Se non pago il recupero crediti mi pignorano lo stipendio?
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25 Set 2016
 
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Se non pago il recupero crediti mi pignorano lo stipendio?

Mi ha telefonato un’agenzia di recupero crediti e l’operatore mi ha detto che se non pago subito mi pignorano lo stipendio: è possibile?

 

Difficilmente un pignoramento dello stipendio (o qualsiasi altro tipo di pignoramento) può scattare dopo pochi giorni dalla telefonata dell’agenzia di recupero crediti. Ecco spiegato il perché.

La società di recupero crediti agisce, di norma, prima che la pratica venga affidata a un avvocato e, quindi, la telefonata interviene in una fase anteriore a quella giudiziale. Solo dopo si passa alla causa vera e propria (o, in caso di fatture e altre prove scritte, al decreto ingiuntivo) e al conseguente pignoramento. Difatti le società creditrici (banche, compagnie della luce o del telefono, assicurazioni, finanziarie, eccetera) si rivolgono alle società di recupero crediti proprio per evitare i costi conseguenti alle azioni giudiziarie (costi che comprendono non solo l’onorario di un avvocato, ma anche le tasse di avvio del giudizio, le notifiche, i bolli, cui poi si aggiunge il fattore tempo, di certo il costo più impegnativo per una società).

 

Ebbene: senza una sentenza o un atto che abbia la stessa forza di una sentenza (un decreto ingiuntivo non opposto entro 40 giorni; una cambiale; un assegno; un contratto di mutuo stipulato davanti al notaio) non è mai possibile procedere al pignoramento dello stipendio, all’iscrizione di un’ipoteca o a qualsiasi altra forma di esecuzione forzata nei confronti del debitore. Il creditore deve, quindi, essere in possesso di quello che si definisce titolo esecutivo, senza il quale è impossibile rivolgersi all’ufficiale giudiziario.

 

È chiaro che, per tutelare il diritto di difesa dei cittadini, l’avvio di una causa o l’esecutività di un decreto ingiuntivo devono essere preceduti da una serie di notifiche che mettano «in allarme» il debitore, dandogli la possibilità di scegliere se pagare o difendersi. Non solo, anche dopo che il creditore ha ottenuto il cosiddetto titolo esecutivo, prima di avviare il pignoramento vero e proprio (dello stipendio o di qualsiasi altro bene) deve notificare al debitore il cosiddetto atto di precetto: si tratta di un ultimo invito a pagare entro 10 giorni, consegnato dall’ufficiale giudiziario o dal postino in una busta verde.

 

Insomma, prima di arrivare al pignoramento dello stipendio possono passare diversi mesi, se non anni. Quel che ha detto il dipendente della società di recupero crediti è certamente falso e, peraltro, illecito. Il Garante ha infatti più volte bacchettato le agenzie di recupero crediti che utilizzano mezzi violenti o preannuncino conseguenze non vere solo per ottenere il pagamento da parte dei debitori.


 


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