Rifiuti altrui sul proprio terreno da smaltire se lo ordina il Comune
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26 Set 2016
 
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Rifiuti altrui sul proprio terreno da smaltire se lo ordina il Comune

Il proprietario di un terreno è tenuto a vigilare sull’area di sua proprietà e ad evitare i pericoli per igiene e salute pubblica: quindi deve smaltire i rifiuti in esso presenti anche se buttati da altre persone.

 

Se qualcuno ha buttato rifiuti pericolosi sul tuo terreno e questi possono essere nocivi per la salute pubblica, il Comune può obbligarti a smaltirli a tue spese: non importa il fatto che tu non abbia colpa nella vicenda e che i colpevoli del danno ambientale siano altre persone. Il proprietario di un terreno è tenuto a evitare che lo stesso possa costituire un pericolo per l’igiene e la salute pubblica, e quindi deve vigilare sullo stesso, divenendone conseguentemente responsabile. È quanto chiarito dal Tar Piemonte in una recente sentenza [1].

 

Il proprietario del terreno deve attivarsi se a obbligarlo è un’ordinanza del sindaco. E questo perché la salute della collettività viene prima dell’accertamento delle responsabilità relative all’abbandono, sul terreno altrui, di rifiuti. Del resto, il codice civile stabilisce una responsabilità oggettiva, in capo al titolare di un bene (mobile o immobile) per i danni che da questo possono discendere a terzi: e “responsabilità oggettiva” significa che essa prescinde tanto dalla malafede quanto dalla colpa. Basta la semplice proprietà per obbligare il titolare a smaltire i rifiuti abbandonati da terzi sul suo terreno. E ciò perché è il diritto stesso di proprietà sul terreno, così come disciplinato dalla Costituzione, a imporre all’intestatario di attivarsi, vigilando su ciò che è suo contro i pericoli per l’igiene e la salute pubblica.

 

A ben vedere una colpa il proprietario ce l’ha: ed è l’omissione nel controllo dell’area sua. Una negligenza e un’incuria che, secondo i giudici amministrativi, si paga amaramente.

 


[1] Tar Piemonte, sent. n. 994/16.

 


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