Palpeggiare i glutei di una donna è reato
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27 Set 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Palpeggiare i glutei di una donna è reato

Commette il delitto di violenza sessuale l’uomo che palpeggia i glutei o il seno di una donna contro la sua volontà.

 

Eri solo con una ragazza, sembrava interessata a te e, quindi, quando si è alzata le hai toccato ingenuamente il sedere? Se lei non era d’accordo rischi una condanna per abuso sessuale.

È ciò che ha deciso la Cassazione con una recentissima sentenza [1] nella quale ha chiarito che:

  • commette violenza sessuale, seppure «di minore gravità», la persona che, volontariamente o ingenuamente, palpeggi i glutei di una donna contro la sua volontà;
  • le dichiarazioni rese dalla donna (parte offesa) sono sufficienti, da sole, a determinare la condanna, in quanto non necessitano di conferme ulteriori da parte di altri testimoni.

Ma andiamo con ordine.

 

 

In cosa consiste il reato di abuso sessuale?

Commette violenza sessuale chiunque:

  • con violenza o minaccia, costringe qualcuno a compiere atti sessuali [2];
  • convince una donna a compiere (o subire) atti sessuali fingendo di essere una persona diversa (ingannandola, quindi, sulla sua vera identità) o approfittando della sua debolezza fisica o psicologica.

 

 

Cosa si intende per atto sessuale?

Sono atti sessuali tutti quelli che invadono la sfera sessuale di una donna, impedendole di scegliere liberamente [3].

Naturalmente vi sono diversi tipi di atti:

  • atti più invasivi (come quelli che consistono nel costringere una donna ad avere rapporti sessuali completi), puniti con la pena da cinque a dieci anni di carcere;
  • ed atti leggermente meno gravi (come toccare il seno o i glutei di una donna contro la sua volontà), puniti con una pena diminuita fino a 2/3 rispetto alla precedente [4].

I giudici della Cassazione hanno precisato che commette abuso sessuale anche chi dà, o tenta di dare, un bacio ad una donna contro la sua volontà: non solo sulla bocca, ma perfino sul collo, in quanto considerata una parte del corpo particolarmente sensibile [5].

 

 

Se una donna mente come posso difendermi?

Come abbiamo chiarito sopra, la Cassazione ha precisato che la persona che subisce l’abuso sessuale si ritiene credibile, anche se non indica altri testimoni che possano confermare la sua tesi.

Il motivo è evidente: si presume che l’abuso venga commesso quando la donna è sola.

Difendersi, quindi, è molto difficile: bisognerebbe dimostrare (attraverso dei testimoni, dei messaggi o delle telefonate) che c’era già un rapporto molto intimo con la donne e che il palpeggiamento è stato voluto anche da lei.

 

 

Se la denunciante vuole ritirare la querela?

Purtroppo la procura della Repubblica procede per il reato di abuso sessuale anche se non c’è  alcuna querela (ad esempio, se vi è stata una segnalazione da parte di qualcuno che ha assistito alla scena) o se la persona che ha presentato la querela cambia idea e decide di ritirala.

Ciò significa che una volta che la notizia arriva al pubblico ministero seguirà il suo corso e dovrai solo trovare il modo migliore per difenderti.


In pratica

Se esci con una donna, o peggio ancora la incontri per caso e ti fermi a parlare con lei per la prima volta, sii molto rispettoso della sua intimità fisica perchè, se anche solo ti avvicini per toccarle il seno o i glutei o per darle un bacio contro al sua volontà, rischi una condanna molto severa per violenza sessuale.

La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Terza Penale, sentenza 12 maggio – 26 settembre 2016, n. 39786
Presidente Ramacci – Relatore Riccardi

Ritenuto in fatto

Con sentenza del 8 ottobre 2014 la Corte di Appello di Catanzaro confermava la sentenza di condanna alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione emessa, all’esito del giudizio abbreviato e previo riconoscimento dell’ipotesi di minore gravità, dal Gip del Tribunale di Rossano in data 04/04/2011 nei confronti di M.A., imputato del reato di cui all’art. 609 bis, per avere costretto, con violenza e minaccia, A.S., a compiere e subire atti sessuali, consistiti in toccamenti e palpeggiamenti ai glutei, all’interno di una carrozza del treno percorrente la tratta Catanzaro-Sibari.
2. Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso per cassazione il difensore  del  ricorrente, Avv. Mario Saporito, deducendo tre motivi, di seguito enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione ex art. 173 disp. att. cod. proc. pen.:
1) vizio di motivazione e violazione di legge: l’affermazione di responsabilità è fondata sulla sola deposizione della persona offesa, con una acritica valutazione ed una ricostruzione che prescinde dall’elemento della costrizione; la valutazione di attendibilità è stata affermata in assenza di riscontri, ed in

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[1] Cass., sent. n. 39786 del 12.05 – 26.09.2016.

[2] Art 609 bis, co. 1 e 2, cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 42871 del 18.10.2013.

[4] Art 609 bis, co. 3, cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 30479 del 9.8.2016

 


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Commenti
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