Chi è il curatore speciale dei minori
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23 Set 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Chi è il curatore speciale dei minori

Se i genitori sono inadeguati o in caso di separazione, il giudice tutelare nomina un curatore che porta avanti gli interessi dei figli. Ecco i suoi compiti.

 

La figura del curatore speciale dei minori si rende necessaria quando i genitori sono temporaneamente inadeguati a tutelare la posizione del figlio in un processo in cui vengono discussi i suoi diritti (ad esempio in caso di affidamento del minore dopo una separazione o un divorzio). Se si avverte un conflitto di interessi tra il ragazzo ed i genitori, il Tribunale nomina un curatore speciale d’ufficio [1] o su richiesta del pubblico ministero. Se il curatore è anche un avvocato, può costituirsi in giudizio personalmente, ricoprendo due ruoli in uno.

In altre parole, il curatore speciale dei minori si sostituisce al ragazzino ed agisce nel suo interesse quando i genitori o chi ne fa le veci non sono in grado di farlo.

Non si tratta, dunque, di un tutore ma di una figura che opera in una determinata situazione, in particolare in un procedimento di adottabilità o in cui si debba stabilire la potestà (ora responsabilità genitoriale) sul minore. Le funzioni del curatore speciale sono regolamentate da una legge [2] che istituisce la difesa tecnica del ragazzo e che si basa sulle Convenzioni internazionali del fanciullo siglate a Strasburgo nel 1996 ed a New York nel 1989. Entrambi gli accordi considerano il minore come un soggetto autonomo portatore di interessi ed istanze personali a cui il curatore speciale deve dare voce.

 

 

I doveri del curatore speciale dei minori

Per i motivi descritti sopra, il curatore speciale dei minori deve incontrare il ragazzo, ascoltare le sue richieste e spiegargli (quando il minore avrà compiuto i 12 anni) come si svolgerà il procedimento e quali effetti avrà su di lui.

 

Il curatore speciale dei minori può essere nominato anche per procedimenti di separazione o di divorzio dei genitori. Si pensi ai coniugi che non riescono (perché non vogliono) comunicare tra di loro e che, di conseguenza, non sono in grado di mettere in pratica una decisione del giudice. Se nessuno dei genitori muove un dito, lo stesso minore o chi per lui può rivolgersi al giudice tutelare e chiedere la nomina di un curatore speciale per rappresentare i suoi interessi. Il suo compito sarà sia quello di portare avanti la volontà del minore (ad esempio sul suo futuro accanto al padre o alla madre, talvolta a nessuno dei due) sia quello di esprimere il proprio parere di curatore speciale nell’interesse del minore che rappresenta.

 

Il curatore ha poteri e funzioni identiche a quelle che spettano ai genitori e può compiere nell’interesse del minore un certo atto giuridico nell’ambito per il quale è stato nominato, ad esempio, accettare un’eredità.

 

Ad ogni modo, il curatore speciale ha il potere di compiere soltanto atti di ordinaria amministrazione. Quelli di straordinaria amministrazione ( come gli atti che presuppongono una riduzione del patrimonio) possono essere compiuti solo con l’autorizzazione del giudice tutelare su richiesta di entrambi i genitori. Se non ci sono queste condizioni, questi atti possono essere considerati definitivamente nulli, cioè nemmeno sanabili con una successiva autorizzazione.

 

 

Chi paga il curatore speciale dei minori?

Se viene nominato anche come difensore all’interno del procedimento, potrà chiedere al suo assistito l’applicazione delle relative tariffe professionali forensi. Ma se il minore non possiede alcun patrimonio, sarà possibile accedere al gratuito patrocinio a spese dello Stato.


[1] Art. 78 cod. pen.

[2] Legge 149/2001.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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