Come ottenere la pensione anticipata senza penalizzazioni
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29 Set 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Come ottenere la pensione anticipata senza penalizzazioni

Anticipo del pensionamento: con quali modalità è possibile percepire la prestazione senza decurtazioni?

 

La pensione anticipata, ossia il trattamento, che sostituisce la pensione d’anzianità, i cui requisiti sono basati sulla contribuzione, sarà a breve affiancata da una nuova possibilità di anticipare la pensione, l’Ape. La sigla Ape sta per anticipo pensionistico: la prestazione consentirà di pensionarsi a 63 anni, con un massimo di 3 anni e 7 mesi di anticipo. L’uscita prima del tempo sarà possibile grazie a un prestito bancario, la cui restituzione comporterà delle penalizzazioni sulla pensione. Anche la pensione anticipata ordinaria, nel caso in cui il pensionato non abbia compiuto 62 anni, comporterà delle penalizzazioni, a partire dal 2018: sia per l’ape che per la pensione anticipata, però, è possibile ottenere la pensione senza penalizzazioni. Vediamo come.

 

 

Pensione anticipata senza penalizzazioni

Per quanto riguarda la pensione anticipata, attualmente non è prevista alcuna penalizzazione, nemmeno se ci si pensiona con meno di 62 anni d’età; i requisiti contributivi richiesti per ottenere il trattamento sono:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

A partire dal 2018, però, sarà prevista una penalizzazione per chi si pensiona senza aver compiuto 62 anni. Il taglio dell’assegno sarà pari:

  • all’1% per ogni anno di anticipo della pensione, se il pensionato ha compiuto almeno 60 anni;
  • al 2%, per ogni anno che precede il compimento del 60°.

Per non avere penalizzazioni sulla pensione, è dunque necessario attendere il compimento del 62° anno di età, per chi matura tale requisiti dal 1° gennaio 2018.

 

 

Ape senza penalizzazioni

Per ottenere l’anticipo pensionistico senza decurtazioni, invece, il discorso è più articolato. In base a quanto reso noto, per non subire tagli della pensione a causa della restituzione delle rate del prestito sarà necessario appartenere alle seguenti categorie:

  • lavoratori disoccupati di lungo corso, che hanno terminato la percezione di ammortizzatori sociali;
  • invalidi;
  • lavoratori che assistono un portatore di handicap grave ai sensi della Legge 104;
  • addetti a mansioni ad alto rischio infortunio;
  • addetti a mansioni faticose e pesanti.

Per evitare il taglio della pensione, sarà necessario anche che la futura pensione non superi 1500 euro lordi mensili.

Per altre categorie di lavoratori la penalizzazione non sarà azzerata, ma soltanto ridotta. I beneficiari della riduzione delle decurtazioni saranno:

  • i lavoratori in esubero a seguito di ristrutturazioni aziendali, che fruiranno del pagamento di un contributo da parte dell’impresa per coprire parte del prestito;
  • gli iscritti alla previdenza complementare, che fruiranno di un anticipo della prestazione integrativa (Rita: rendita integrativa anticipata) per coprire parte del prestito, o, a seconda dell’ammontare spettante, l’intero prestito.

 


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