Se l’ex moglie non fa vedere i figli al padre paga i danni
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21 Set 2016
 
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Redazione
 


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Se l’ex moglie non fa vedere i figli al padre paga i danni

Pas: al papà spetta il risarcimento per il danno da alienazione parentale scaturito dal comportamento della madre che allontana i figli dall’ex marito, screditandolo e parlandone male.

 

Se la mamma allontana i figli dall’ex marito, parlandone continuamente male, mettendolo in cattiva luce e istigando nei bambini un odio istintivo verso il papà, tanto da non volerlo più vedere, deve versare all’uomo il risarcimento del danno. Si parla, a riguardo, di «danno da alienazione parentale» e, anche se non tutti gli esperti della materia sono d’accordo sul fatto che esista una vera e propria patologia di questo tipo in capo ai minori cui viene inconsciamente inculcato il disprezzo per il genitore, molti giudici invece riconoscono il diritto all’indennizzo. Al di là, infatti, di come si voglia definire questo comportamento illecito e le conseguenze che da esso discendono, il padre che perde l’affetto dei figli per un deprecabile comportamento della madre ha diritto a un risarcimento, risarcimento che a volte è anche di importo particolarmente elevato. Lo ha chiarito il tribunale di Roma in una recente sentenza [1] che ha condannato una donna a pagare ben 20mila euro.

 

Del danno da alienazione parentale (o genitoriale) abbiamo più volte parlato in queste pagine, commentando le recenti sentenze emesse dalla Cassazione, del tribunale di Cosenza e della Corte di Appello di Catanzaro. In verità, della cosiddetta Pas (come viene più semplicemente chiamata la sindrome in commento) si parla già da diversi anni. Ma al di là di quello che dice la letteratura scientifica, la legge ha sempre considerato illecito l’impedire a un genitore i rapporti con i propri figli, così come negare ai figli l’affetto di un genitore. Quindi, se la madre o il padre si mette in mezzo tra la prole e l’ex coniuge, facendo sì che tra questi non vi siano più legami affettivi, è suscettibile di condanna al risarcimento dei danni, tanto che lo faccia in modo esplicito quanto con comportamenti subdoli e indiretti.

 

Secondo il tribunale di Roma, è condannata a risarcire il danno non patrimoniale da alienazione parentale la mamma che dopo la separazione fa in modo che il padre non abbia più rapporti con il figlio minore. E ciò perché il tentativo di eliminazione della figura paterna integra una violazione del diritto alla genitorialità tutelato dalla Costituzione.

 

Ma a quanto ammonta il risarcimento che spetta al papà per essersi visto mettere i figli contro? In assenza di un criterio certo e matematico, il danno può essere liquidato – si legge in sentenza- in forma equitativa, ossia secondo quanto al giudice appare giusto in base alle concrete circostanze. Indubbio è, infatti – e non richiede prova – che l’impedire legami affettivi tra figli e uno dei genitori costituisce una lesione di interessi inerenti la persona non connotati da rilevanza economica.

 

«È evidente», si legge nella sentenza in commento, che la sistematica «denigrazione» dell’uomo e della sua famiglia sono diretta conseguenza del comportamento della ex moglie. E nel caso di specie, ad avvalorare i sospetti era intevenuta la relazione del perito nominato dal tribunale il quale aveva ipotizzato la sussistenza della Pas. Il tutto confermato dalla testimonianza dell’operatore dei servizi sociali.


[1] Trib. Roma sent. n. 567/16.

 


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