Mantenimento del genitore negato al figlio licenziato
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28 Set 2016
 
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Mantenimento del genitore negato al figlio licenziato

Una volta perso il diritto al mantenimento, per aver trovato un’occupazione e un’indipendenza economica, esso non risorge a seguito di sopravvenuta disoccupazione.

 

Il figlio divenuto disoccupato non può chiedere ai genitori di essere mantenuto. È quanto chiarisce il Tribunale di Velletri in una recente sentenza [1]. Difatti, non ha diritto a un sostegno ad oltranza il ragazzo che, prima affrancatosi dal mantenimento del padre per aver raggiunto l’indipendenza economica a seguito dell’assunzione presso un’azienda, viene poi da quest’ultima licenziato. È proprio il raggiungimento dell’autonomia dal punto di vista economico che decreta la cessazione di ogni diritto, anche per il futuro, ad ottenere l’assegno mensile da parte del genitore che se ne deve fare carico. Sempre che il giovane abbia raggiunto i 18 anni.

 

Secondo la sentenza in commento, il mantenimento del figlio maggiorenne è da escludersi, ove questi abbia iniziato ad espletare un’attività lavorativa, dimostrando quindi il raggiungimento di una adeguata capacità, senza che possa rilevare la sopravvenienza di circostanze ulteriori che, pur determinando l’effetto di renderlo momentaneamente privo di sostentamento economico, non possono far risorgere un obbligo di mantenimento, i cui presupposti erano già venuti meno.

 

Inoltre il diritto al mantenimento non può risorgere, dopo la perdita del lavoro, neppure in caso di grave malattia.

 

Per esemplificare immaginiamo la seguente vicenda. Una coppia si separa e il padre viene condannato, dal giudice, a pagare il mantenimento all’ex moglie e ai due figli. Uno di questi due, però, raggiunta la maggiore età, viene assunto da una società. In tale momento, cessa anche l’obbligo di mantenimento del papà che potrà farselo cancellare dal giudice. Se poi la ditta fallisce e il giovane perde il lavoro non potrà più chiedere al genitore di tornare a versargli l’assegno. Egli lo ha perso ormai per sempre, anche se sopraggiunge una grave malattia che gli impedisce di tornare a lavorare come aveva fatto prima (nel caso di specie, la ragazza si era ammalata di tumore, circostanza che le aveva impedito di trovare nuove occupazioni).


[1] Trib. Velletri, sent. del 18.12.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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