Rescindere un affitto prima del tempo è possibile?
Lo sai che?
25 Set 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Rescindere un affitto prima del tempo è possibile?

Devo prendere in affitto un appartamento per un solo anno ma ogni padrone di casa fa solo contratti 4+4: posso stipulare uno di questi e poi rescinderlo dopo un anno?

 

Abbiamo spesso parlato, in queste stesse pagine, del recesso anticipato dall’affitto e abbiamo anche chiarito come le regole relative al padrone di casa siano sostanzialmente diverse da quelle per l’inquilino: se per il primo sono davvero risicate le possibilità di interrompere, prima del termine, la locazione, per il conduttore invece si aprono maggiori chance, anche se, in linea di massima, è vietato anche per quest’ultimo il recesso senza una valida motivazione. In particolare, il contratto di affitto non ammette disdette anticipate salvo che:

  • tale diritto sia previsto nel contratto stesso;
  • sussista una grave ragione.

 

Solo in tali due ipotesi, l’inquilino può svincolarsi dall’obbligo di rispettare il termine di scadenza. Dunque, la prima cosa da fare, è verificare se, nel contratto, siano previste specifiche ragioni che consentono al conduttore di disdire l’affitto prima della scadenza. In caso contrario, non resta che appigliarsi a una valida ragione. Ed è proprio su questo fronte che la giurisprudenza ha fornito, più volte, importanti chiarimenti, stabilendo quando si può parlare di grave ragione di recesso dal contratto di affitto.

 

Per approfondimenti, leggi

Affitto, come si esercita il recesso,

Recesso dall’affitto

Disdetta della locazione

 

 

Quali sono le gravi ragioni per la disdetta anticipata dell’affitto?

Il concetto di «grave ragione» è volutamente generico per consentire al giudice di valutare, caso per caso, l’importanza del motivo addotto. È comunque importante ricordare che, anche in caso di sussistenza di una grave ragione, è necessario dare il preavviso di sei mesi, durante il quale bisognerà regolarmente pagare il canone di locazione.

 

Vediamo ora cosa si intende per grave ragione. Secondo la giurisprudenza si deve trattare di situazioni che:

  • non erano prevedibili al momento della firma del contratto di affitto: ad esempio, un eventuale trasferimento imprevisto, un licenziamento o il fallimento dell’azienda per chi aveva preso in affitto un appartamento vicino al posto di lavoro, una grave malattia di un familiare che richiede maggiore vicinanza per l’assistenza quotidiana, eccetera.

Non può trovare, invece, giustificazioni l’ipotesi di chi già sappia, alla stipula della locazione, che la durata della stessa non potrà protrarsi oltre un determinato periodo: si pensi al caso prospettato dal lettore, o di chi ha ottenuto un contratto di lavoro a tempo determinato per un anno e sappia già che, alla sua scadenza, dovrà trasferirsi;

  • estranei alla sua volontà: la grave ragione non deve essere determinata dal comportamento dell’inquilino. È tale, ad esempio, il caso dell’anziano che, divenuto disabile, non possa più fare le scale in un condominio che presenti le barriere architettoniche.

Secondo la giurisprudenza è una valida causa di recesso anticipato la presenza di un vicino rumoroso (o del suo cane) quando il disturbo superi la soglia della normale tollerabilità e incida sulla qualità della sua vita.

Sempre secondo la giurisprudenza, è valida causa di recesso anticipato un trasferimento del luogo di lavoro (ad esempio per il dipendente di banca), purché detto trasferimento non sia stato richiesto dall’inquilino, questi non era già a conoscenza alla firma del contratto e la nuova sede sia particolarmente distante dalla precedente (leggi Recesso dall’affitto per trasferimento).

 

Insomma, la disdetta anticipata dalla locazione (o – per usare un’impropria definizione comunemente usata – la rescissione dell’affitto prima del tempo) “tali da rendere oltremodo gravosa la prosecuzione della locazione”. Per poter dire che la prosecuzione della locazione è “oltremodo gravosa”, bisogna valutare il singolo caso, ma in generale si può dire che la valutazione deve riguardare sia il profilo economico che le esigenze di vita del conduttore medesimo. Invece, non rileva la mera convenienza dell’affare: così se l’inquino ha semplicemente trovato un altro appartamento a un prezzo più vantaggioso non può dare la disdetta al precedente contratto.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti