Servitù di pubblico passaggio sulle aree del condominio
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27 Set 2016
 
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Servitù di pubblico passaggio sulle aree del condominio

Sotto porticati, tettoie, su corti e spiazzi del condominio si può formare una servitù a seguito di usucapione per il passaggio della collettività dei pedoni.

 

Se, su uno spazio di proprietà del condominio, transita regolarmente e senza limiti la collettività, si forma una servitù di pubblico passaggio e il condominio non può più impedire che ciò si verifichi. Anzi, chi utilizza tale area per fini personali (ad esempio per allestire una mostra) dovrà per di più pagare la Cosap, l’imposta comunale sull’occupazione degli spazi pubblici. È quanto chiarito dal Tar Lazio in una recente sentenza [1].

 

L’utilizzo prolungato di un’area privata può implicare, a favore di un altro soggetto, l’acquisto della proprietà mediante usucapione. Il semplice transito, invece, sull’area del condominio per 20 anni, se pacifico e non contrastato, comporta la nascita di una servitù di pubblico passaggio (la nuda proprietà resta però in capo al condominio). In particolare, il possesso del bene deve essere pubblico (non clandestino) pacifico (non iniziato con la violenza): è quanto chiarisce il codice civile [2] ove si legge che «Il possesso acquistato in modo violento o clandestino non giova per l’usucapione se non dal momento in cui la violenza o la clandestinità è cessata». Se si realizzano queste condizioni, anche le servitù possono essere usucapite [3].

 

Così, se la collettività indeterminata dei passanti utilizza in modo continuativo e prevalente uno spazio condominiale fa sì che su di essa sorga una servitù pubblica di passaggio: si pensi all’area relativa al porticato condominiale, allo spiazzo o alla corte adiacente al palazzo, al marciapiedi laterale o a quello prospiciente la facciata dell’edificio che appartenga al condominio e non al Comune. Se chiunque vi può transitare liberamente nel corso di una passeggiata, perché non è stato chiuso o transennato, allora il condominio rimane titolare solo della nuda proprietà e si forma la servitù di pubblico passaggio in favore della comunità.

 

Così sotto il porticato di un edificio, laddove sono presenti ad esempio una serie di negozi e i passanti sono soliti passeggiare, il Comune potrebbe anche chiedere il pagamento della Cosap qualora detto spazio venga utilizzato da altri soggetti per esposizione e vendita di oggettistica o per una mostra d’arte. Non si può più ritenere, infatti, in tali casi, l’occupazione come ricadente su area privata e l’amministrazione può richiedere il pagamento dei canoni per l’occupazione del suolo, sostenendo che sull’area condominiale in questione si è formata una servitù pubblica di passaggio.


La sentenza

07858/2016 REG.PROV.COLL. N. 16697/2014 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 16697 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto dalla Associazione Culturale Collezionando PMS, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avv. Gianfranco Passalacqua, Guglielmo Calcerano, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, Via Giovanni Vitelleschi, 26;

contro

Roma Capitale – Municipio I, in persona del Sindaco p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Alessandro Rizzo, con domicilio eletto presso gli uffici dell’avvocatura Capitolina in Roma, Via Tempio di Giove, n. 21;

con ricorso introduttivo,

per l’annullamento, previa sospensiva,

1- del provvedimento Roma Capitale, Municipio I Centro, UOA, Sportello Unico Attività produttive – Ufficio Manifestazioni – prot. n. 154874/14 recante “Concessione O.s.p. Temporanea a favore dell’Associazione culturale ‘Collezionando PMS ‘, Piazza Augusto Imperatore 2-16-23-30 novembre 2014″

nella parte in cui subordina la concessione al pagamento di Cosap, in asserita

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[1] Tar Lazio, sent. n. 7816/1016.

[2] Art. 1163 cod. civ.

[3] Art. 1061 cod. civ.

 


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