Bonus produttività dipendenti sino a 4000 euro
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27 Set 2016
 
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Noemi Secci
 


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Bonus produttività dipendenti sino a 4000 euro

Raddoppia la detassazione dei premi produttività per i lavoratori dipendenti: bonus sino a 4000 euro annui, esenzione totale per le misure di welfare.

 

Ancora più conveniente, nel 2017, la detassazione dei premi di produttività per i dipendenti: il beneficio della tassazione sostitutiva al 10%, difatti, sarà elevato sino a 4.000 euro annui, mentre la detassazione sarà totale e non ci saranno soglie massime per la fruizione di misure di welfare aziendale. Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza su queste misure a favore dei lavoratori subordinati.

 

 

Detassazione premi: che cos’è

La detassazione dei premi di produttività è la possibilità di escludere dal reddito imponibile del lavoratore le quote di salario collegate al miglioramento del rendimento. In pratica, se una somma è corrisposta ai dipendenti in virtù del miglioramento della produttività, della qualità, dell’organizzazione o dell’innovazione, grazie al raggiungimento di determinati obiettivi, questa somma, detta salario o premio di produttività, non entra a far parte del reddito imponibile, sino a una determinata soglia.

Il premio, o salario, di produttività beneficia di un’imposta sostitutiva al 10%; se, però, la parte di retribuzione collegata al miglior rendimento è sostituita da misure di welfare aziendale, i benefits sono totalmente detassati (nei limiti di quanto previsto dal Testo unico delle imposte sui redditi). Un vantaggio non indifferente per i dipendenti, incentivati, così, a migliorare le proprie prestazioni, senza temere che i soldi percepiti in più aumentino le tasse.

La soglia massima detassabile è pari:

  • per il 2016, a 2.000 euro annui, per i dipendenti con reddito imponibile sino a 50.000 euro; la soglia è elevata a 2.500 euro, se l’azienda prevede la partecipazione paritetica dei dipendenti all’organizzazione del lavoro;
  • per il 2017, a 3.000 euro annui; la soglia è elevata a 4.000 euro, se l’azienda prevede la partecipazione paritetica dei dipendenti all’organizzazione del lavoro;
  • nei casi in cui la detassazione è totale, in quanto, anziché di una somma di denaro, si beneficia di una misura di welfare aziendale (anche erogata sotto forma di voucher), non ci sono soglie massime.

 

 

Premi di produttività: quando sono detassabili?

I premi per i dipendenti, per poter beneficiare della tassazione sostitutiva, devono essere strettamente legati agli aumenti della produttività.

Secondo quanto previsto dalla normativa, si può avere un incremento della produttività quando si verifica:

  • un aumento della produzione;
  • un risparmio nell’utilizzo di fattori produttivi;
  • un’innovazione nei prodotti, nei servizi o nell’organizzazione;
  • una diminuzione delle assenze;
  • un miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi.

Si tratta dunque di criteri piuttosto elastici, definiti in modo preciso, però, dagli accordi collettivi territoriali e aziendali, che devono stabilire degli obiettivi ed un lasso di tempo massimo entro il quale devono verificarsi i miglioramenti. È possibile, comunque, misurare i miglioramenti anche utilizzando più di un criterio, tra quelli elencati e non. L’importante, per evitare contestazioni future, è che i parametri utilizzati siano oggettivamente riscontrabili e che siano adatti a verificare l’effettiva sussistenza di un miglioramento di qualità, produttività, redditività, efficienza o innovazione.

I contratti possono includere, tra le modalità di lavoro incentivabili, il lavoro agile (cioè quello a distanza, svolto anche dall’abitazione del dipendente), in quanto realizza un risparmio di fattori produttivi ed un incremento della produzione.

Gli accordi collettivi, per essere validi, devono essere depositati presso la Direzione territoriale del lavoro (Dtl) e firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dalle rappresentanze sindacali aziendali o unitarie; ai contratti deve essere allegata un’autodichiarazione di conformità, ed un eventuale piano di coinvolgimento dei dipendenti nell’organizzazione aziendale.

L’esistenza effettiva degli incrementi deve comunque essere oggettivamente verificabile (ad esempio attraverso la redazione di report).

 

 

Il coinvolgimento nell’organizzazione del lavoro

Come appena esposto, la somma detassabile annua può salire a 2.500 euro (4.000 euro per il 2017), se i dipendenti sono coinvolti nell’organizzazione del lavoro.

Secondo la normativa, il coinvolgimento dei dipendenti può avvenire:

  • costituendo gruppi di progetto per il miglioramento e l’innovazione di singole aree produttive;
  • costituendo sistemi di produzione nei quali operano congiuntamente responsabili aziendali e lavoratori.

 

 

Welfare aziendale

Se il premio è erogato, anziché in denaro, con misure di welfare (contrattate a livello aziendale), il beneficio è totalmente esente da imposte.

Le misure di welfare possono consistere in beni e servizi, offerti anche sotto forma di voucher, sia elettronici che cartacei. Ad esempio, possono essere erogati i voucher per il pagamento di servizi assistenziali per i familiari del lavoratore.

Rientrano nell’insieme delle misure detassate anche le somme destinate alla previdenza complementare, le borse di studio offerte ai figli dei dipendenti, e, in generale, tutte le misure che migliorano la qualità della vita dei dipendenti e la conciliazione famiglia-lavoro.


 


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