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Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2016

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Lo sai che? Concordato preventivo: non si può escludere l’Iva

> Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2016

Il debito Iva non può essere completamente cancellato; la transazione fiscale deve prevedere un versamento anche minimo.

L’imprenditore che non ha pagato l’Iva può chiedere un saldo e stralcio ricorrendo alla procedura del concordato preventivo, ma un minimo deve pur sempre versarlo. Non può infatti cavarsela con la richiesta di cancellazione di tutto il debito. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Di recente la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sdoganato la possibilità di far rientrare, tra le richieste del concordato preventivo, anche i debiti Iva: il contribuente può, insomma, presentare una transazione fiscale che gli consente di pagare di meno di quanto gli è dovuto. Ma questa facoltà – che di certo si conforma ai tempi di difficoltà economiche che affrontano le nostre imprese – non può spingersi sino ad autorizzare una cancellazione totale del carico fiscale per sanzioni e interessi.

La Corte ha così dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il decreto che aveva a sua volto giudicato inammissibile la proposta di concordato preventivo con parziale cessione dei beni presentata da una Srl in liquidazione per via della totale compressione del credito Iva senza neanche un pagamento anche solo parziale.

In definitiva, sì al pagamento solo parziale dell’Iva, nell’ambito di un concordato preventivo, corroborato dalla relazione di un professionista che attesti che il credito non troverebbe migliore trattamento in caso di fallimento. Ma neppure la totale cancellazione.

note

[1] Cass. sent. n. 8804/16 del 4.05.2016.

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1 Commento

  1. Il vostro articolo mi ha fornito un approfondimento molto interessante e completo in materia di concordato preventivo (che è poi il tema della mia tesi). Ricordo, però, che di recente si è espresso il Tribunale di Bergamo fornendo una rivoluzionaria visione dell’istituto giuridico.

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