Busta paga: come dimostrare lo svolgimento di mansioni superiori
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28 Set 2016
 
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Busta paga: come dimostrare lo svolgimento di mansioni superiori

Il dipendente che ritenga di aver svolto compiti superiori a quelli per i quali è stato assunto deve intraprendere una causa contro l’azienda e dimostrare le mansioni effettivamente svolte.

 

Una delle principali contestazioni negli ambienti di lavoro – dopo quella, purtroppo assai comune, del mancato pagamento della busta paga – è l’impiego del dipendente per mansioni di livello superiore per le quali è stato assunto: una situazione quest’ultima che dà diritto al lavoratore a una maggiorazione rispetto al salario indicato in cedolino. Perché – come tutti sanno – lo stipendio varia anche in base alle responsabilità e alle qualifiche del dipendente. Inoltre la quantificazione della paga deve avvenire sulla base dei compiti effettivamente svolti, a prescindere da quanto scritto sul contratto di lavoro o di come è avvenuta l’assunzione.

Peraltro, come ha già chiarito la Cassazione, l’impiego costante e ripetuto del lavoratore per mansioni superiori dà diritto a quest’ultimo non solo alla maggiorazione del salario, ma anche alla promozione. Così, ad esempio, un aiuto cuoco può diventare un cuoco “in carica”; un addetto al magazzino può diventare un addetto vendite; un addetto vendite può diventare un direttore di reparto. E così via. Ecco perché è importante riuscire a provare i compiti effettivamente eseguiti, in una causa contro l’azienda, affinché il giudice “promuova” d’ufficio il lavoratore.

 

Il problema è stato affrontato di recente dal Tribunale di Pescara [1], che ha dettato un vero e proprio vademecum per chiarire come dimostrare lo svolgimento di mansioni superiori. Secondo la sentenza, il dipendente non può basare le proprie prove producendo il contratto di lavoro, le buste paga o i conteggi analitici fatti dal proprio consulente: per dimostrare le mansioni superiori sono necessari i testimoni. La semplice sussistenza del rapporto di lavoro infatti non basta a dimostrare le mansioni di livello più alto.

 

Solo i testimoni possono dichiarare di aver visto il dipendente svolgere determinati compiti di particolare importanza, come ad esempio gestire i conteggi della cassa, effettuare ordini dai clienti o intrattenere i rapporti coi fornitori, rappresentare l’azienda all’esterno, ecc.

 

La conseguenza è anche di tipo processuale: l’impossibilità di utilizzare, come prova, documenti cartacei fa sì che il lavoratore non possa agire, contro il datore, attraverso un ricorso per decreto ingiuntivo (procedura che richiede sempre l’esibizione di prove scritte). È necessario, invece, avviare una causa ordinaria, con tempi e costi sicuramente più elevati. I testimoni, infatti, non possono che essere ascoltati nel corso di un giudizio ordinario e non prima dell’emissione del decreto ingiuntivo (anche se la testimonianza viene riportata per iscritto).


[1] Trib. Pescara, sent n. 696/16.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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