Disperdere le ceneri di un defunto: come e quando è possibile
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26 Set 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Disperdere le ceneri di un defunto: come e quando è possibile

In previsione della morte sono in molti coloro che chiedono, lasciando espresse volontà, di essere cremati, con dispersione delle ceneri in un luogo caro, vediamo come e quando questo è possibile.

 

Con la cremazione le spoglie mortali vengono date alle fiamme, riducendosi in cenere. Tale pratica viene scelta sia da coloro che abbracciano le religioni, quali ad esempio i culti orientali che, al contrario, da coloro che non hanno alcuna fede religiosa e desiderano che il proprio corpo venga distrutto completamente dopo la morte.

Mentre negli Stati esteri, come ad esempio gli Stati Uniti, i parenti dei defunti cremati, in base alle disposizioni o alle ultime volontà, hanno sempre potuto decidere liberamente di conservare le ceneri all’interno di un’apposita urna, collocata presso la propria abitazione o in quella del congiunto, oppure di dispenderle nei luoghi cari, come ad esempio il mare, in Italia questo, sino al 2001, non era assolutamente possibile. Le ceneri dei defunti cremati dovevano essere conservate nei reliquari istituiti presso le aree cimiteriali, proprio come accade per le salme sepolte. Inoltre, la dispersione delle ceneri era totalmente vietata, considerata addirittura un reato.

 

Fortunatamente, per la mutata coscienza circa il rispetto della volontà dei defunti e la sensibilità di coloro che hanno chiesto a gran voce la definizione di tale grave mancanza da parte dello Stato, è intervenuta una legge [1] che ha finalmente messo ordine nella materia.

Tale legge non solo ha consentito la possibilità della conservazione in casa, in urne perfettamente sigillate e atte allo scopo, delle ceneri delle spoglie mortali ma ne ha anche liberalizzato la dispersione. Quest’ultima però non può avvenire automaticamente ma deve essere autorizzata dall’Ufficiale di Stato civile, su diretta ed espressa volontà del defunto risultante da atto scritto. Possono procedere alla dispersione i congiunti o l’esecutore testamentario in aree appositamente dedicate, presso il cimitero oppure in luoghi aperti, come il mare, i laghi o i boschi privi di natanti e manufatti.

La legge ha predisposto inoltre la realizzazione di sale attigue al forno crematorio in modo da consentire ai parenti di svolgere una commemorazione o un rito celebrativo della persona scomparsa.

Infine, allo scopo di eventuali indagini giudiziarie relative alla necessità dell’individuazione del DNA, il medico necroscopo, deve provvedere, prima della procedura di cremazione e dunque di distruzione totale del corpo, al prelevamento di un campione biologico di pelle o capelli del defunto, conservato in caso di necessità per almeno dieci anni dal decesso.


[1] Legge n. 130 del 30.3.2001

 


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