi?

 

Che si tratti davvero di una truffa non possiamo dirlo, ma gli indizi a supporto di questa tesi sono tanti. Il OneCoin ha tutte le caratteristiche dello Schema Ponzi, un sistema di investimento che promette facili guadagni a patto di reclutare altri investitori. In pratica è come una struttura piramidale dove chi sta sopra guadagna attraverso i soldi immessi da chi sta sotto per partecipare alla rete. Di conseguenza i primi che entrano guadagnano davvero molti soldi in pochissimo tempo, ma a un certo punto il sistema implode perché non ci sono più investitori che entrano pagando le quote e per le vittime è oramai troppo tardi per tirarsi indietro. Ogni Schema Ponzi, per sua stessa natura, è destinato a fallire perché prima o poi non ci saranno più persone a credere nel suo investimento, e senza l’entrata di nuovi investitori, chi è già dentro si ritroverà con un pugno di mosche in mano.

Lo Schema Ponzi è stato applicato in diverse truffe, più o meno elaborate. Per camuffarlo si cerca comunque un investimento credibile: in passato sono stati usati i diamanti, l’oro e ora potrebbe essere il caso della cryptovaluta come il OneCoin. Per chiarirci un po’ le idee, abbiamo intervistato Alessandro Curioni, esperto di informatica e di sistemi di sicurezza e autore del volume “Hacker@tack” (Jackson Libri) e di “Come Pesci nella Rete – Guida per non essere le sardine di Internet” (2016).

 

Ciao Alessandro, la prima domanda è naturalmente se il OneCoin esiste davvero o è solo un’invenzione di chi potrebbe aver messo in piedi questa truffa. 

Il OneCoin esiste all’interno di una struttura privata che poi è il gruppo con sede in Bulgaria che lo ha inventato. Allo stato attuale non si può dire che abbia un mercato. In parole semplici non è possibile spenderlo al di fuori del circuito ristretto di chi partecipa all’iniziativa. Tanto per dare un’idea del mercato delle cryptovalute, oggi esse capitalizzano, cioè hanno un valore totale in dollari, circa 12 miliardi. Di questi, 9,6 sono rappresentati dai Bitcoin e circa 1 da Ethereum. Il restante è suddiviso tra le restanti 768 cryptovalute. Tra queste non figura Onecoin. Sul sito http://coinmarketcap.com/, uno dei più autorevoli in questo settore, è possibile visualizzare i dati in tempo reale e, come è facile vedere, il OneCoin non è presente. Ormai nelle cryptovalute si stanno buttando a capofitto un po’ tutti. Da qualche tempo anche un consorzio di gruppi bancari sta studiando di produrne una propria.

 

onecoin_1

 

Quali sono le differenze maggiori col bitcoin?

La differenza sostanziale è che dietro al OneCoin esiste un ente emettitore, una sorta di Banca Centrale e questo significa un cambio sostanziale di approccio. Temi come l’anonimato e la non pignorabilità “tecnica” si spostano sostanzialmente.

 

Ci puoi spiegare qualcosa di più tecnico sul OneCoin?

Il meccanismo di fondo è quello della Blockchain, ma il problema è di come vengono estratti: sembra che le modalità siano piuttosto cervellotiche e la domanda da porsi è: perché dovrei pagare per partecipare? Nelle normali cryptovalute funziona al contrario: vengo pagato per partecipare attivamente. I promotori di questa Rete dicono che i soldi serviranno per estrarre OneCoin, ma la cosa non è molto chiara.

 

Da quello che capiamo, ci sono due cose alquanto strane per una cryptovaluta. Il OneCoin non garantisce l’anonimato e non si può spendere da nessuna parte. Ce lo confermi?

In effetti è proprio così: se c’è un emettitore è inevitabile che conosca il proprietario del wallet. Io poi non ho ancora trovato un venditore di qualsiasi genere che dichiari di accettarlo, e il fatto che non contribuisca alla capitalizzazione complessiva delle cryptovalute mi rende un po’ perplesso.

 

Possiamo dire che la rete OneCoin che promette facili guadagni ha tutta l’aria di una truffa?

Molti sospettano si tratti di uno schema Ponzi, ma non ho elementi per affermare che lo sia e nemmeno per dire il contrario. Tuttavia la forza di una moneta virtuale si basa sulla fiducia e sul fatto che venga accettata, quindi, allo stato attuale, suggerirei grande prudenza.

 

C’è chi dice di conoscere persone che realmente hanno guadagnato. Cosa ne pensi a riguardo?

Si tratta di guadagni reali o virtuali? Sono riusciti a comprare qualcosa? Altra domanda da porsi: sono riusciti a convertire i OneCoin in euro o dollari? Se lo hanno fatto perché è stato l’emettitore a effettuare il cambio valuta, potrebbe essere proprio un sintomo dello schema Ponzi. In caso contrario non hanno ancora guadagnato

 

In conclusione non è possibile sapere con certezza se si tratti o meno di una truffa secondo il metodo Ponzi?

Molti lo sospettano, ma certezze no.

 

Quindi, pur non potendo affermare con certezza che si tratti di una truffa, ci sono diversi aspetti che ci consigliano di guardare al OneCoin con una certa prudenza. La TV svizzera RSI ha dedicato uno speciale proprio al OneCoin nella trasmissione Patti Chiari che è possibile rivedere in streaming all’indirizzo http://www.rsi.ch/play/tv/popupvideoplayer?id=7399583&startTime=11.384.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti
20 Nov 2016 Franco

Questa mattina ho partecipato ad una presentazione di onecoin.
Dal mio modesto parere questa “azienda” vende dei “pacchetti”
che poi sono dei corsi, e nello stesso tempo vi “regalano” dei gettoni che poi voi investite, più il pacchetto è costoso più alta sarà il tipo di “corso” e vi “regalerro” più gettoni da investire !
Voi non investite i vostri soldi ma acquistate dei pacchetti,
e vi verranno “regalati” dei gettoni !
Peertanto i vostri soldi “LEGALMENTE” li avete usati per comprare un pacchetto ( un corso ) !