Pensione anticipata, Ape social sotto 1500 euro mensili
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27 Set 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione anticipata, Ape social sotto 1500 euro mensili

Anticipo pensionistico senza penalizzazioni soltanto per i lavoratori la cui futura pensione non supera 1500 euro al mese.

 

Confermata l’Ape social, ma non per tutti: l’anticipo pensionistico a 63 anni di età, difatti, sarà possibile soltanto per alcune categorie di soggetti svantaggiati, la cui futura pensione non supera 1500 euro mensili lordi. È quanto reso noto dal Governo, che sta attualmente lavorando al nuovo decreto legge che definisce l’operatività dell’anticipo della pensione. Ma facciamo subito chiarezza e scopriamo le ultime novità in merito.

 

 

Ape: anticipo della pensione

L’Ape, sigla che sta per anticipo pensionistico, è un trattamento che anticipa, sino a 3 anni e 7 mesi, il godimento della pensione di vecchiaia. In pratica, grazie all’Ape ci si può pensionare a 63 anni di età anziché a 66 anni e 7 mesi. Resta invariato il requisito contributivo, pari a 20 anni.

Il trattamento anticipato, che può arrivare a un massimo pari al 95% della futura pensione, è ottenuto grazie a un prestito bancario. Questo prestito deve essere restituito dall’interessato, mediante il pagamento di rate ventennali: le rate determinano, dunque, una penalizzazione della pensione.

Ancora non è stato stabilito a quanto ammonterà la futura penalizzazione, ma, in base agli studi elaborati dagli esperti, dovrebbe essere pari al 5%-6% della quota retributiva della pensione per ogni anno di anticipo. In buona sostanza, con 3 anni e 7 mesi di anticipo la penalizzazione potrebbe arrivare anche al 21%.

Per alcune categorie di soggetti, però, la penalizzazione non ci sarà e per altre sarà ridotta.

 

 

Ape social

L’Ape social è la sigla utilizzata per indicare l’anticipo pensionistico senza tagli sull’assegno. L’Ape senza penalizzazioni sarà possibile grazie all’applicazione di un bonus fiscale, che andrà ad azzerare l’impatto delle arte del prestito sulla pensione.

I beneficiari dell’Ape social, in base a quanto reso noto, saranno:

  • i disoccupati che hanno terminato di fruire degli ammortizzatori sociali;
  • gli invalidi;
  • i beneficiari della Legge 104, cioè coloro che assistono un familiare portatore di handicap grave;
  • i lavoratori addetti a mansioni ad alto rischio infortuni.

Le ultime notizie, invece, non confermano l’inclusione nella categoria di tutti gli addetti a mansioni faticose e pesanti. Ad ogni modo, per beneficiare dell’Ape social non basterà essere inclusi nelle categorie nominate, ma bisognerà avere anche una pensione lorda mensile inferiore a 1.500 euro: restano dunque fuori i lavoratori svantaggiati, ma con reddito pensionabile alto.

 

 

Ape ridotta

Altre categorie, invece, beneficeranno di un’Ape con penalizzazioni ridotte.

Gli interessati sono:

  • i lavoratori in esubero a seguito di ristrutturazione aziendale: per questi soggetti, l’azienda pagherà un contributo che servirà a coprire parte del prestito;
  • i lavoratori aderenti alla previdenza complementare: per loro sarà possibile coprire parte del finanziamento grazie alla Rita, la rendita integrativa anticipata, tramite la quale si potrà godere prima del tempo della pensione integrativa maturata per diminuire l’impatto del prestito.

 


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