Affitto, la cauzione va restituita all’inquilino
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28 Set 2016
 
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Redazione
 


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Affitto, la cauzione va restituita all’inquilino

Il padrone di casa che voglia trattenere la cauzione versata dall’inquilino all’atto della sottoscrizione del contratto di affitto deve avviare subito una causa chiedendo al giudice di quantificare i danni subiti dall’appartamento.

 

Immaginiamo che un inquilino voglia lasciare la casa, dove è stato in affitto, per trasferirsi in un’altra; così si rivolge al proprietario per riavere indietro la cauzione che aveva versato all’atto della firma del contratto quando è entrato nell’appartamento. Tuttavia il proprietario, come spesso succede in questi casi, fa “orecchie da mercante” e dice che vuole tenersela per riparare l’appartamento dai piccoli danni lasciati dall’inquilino, per dare una mano di pittura e fare qualche lavoretto di manutenzione. Ne parte una discussione sugli importi che è giusto utilizzare per tali interventi. Da un lato, l’inquilino che, ovviamente, vuole andare sul risparmio e preme per fare tutto “in economia”; dall’altro il locatore che, invece, non è disposto a cedere neanche sui buchi alle pareti per i quadri.

 

Chi ha ragione? Il proprietario? Che si sente in diritto di ripristinare l’appartamento e fare i lavori con i soldi della cauzione? Oppure l’inquilino? Che ritiene che l’addebito delle spese non sia dovuto e chiede la completa restituzione della cauzione?

La soluzione c’è. Ed è contenuta in una recente sentenza del Tribunale di Roma [1]. Ascoltate…

 

 

In caso di danni all’appartamento, la cauzione va restituita all’inquilino 

Il padrone di casa può trattenere la cauzione solo per compensare i canoni d’affitto eventualmente non ancora pagati dall’inquilino alla scadenza dell’affitto. Non può invece trattenerla per risarcirsi dei danni subiti dall’appartamento a meno che non chieda l’intervento di un giudice che determini l’esatto ammontare di tali danni.

 

In pratica, secondo il provvedimento in commento, la quantificazione di eventuali danni spetta solo al tribunale e non può essere determinata unilateralmente dal padrone di casa.

Quindi, se siamo in pari col pagamento dell’affitto, il padrone di casa dovrà restituirci la cauzione. Se la vuole trattenere a compensazione dei lavori di manutenzione sull’appartamento deve immediatamente avviare una causa in cui chiede al giudice di quantificare a quanto ammontino i danni: solo quell’importo che il magistrato determinerà nella sentenza potrà essere trattenuto dal locatore, mentre l’eventuale residuo dovrà essere restituito immediatamente. Se, invece, il padrone di casa non avvia tale giudizio, la cauzione – come appena detto – deve essere immediatamente restituita con tutti gli interessi nel frattempo maturati.

 

 

Perché il padrone di casa deve restituire la cauzione?

La ragione di questa regola è piuttosto semplice. Se così non fosse, si aprirebbe la porta a speculazioni da parte del locatore che – sfruttando il fatto di essere già in possesso dei nostri soldi versati a titolo di caparra – potrebbe dare il via a lavori costosi e/o inutili che non siamo tenuti noi a pagare o che potrebbero essere realizzati anche sostenendo costi più contenuti.

 

 

Cos’è la cauzione in caso di affitto

È diffuso che le parti nel contratto di locazione inseriscano un’apposita clausola che obbliga il conduttore a versare al locatore un deposito cauzionale a garanzia del pagamento del canone e, più in generale, delle diverse obbligazioni pecuniarie (pagamento delle spese di ordinaria manutenzione, delle spese condominiali e di tutti gli altri oneri accessori) oltre che degli eventuali danni arrecati.
In mancanza di espressa previsione di un importo a titolo di cauzione deve ritenersi che le parti abbiano rinunciato alla costituzione della garanzia preventiva.
L’oggetto del deposito cauzionale consiste generalmente in una somma di denaro che diventa di proprietà del locatore.
Se contrattualmente previsto, il mancato versamento del deposito cauzionale è motivo di risoluzione del contratto.


[1] Trib. Roma, sent. n. 10196/16.

[2] Cass. sent. n. 4725/1989.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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Commenti
29 Set 2016 italo serra

Vorrei fare una considerazione off topic, il mio inquilino e’ moroso ed ho gia’ avviato da tempo la procedura di sfratto (a mie spese) ho pagato a mie spese utenze a me intestate (purtroppo) ho pagato a mie spese risoluzione del contratto presso agenzia delle entrate devo ancora una volta fare un ulteriore versamento per l’accesso dell’ufficiale giudiziario perche’ l’inquilino non se ne va. Premesso questo devo anche restituirgli la caparra che mi ha versato? oltre al danno la beffa.