Posso buttare il microonde nel cassonetto della spazzatura?
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28 Set 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Posso buttare il microonde nel cassonetto della spazzatura?

Il forno rientra nei rifiuti di tipo Raee, quindi è vietato lasciarlo nell’indifferenziata. Va portato in un centro di raccolta oppure al negoziante con l’1×1.

 

Sarà pure spento ed i suoi campi elettromagnetici non faranno del male a nessuno. Ma un forno a microonde buttato nel cassonetto della spazzatura fa male all’ambiente, quindi a tutti. Molto male. Per questo, il suo smaltimento richiede delle condizioni particolari. E non è possibile buttarlo nella spazzatura insieme alle vecchie scarpe o agli scarti del pollo arrosto del giorno prima. Pena, sanzioni pesantissime.

 

Nel momento in cui il microonde non funziona più e vogliamo sostituirlo, diventa un Raee, cioè un rifiuto da apparecchiatura elettrica ed elettronica.

Il Codice ambientale [1] prevede delle sanzioni specifiche per chi abbandona o deposita rifiuti “ovvero li immette nelle acque superficiali o sotterranee”. La sanzione amministrativa pecuniaria va dai 105 ai 620 euro. Ma i singoli Comuni possono applicare delle ulteriori sanzioni. Il costo di un microonde nuovo parte da circa 60 euro. Il costo della sanzione per buttare quello vecchio nel cassonetto della spazzatura arriva fino a 10 volte in più. Fatti due conti, imboscarlo in un cassonetto non è proprio un affare. Né per chi lo butta né tantomeno per l’ambiente.

 

 

Cosa fare con il vecchio microonde?

Non potendo, giustamente, buttarlo nel cassonetto della spazzatura, cosa fare con il vecchio microonde? Come detto prima, il forno a microonde viene considerato un Raee e, pertanto, se fabbricato dopo il 13 agosto 2005, deve riportare un contrassegno visibile ed indelebile che rappresenta un cassonetto barrato. Indica che il microonde non può essere buttato nel cassonetto della spazzatura che contiene l’indifferenziata. Lo stesso contrassegno deve comparire sul libretto di istruzioni del forno.

Se, invece, il microonde è stato prodotto prima del 13 agosto 2005 (cosa, tutto sommato, probabile se la marca è ottima ed il proprietario un nostalgico), può essere utile dare un’occhiata agli allegati alla legge di riferimento, che riportano le categorie delle apparecchiature interessate e gli esempi di prodotti da considerare Raee [2]. La categoria di riferimento del microonde è la R2, quella che comprende anche lavastoviglie, lavatrici ed altri elettrodomestici “bianchi”.

 

Appurato tutto ciò, cosa fare con il vecchio microonde?  Due le possibili soluzioni.

La prima, portarlo in un centro di raccolta presente nella zona di residenza. Quelle che, impropriamente, dai vicini dei piccoli paesi vengono chiamate “discariche” ma che, più propriamente, i Comuni chiamano “centri di raccolta” oppure “isole ecologiche”. Qui, dove si porta carta e cartone, plastica, vetro e ferro, si può portare anche il microonde che, messo da parte insieme ad altri elettrodomestici simili, finirà negli appositi impianti di smaltimento.

 

La seconda soluzione è quella conosciuta come “1 x 1”. Il procedimento è semplicissimo: anziché buttare il microonde nel cassonetto, lo si porta al negoziante da cui si acquista quello nuovo. Non lo vuole ritirare? E’ un problema suo: la legge lo obbliga a prenderlo con sé gratuitamente e a consegnarlo agli appositi consorzi che si occupano del ritiro, il trasporto, il trattamento ed il recupero dei Raee [3]. La proporzione è, appunto, quella dell’1 per 1: uno nuovo ti compro, uno vecchio mi ritiri. L’unica condizione: entrambi gli apparecchi devono essere di tipo equivalente e con le stesse funzioni. In parole semplici, non vale comprare una lavatrice e dare indietro un microonde. O viceversa. Vale, invece, comprare un televisore ad alta tecnologia e dare indietro uno con un vecchio nostalgico tubo catodico.


[1] Art. 255 Dlgs 152/2006.

[2] All. 1A e 1B Dlgs 151/2005.

[3] Dm n. 65 dell’8 marzo 2010.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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