Tassa rifiuti: accertamento nullo se non indica aree tassabili
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26 Set 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Tassa rifiuti: accertamento nullo se non indica aree tassabili

L’avviso di accertamento notificato dal Comune per la riscossione della TARI o TARSU deve indicare, a pena di nullità, la specifica superficie tassata.

 

È illegittimo e quindi nullo per difetto di motivazione l’avviso di accertamento TARI o TARSU che non indica in modo preciso le aree tassate (per esempio, se superficie coperta o scoperta dell’appartamento o locale commerciale del contribuente).

 

È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Bari [1].

 

Secondo i giudici, la mancata indicazione della superficie tassata dell’immobile costituisce un grave vizio di motivazione dell’avviso di accertamento quando non consente al contribuente di comprendere a quale tipologia di area faccia riferimento l’amministrazione comunale (per esempio se all’appartamento o al cortile), tanto più se questi aveva già presentato la dichiarazione relativa all’immobile e il Comune ha accertato ulteriori aree soggette a tassazione.

 

La motivazione non può consistere nel mero riferimento al verbale con il quale la polizia municipale ha accertato la superficie tassabile dell’immobile se neppure quest’ultimo fornisce dati comprensibili e non equivoci sull’oggetto e sull’esito del controllo eseguito.

 

Tale difetto di motivazione comporta l’impossibilità per il contribuente di comprendere l’esatta consistenza della pretesa tributaria e, conseguentemente, l’ambito delle difese da preparare e svolgere in sede di impugnazione.

 

La compressione del diritto di difesa determina l’illegittimità, con conseguente nullità, dell’avviso di accertamento. In caso di impugnazione vittoriosa dell’avviso di accertamento TARI o TARSU non adeguatamente motivato, il Comune soccombente è condannato all’eliminazione del provvedimento dichiarato nullo e al pagamento delle spese processuali.


[1] CTP Bari, sent. n. 2533/10/2016.

 


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