Chiudere una società: regole ed effetti su rapporti pendenti
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23 Set 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


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Chiudere una società: regole ed effetti su rapporti pendenti

Quali sono gli adempimenti pratici necessari per la cessazione di una società? Qual è la sorte dei debiti e dei crediti rimasti in sospeso?

 

Per cancellare una società dal Registro delle imprese, chiudere la partita Iva e svolgere gli adempimenti previdenziali (Inps) e assicurativi (Inail) conseguenti alla cessazione, è obbligatorio avvalersi della Comunicazione unica. Il procedimento, attivabile sul sito internet del Registro delle imprese, permette di semplificare tutta la procedura, oggi totalmente informatizzata. La società si estingue automaticamente con la dichiarazione e i rapporti pendenti di debito e credito si trasmettono di diritto agli ex soci.

La Comunicazione unica: cos’è e come funziona

La Comunicazione unica è un sistema telematico (obbligatorio dall’1 aprile 2010) che permette di eseguire online tutte le pratiche necessarie ad una qualsiasi operazione societaria, compresa la cessazione dell’attività [1]. Tramite tale strumento si adempiono in una singola operazione tutti gli oneri amministrativi prescritti dalla legge nei confronti del Registro delle imprese, dell’Agenzia delle entrate, dell’Inps e dell’Inail. Pertanto, non è necessario intraprendere una pratica diversa per ciascuno di questi enti, essendo possibile svolgere tutto in un unico contesto digitale. Per la chiusura della società e tutti gli adempimenti relativi (cancellazione dalla Camera di commercio, chiusura della partita Iva, pratiche previdenziali e assicurative) occorre quindi accedere esclusivamente al sito internet del Registro delle imprese, avviare il software della Comunicazione unica e compilare i moduli necessari (nel caso che ci occupa, si dovrà indicare l’adempimento «cancellazione»).

 

Il soggetto tenuto alla dichiarazione (a seconda dei casi, il liquidatore, il notaio o il professionista incaricato) dovrà apporre la firma digitale sul documento. Occorrerà altresì pagare i diritti di segreteria previsti (90 euro, 18 per le società semplici), nonché l’imposta di bollo (59 euro per le società di persone, 65 euro per le società di capitali). Inviata la Comunicazione unica al Registro delle imprese, sarà struttura a far pervenire le varie dichiarazioni a Inps, Inail e Agenzia delle entrate. L’autore della comunicazione riceverà presto una notifica di avvenuta conclusione della procedura. La cancellazione della società dal Registro delle imprese avverrà entro cinque giorni dalla notifica.

La sorte dei debiti e dei crediti sociali dopo l’estinzione della società

La Cassazione ha espressamente sancito, a sezioni unite, che l’avvenuta dichiarazione di cancellazione dal Registro delle imprese determina automaticamente l’estinzione della società [2]. Pertanto, concluso l’iter precedentemente analizzato, non residuerà alcuna compagine sociale titolare di posizioni creditorie e debitorie nei confronti di terzi. Si verificherà, quindi, una sorta di fenomeno successorio (simile a quello che coinvolge il defunto e gli eredi). I debiti e i crediti saranno trasferiti di diritto agli ex soci, che subentrano nelle obbligazioni dell’ente estinto [2].

 

Quanto ai debiti, la Cassazione chiarisce che i soci dovranno rispondere con quanto percepito in sede di liquidazione (per i soci limitatamente responsabili) o con l’intero patrimonio personale (nel caso di soci illimitatamente responsabili). Inoltre, essendo la società estinta, quest’ultima non potrà agire né essere convenuta in giudizio. Ne deriva che la cessazione dell’ente configura una causa di interruzione del processo eventualmente pendente, con conseguente onere di riassunzione o prosecuzione dello stesso nei confronti dei soci [3]. I processi instaurati dopo la conclusione della fase di liquidazione, invece, andranno promossi direttamente nei confronti di questi ultimi.

 

Con riferimento ai crediti sociali, invece, la Cassazione distingue le «mere pretese» dai crediti certi e liquidi. Nel primo caso, i giudici affermano che essi si intendono rinunciati se la cancellazione della società è avvenuta senza l’espletamento, da parte dei liquidatori, dell’attività necessaria ad iscriverli in bilancio. Ciò viene inteso, quindi, come una sorta di rinuncia tacita al conseguimento di tali pretese. Stessa sorte si avrà per i crediti rimasti controversi o non liquidi (il cui importo cioè non è stato ancora accertato) dopo l’estinzione. Invece, quanto ai beni sociali residui e ai crediti certi e liquidi (per i quali si presume che, se conosciuti, non sarebbero stati trascurati dai liquidatori e sarebbero stati iscritti a bilancio), essi saranno trasmessi in capo ai soci che diventeranno comproprietari dei beni e contitolari dei crediti. Su ciascuno di essi, quindi, graverà l’onere di chiederne la riscossione.


In pratica

Per cancellare una società dal Registro delle imprese occorre utilizzare il sistema telematico della Comunicazione unica. Esso permette di riunire in una sola pratica digitale tutti gli adempimenti dovuti verso l’Agenzia delle entrate, l’Inps e l’Inail. La conclusione della procedura informatica comporta automaticamente l’estinzione della società, che quindi non è più capace di agire o resistere in giudizio. Le obbligazioni sociali (debiti e crediti) vengono dunque trasferite in capo ai soci.

[1] Il sistema è stato introdotto dall’art. 9, D.L. n. 7/2007, convertito nella L. 40/2007.

[2] Cass. sent. nn. 4060/2010, 4061/2010 e 4062/2010 del 22/02/2010.

[3] Cass. sent. nn. 6070/2013, 6071/2013 e 6072/2013 del 12/03/2013.

[4] Artt. 299 ss. cod. proc. civ.

 


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